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di Federico Biffignandi
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Pila, tra fascino e meraviglie
Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica

Pila, tra fascino e meraviglie 
Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica
Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica
Pubblicato il 03 gennaio 2019 | 17:41

Pila accende la voglia di sciare, ma non solo. Soggiornare in questa località della Val d’Aosta significa uscire per un attimo (e di pochi chilometri) dalla città e immergersi nel relax più totale.

La località sciistica aostana sorge a 1.790 metri di altitudine, fa parte del comune di Gressan ed è in provincia di Aosta. Dal capoluogo dista una ventina di minuti di automobile, oppure solo 18 minuti di telecabina che parte dalla città e porta comodamente in quota. Questo il motivo per cui è un attimo fuggire dal trambusto della città. Dall’altro lato c’è un aspetto affascinante e curioso: Pila fino agli anni ’60 altro non era che la località degli alpeggi di Gressan. Insomma, a Pila non c’era nulla, se non baite, prati, boschi e pascoli. Il più classico dei paradisi protetti dal Monte Bianco e impreziositi da una vista impagabile sul Cervino.

(Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica)

Poi, la scelta di trasformare questa località in un punto di riferimento del panorama sciistico italiano, ma anche svizzero e francese per ovvi motivi di vicinanza. Ma l’impronta non è cambiata. Sono in tanti, da queste parti, a ricordarsi quando qui c’era poco o nulla e così sono in tanti ad amare così visceralmente la loro terra da non volerla abbandonare per nessun motivo, nonostante la giovane età possa far pensare di trasferirsi verso lidi più metropolitani. No, chi ha Pila nel sangue non la abbandona e, anzi, la aiuta a progredire, a svilupparsi, a migliorare, a farsi conoscere.

(Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica)

Cosa che hanno fatto due persone che ora hanno un ruolo importante: da una parte Alessandro Zani del Consorzio Turistico Espace di Pila (presieduto da Stefano Porliod) e che racconta di aver provato a fare un lavoro “ordinario”, ma di averlo presto abbandonato perché richiamato dalla sua terra, dalla natura della sua terra nel senso più stretto del termine. Oltre al lavoro svolto nel Consorzio, fa il maestro di sci e d’estate il giardiniere. A Pila ci si arrangia, si fa tutto ciò che è necessario per sopravvivere ma, soprattutto per stare bene.

Star bene e far stare bene perché l’altro esempio di persone che non hanno voluto abbandonare Pila è quello di Katia Albanese che, insieme al marito cuoco, gestisce il ristorante Yeti proprio sulle piste da sci. Struttura da favola, soprattutto per come si presenta all’esterno, ospitalità da dieci e lode di quelle calorose e attente ad ogni dettaglio, ma mai invadenti. Lei ha raccolto l’eredità del padre, storico gestore del locale, dopo aver studiato altrove e ora viaggia a gonfie vele. Sommelier di formazione, ha la capacità di raccontare agli ospiti il bere e il mangiare servito con dolcezza, serietà, rigore e fantasia. Ancora prima di assaggiare il piatto o il calice già si è soddisfatti di essere in quel posto.

(Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica)

Menzione d’onore per un aspetto tanto raro quanto importante. Katia non ha esitato nemmeno un istante a soddisfare le esigenze di chi, come chi scrive, ha avvertito i sintomi di allergie alimentari a inizio serata. Lo ha fatto con spontaneità, senza servire con “seconde scelte” e senza snaturare il menu iniziale previsto. Gnocchi di pane con crema di porri invece di gnocchi tradizionali al formaggio; trofie al ragù di cervo invece delle tagliatelle. A seguire arrosto di cervo. In tavola vini rigorosamente del territorio, etichette ricercate e mai banali, calibrate per esaltare i sapori di ogni portata.

Il cibo da queste parti regala sempre soddisfazioni grazie ad una cucina di montagna i cui sapori sono sempre intensi e inconfondibili, ma mai eccessivi. La riconferma della qualità la si è avuta nel corso del pranzo del rifugio Boutson situato lungo le piste da sci in una struttura che si divide in due: da una parte il classico locale per il “panino e salamella con birra” per gli sciatori più tradizionali che non vogliono togliere troppo tempo alle pieghe; dall’altra una sala da pranzo calda e intima dove invece ci si può sedere al tavolo per degustare polenta, carne, salame, lardo a volontà degustando sempre ottimi vini. A fine pasto, grappe in serie per scaldarsi e ritrovare il giusto brio per rimettersi sugli sci. Anche in questo caso encomiabile l’accoglienza dei titolari, Lella e Antonio Napoli con le figlie Antonella e Cristina. Un modo di fare più spiccio e pratico ma abbastanza caratteristico da risultare un valore aggiunto.

(Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica)

E poi, ovviamente lo sci. Pila si fa apprezzare per la varietà e l’ampiezza delle piste (4 piste nere, 21 rosse, 4 blu per un totale di 70 chilometri), per impianti sempre all’altezza e in continua evoluzione, per rifugi in grado di offrire soste sempre gradite grazie al loro stile che è rimasto quello degli alpeggi di un tempo. Ma soprattutto a Pila gli sciatori sono obbligati a fermarsi per godere della cornice nella quale la località è inserita. Cime imponenti che hanno fatto la storia dell’alpinismo internazionale troneggiano e osservano, proteggono e deliziano gli occhi grazie alle loro conformazioni inconfondibili. Da dieci e lode la preparazione delle piste anche in una stagione fino a qui misera di centimetri di neve.

(Pila, tra fascino e meraviglie Sci, cibo e ospitalità i marchi di fabbrica)

Tornando all’accoglienza, ottima base l’hotel tre stelle La Chance a dieci minuti a piedi dalla partenza del primo impianto. Camere molto curate e caratteristiche la cui dote impagabile è la vista costante sul Monte Bianco che lo si osserva colorarsi d’arancione di prima mattina e scomparire nel rosa della sera. Colazione ricca e varia; piccola Spa per rigenerare il corpo dalle fatiche del giorno sulla neve. Pila è per persone che amano la montagna, l’alta montagna e che sanno riconoscere i posti che meritano da quelli dove invece è meglio non tornare. Ma Pila è anche il posto per chi la montagna la affronta per la prima volta: per via di poche attrattive alternative alle attività tipiche della montagna (sciate e camminate), costringe i suoi ospiti a provarci, a immergersi nella natura, a conoscere storia e cultura di questi luoghi. Per rimanerne affascinati.

Il prossimo atteso appuntamento è “I Light Pila”, la fiaccolata benefica, aperta alla partecipazione di tutti, a favore dell’associazione Susan G. Komen Italia, impegnata nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale.
Quest’anno l’obiettivo è ancora più ambizioso: raggiungere e superare quota 100mila euro di ammontare complessivo delle donazioni (calcolati dalla prima manifestazione, nel 2013), unita alla partecipazione di quanti più sostenitori possibile; infatti nei sei anni trascorsi ad oggi, sono stati già raccolti oltre 86mila euro per la lotta ai tumori al seno e quasi 7mila persone hanno preso parte all'evento.

Clou della giornata è la discesa con le fiaccole a luci led a cui tutti possono partecipare: adulti, bambini, sciatori e snowboardisti più o meno esperti ed anche con le ciaspole e a piedi: tutti scendono lungo le piste della località illuminandole di rosa per un’unica grande missione: sciare assieme per fare del bene. La festa continua in serata nelle baite e nei locali tutti decorati a tema con menù speciali, musica e spettacoli, brindando alla solidarietà.

Per informazioni: www.pila.it

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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