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Bit chiude i battenti con 46mila visitatori
Tra le tendenze, spicca l'enoturismo

Bit chiude i battenti con 46mila visitatori 
Tra le tendenze, spicca l'enoturismo
Bit chiude i battenti con 46mila visitatori Tra le tendenze, spicca l'enoturismo
Pubblicato il 14 febbraio 2018 | 17:12

Si è conclusa oggi a Fieramilanocity l’edizione 2018 di Bit con 46mila visitatori, 2.550 esponenti accreditati dei media italiani e internazionali e 1.500 top buyer profilati italiani ed esteri provenienti da 79 Paesi.

«Con circa 34.100 incontri prenotati e quasi 15mila incontri conclusi - afferma l’amministratore delegato di Fiera Milano, Fabrizio Curci - il business matching si conferma uno dei nostri grandi punti di forza e il tasso di conversione salito al 43% (dal 29% del 2017) sottolinea la nostra capacità di creare un incontro sempre più mirato fra domanda e offerta. Bit è una piattaforma di business importante per gli operatori italiani e un riferimento per tutta l’area euromediterranea».

Da sottolineare anche la qualità dei contenuti, con dati, tendenze e affondi specialistici, che rendono la formula di Bit efficace per supportare gli operatori nella sfida dei nuovi turismi, sempre più personalizzati e multitarget. Gli operatori hanno apprezzato in particolare il coinvolgimento tanto di operatori e viaggiatori e l’opportunità di avviare nuove partnership anche in ottica collaborativa.

(Bit chiude i battenti con 46mila visite Il turismo italiano ad una svolta?)

Clima di assoluta positività anche per Antonella Prete, dirigente settore Turismo & Attrattività Regione Lombardia: «Il bilancio di questa Bit 2018 è positivo e incoraggiante. In occasione della fiera abbiamo potuto avviare anche una preziosa collaborazione con la Regione Puglia, il cui obiettivo è la promozione delle differenze. I nostri progetti guardano sempre più all'internazionalità anche se per il momento il maggiore interesse verso la nostra regione viene proprio dagli italiani»

Soddisfatti anche i buyer internazionali, che trovano in Bit un insostituibile osservatorio sui trend oltre che una piattaforma di relazioni con operatori tanto italiani quanto internazionali. «Qui ho trovato molta innovazione, nuove tendenze e nuove idee - dice il direttore di un’importante operatore Mice di Città del Messico - ed è stata anche un’occasione molto utile per fare networking, entrando in contatto con realtà che propongo soluzioni alternative di qualità, come le ville e le isole minori, che rispondono alle richieste dei nostri clienti più esigenti». «Sono una veterana di Bit - conclude la executive director di un grande To est-europeo con sede a Budapest - e mi sembra che questa edizione segni un cambiamento di ritmo significativo. Nei Paesi dell’Est la richiesta per la destinazione Italia si sta ampliando dalle grandi città alle aree più periferiche, con grandi potenzialità per il futuro».

Presentati alla Bit di Milano i dati dell’anteprima del 14° Rapporto di Città del Vino e Università di Salerno. Numeri stabili per un settore che secondo le stime gode ancora di buona salute: 14 milioni di accessi enoturistici e un fatturato di almeno 2,5 miliardi di euro, come nel 2017. «L’enoturismo - avverte il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon - è un’occasione preziosa per la promozione, l’occupazione, le economie locali e per la tutela dell’ambiente. La politica deve farne tesoro, ci aspettiamo un impegno serio durante la prossima legislatura per mettere finalmente a sistema un settore dal grande potenziale che ha bisogno però d’essere guidato».

Alcuni informazioni tratte dal 14° Rapporto
  • Livello medio dei servizi degli operatori enoturistici (cantine, ristoratori, albergatori, etc) sul territorio comunale discreto (7,05 in media, con quasi il 40% delle risposte che riconosce un voto pari o superiore a 8);
  • 2 Comuni su 3 hanno già buoni rapporti di collaborazione con la Strada dei Vini o dei sapori del territorio, il cui funzionamento però è ritenuto poco più che sufficiente (6,12 in media); ma per lo più per mancanza di risorse economiche a sostegno della programmazione di attività;
  • Quasi 6 Comuni su 10 hanno realizzato negli ultimi 5 anni uno o più progetti per migliorare i servizi agli enoturisti, con grande vantaggio anche per le cantine e gli altri operatori privati. Infatti, gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole, sembrano incidere in media per il 31,35% e per il 37,44% sul fatturato della filiera (ristoranti, alberghi, altri produttori tipici, etc);
  • Più di 2 Comuni su 3 (69,41%) non prevedono la tassa di soggiorno e circa il 40% dei Comuni non ha un ufficio turistico; quando c’è, non si procede a stime ragionate delle presenze enoturistiche;
  • Secondo i Comuni l’attività su cui dovrebbero investire gli operatori per migliorare i servizi agli enoturisti è al primo posto la formazione del personale (35,81%), seguita dalla pubblicità (27,16%).
  • Per quasi il 90% dei rispondenti il flusso di arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto ai dati del precedente Osservatorio: come detto, circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi euro.

(Bit chiude i battenti con 46mila visite Il turismo italiano ad una svolta?)

Quest’anno, oltre a circa 90 incontri organizzati da Bit e No Frills, proposti anche momenti di approfondimento nelle aree specializzate, individuati in collaborazione con advisory board di esperti nelle rispettive tematiche: più di 6.750 i partecipanti coinvolti, ai quali si aggiungono le decine di eventi organizzati direttamente dagli operatori.
L’appuntamento con la prossima edizione è a fieramilanocity dal 10 al 12 febbraio 2019.

Per informazioni: bit.fieramilano.it

© Riproduzione riservata

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