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Da Parma un Premio alla creatività
a Geoffroy, chef de cave Dom Pérignon

Da Parma un Premio alla creatività 
a Geoffroy, chef de cave Dom Pérignon
Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cave Dom Pérignon
Primo Piano del 08 maggio 2018 | 18:26

Parma, Città creativa della Gastronomia Unesco, e Dom Pérignon, maison de champagne. Un'unione all'insegna della creatività che il comune emiliano ha voluto premiare, consegnando il particolare riconoscimento a Richard Geoffroy, dal 1990 Chef de Cave della cantina e suo massimo interprete.

«Noi abbiamo bisogno di creare e far capire allo stesso tempo alle persone quanto gli italiani siano maestri di creazione. Come farlo al meglio se non con un Premio che riesca in qualche modo ad avvicinarci al mondo?» così ha motivato il Premio alla creatività il sindaco del comune di Parma Federico Pizzarotti.

Federico Pizzarotti e Richard Geoffroy q(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)
Federico Pizzarotti e Richard Geoffroy

Un avvicinamento che si concretizza in un'unione tutta enogastronomia: da una parte la creatività nel cibo, rappresentata da Parma e dalle sue eccellenze, dall'altra la maestria nell'interpretare la creatività nel vino, appunto Dom Pérignon. Nemmeno il momento scelto è casuale: in questi giorni infatti Parma ha i riflettori puntati a sé per la manifestazione biennale Cibus.

Un momento quindi importante per Parma, ma anche per la stessa maison francese, che è ben conscia del proprio ruolo di leader internazionale nel mondo vino: «L’estro creativo e una visione originale, uniti a sensibilità, qualità e competenze tecniche uniche, hanno reso Dom Pérignon un esempio per l’enologia mondiale, e il nostro chef de cave ne è ispiratore ed eclettico interprete». Queste le parole utilizzate da Valeria Righetti, senior brand manager Dom Pérignon Italia.

Federico Pizzarotti, Richard Geoffroy e Cristiano Casa (Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)
Federico Pizzarotti, Richard Geoffroy e Cristiano Casa

Richard Geoffroy non è solo interprete, ma anche demiurgo, se vogliamo, delle etichette Dom Pérignon: è stato lui ad introdurre il concetto di Plénitudes, finestre temporali, raggiunte grazie all'evoluzione sui lieviti, durante le quali lo champagne rivela la propria identità e può essere quindi presentato al mondo. «Ogni millesimato - spiega lo chef de cave - evolverà per step diversi e a distanza di anni donerà sensazioni diverse. Si tratta di scadenze temporali che per noi rappresentano sempre gioie, leggerezze e pienezze che cambiamo nel tempo, tappa dopo tappa».

(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)
Dom Pérignon P2 2000

Più nello specifico:
  • la Première Plénitude si compie dopo almeno otto anni di elaborazione, secondo l’annata. Normalmente si parla di un periodo compreso tra i 10 e i 15 anni: è Dom Pérignon Vintage, Plénitude dell’Armonia.
  • La Deuxième Plénitude si ottiene dopo oltre sedici anni di elaborazione (precisamente in un periodo compreso tra i 16 e i 20 anni): il vino è intenso, vibrante, preciso, l’energia è al suo apice; questo è Dom Pérignon P2, l’Età dell’Energia.
  • La Troisième Plénitude si raggiunge dopo circa venticinque anni dalla vendemmia (anche qui, un intervallo temporale molto lungo, dai 30 ai 60 anni); il vino assume una complessità intrigante, mai espressa. È un vino maturo, pieno, complesso, che attraverso i lieviti che ha assorbito, sfida il tempo: è Dom Pérignon P3, la Plénitude della Complessità.

(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)

La premiazione è avvenuta presso la sala Consiglio del Comune dove, alla presenza del sindaco Pizzarotti e dell'assessore alle Relazioni internazionali Cristiano Casa, viene conferito a Geoffroy il Premio alla Creatività di Parma Città Creativa della Gastronomia Unesco, per il suo contributo di innovazione, creatività e visione al mondo dell’enologia. Con questo, anche una stampa raffigurante il tracciato della città di Parma e la coccarda ufficiale.

«Sono commosso per il prestigio e la sincerità di questa inziativa - ha commentato Richard Geoffroy - penso che fosse scritto che io dovessi venire a Parma. Io credo che, nel mondo, siamo destinati ad incontrare persone e luoghi che hanno le stesse corrispondenze e gli stessi valori». Belle le parole di Richard, che specifica: «Dimensione personale e territorio sono garanzie imprescindibili per un prodotto di qualità. Questo vale per Dom Pérignon, ma anche per Parma con i suoi prodotti».

Richard Geoffroy (Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)
Richard Geoffroy

«Questo premio - continua lo chef de cave - vede sancire la creatività di Dom Pérignon e richiama la cultura di un territorio e della sua gente che con grande umiltà ha raccolto una visione, una visione che guida l’azione quotidiana della squadra che ruota intorno alle cantine dello Champagne. Una visione estetica più che tecnica, che ha saputo sublimare l’armonia del vino con una continua ricerca, uscendo costantemente da una comfort zone che il nome del Dom Pérignon avrebbe consentito, nome che ha scelto invece di superare, di correre rischi, di provocare e di creare ogni volta un Millesimato unico».

«Dom Pérignon - conclude Geoffroy - si esprime all'insegna della setosità, si contraddistingue per mineralità e non lascia mai secchezza in bocca. La grandezza del nostro vino sta anche in queste caratteristiche, che noi non smettiamo mai di perseguire».

(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)

«Questo premio - spiega orgoglioso il sindaco di Parma - intensifica il legame tra Parma ed Épernay. Le abilità eccellenti di maestri che creano in termini di cibo e di vini appartengono alle due città, e grazie a questo riconoscimento, si sono unite ancor più concretamente». Gli fa eco l'assessore Cristiano Casa: «Questo premio, grazie alla prestigiosa presenza di Geoffroy, sancisce la cifra peculiare dell’iniziativa: celebrare la capacità di trasformare prodotti del territorio, farli diventare ambasciatori di città, valorizzare le eccezionali tradizioni e gli straordinari risultati che la cucina può offrire e soprattutto il talento di protagonisti dell’enogastronomia di altissimo livello».

Alla celebrazione ha fatto seguito una visita ad Alma - La scuola internazionale di Cucina italiana, a Colorno (Pr), di cui è stato per anni rettore il Maestro, recentemente scomparso, Gualtiero Marchesi. In questa circostanza il comitato scientifico della scuola, composto da Paolo Lopriore, Mariella Organi, Ezio Marinato e Davide Comaschi, ha creato un menu ad hoc da abbinare all'ultima creazione della maison francese, il Dom Pérignon P2 2000, vino pieno di energia e intensità.

(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)

Il pranzo è iniziato con il pane di Ezio Marinato e terminato con il Savarin (dolce tipico francese) e la Sciara - la pralina di Davide Comaschi. Al centro un'idea di Paolo Lopriore, costruita attorno al concetto di convivialità: al centro sono disposte le tagliatelle all’uovo, con l’accompagnamento principale di carne di manzo e di cavallo “California”, ma anche di falafel verdi, cipollotti rossi fritti, pancetta affumicata, panna, parmigiano reggiano, aceto balsamico tradizionale, ostrica e lattuga, con i quali il commensale può comporre il proprio piatto, scegliendo e dosando gli ingredienti a proprio piacimento.
Infine una lectio magristralis presso la Sala del Trono della Reggia di Colorno, condotta dallo chef de cave, su "Il tempo e le Plénitudes di Dom Pérignon".

(Da Parma un Premio alla creatività a Geoffroy, chef de cade Dom Pérignon)

«È un onore per Alma - ha detto Enzo Malanca, presidente della scuola - accogliere e ospitare un professionista del calibro di Richard Geoffroy. La dedizione, la passione, la cultura e l’esempio che uomini del suo calibro sanno trasmettere ben si confà con la filosofia di Alma che trova nella didattica e nella cultura il suo senso primo. Inutile nascondere anche la gioia di poter dare agli allievi della Scuola la possibilità di assistere a una Lectio Magistralis di tale livello. Il vino, nella fattispecie lo Champagne di Dom Pérignon, viene elevato a forma di cultura fruibile, a un momento di altissimo insegnamento umano oltre che tecnico».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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