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Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

L’azienda agricola di Cellole (Ce), alla terza generazione, è nata per riportare in vita le varietà autoctone e i vini antichi, declinati secondo i parametri attuali. Dal Falerno di epoca romana alla produzione di alta gamma di oggi

di Gabriele Ancona
vicedirettore
13 luglio 2021 | 19:08

Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

L’azienda agricola di Cellole (Ce), alla terza generazione, è nata per riportare in vita le varietà autoctone e i vini antichi, declinati secondo i parametri attuali. Dal Falerno di epoca romana alla produzione di alta gamma di oggi

di Gabriele Ancona
vicedirettore
13 luglio 2021 | 19:08

A Milano,  presso il ristorante Rovello 18, il 12 luglio è andato in scena un incontro con la storia enologica. Non un modo di dire, ma il risultato di una ricerca. Protagonista l’azienda vinicola di Cellole (Ce) Villa Matilde Avallone, rappresentata dai titolari Maria Ida e Salvatore. «Nostro padre Francesco Paolo, avvocato e cultore di vini antichi – hanno ricordato – individuò le viti che avevano dato vita al Falerno in epoca romana: pochi ceppi sopravvissuti alla filossera di fine Ottocento vennero ripiantati, con l’aiuto di pochi contadini locali, proprio nel territorio del Massico dove un tempo erano prosperati. Nel 1965 fondò Villa Matilde Avallone. La prima bottiglia è datata 1977».

I vini di Villa Matilda Avallone degustati a Milano Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

I vini di Villa Matilda Avallone degustati a Milano

2500 anni di vino

Passato e futuro oggi si intrecciano ancora di più in azienda con la terza generazione, i figli di Maria Ida e Salvatore. Sono state riportate in vita le varietà autoctone e i vini antichi, declinati secondo i parametri attuali. «2500 anni di storia – ha sottolineato Maria Ida Avallone – arricchiti da 2500 anni di competenze. L’utilizzo in fase di fermentazione dell’anfora in terracotta rimane comunque una nostra prerogativa, strumento per far parlare il territorio».

Maria Ida e Salvatore Avallone Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

Maria Ida e Salvatore Avallone

Una tenuta anche in Irpinia

L’azienda agricola si sviluppa su oltre 110 ettari, di cui 70 vitati, nel territorio dell’Ager Falernus, lungo le pendici del vulcano spento di Roccamonfina, nell’area più a nord della provincia di Caserta. Gli ingredienti del terroir mescolano note minerali, dovute alla natura vulcanica, con note marine e salmastre in un delicato equilibrio. Un anfiteatro di montagne fronte mare. Il microclima è infatti privilegiato, favorito da una catena montuosa che protegge i vigneti dalle aggressioni del vento e dal freddo. Qui si allevano antichi vitigni a bacca rossa, tra cui Aglianico, Piedirosso, Primitivo, e il vitigno a bacca bianca che è l’emblema della regione, la Falanghina. Da una ventina d’anni fa parte dell’azienda anche Tenute di Pietrafusa, 25 ettari vitati nel distretto delle Docg irpine. Alla superficie totale ne vanno aggiunti altri 30 nel Beneventano, per una produzione complessiva di 750 mila bottiglie. «Nostro impegno primario – ha precisato Salvatore Avallone – è la valorizzazione dei singoli appezzamenti».

Vigna Caracci Falerno del Massico Dop 2017 Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

Vigna Caracci Falerno del Massico Dop 2017

Abbinamenti

La degustazione nella sala del ristorante milanese ha preso il via con Mata Bianco, metodo classico extra brut. Falanghina in purezza fresco, elegante armonioso. A tavola, con Prosciutto di Maiale Nero su pane, Falerno del Massico Bianco Dop 2020. Dalla Falanghina degli antichi romani, nasce vinificato in purezza. Un vino che sfoggia salinità, ricco e persistente. Espressione a bacca bianca del territorio. Con Tartare di Fassona al coltello, Vigna Caracci Falerno del Massico Bianco Dop 2017 (Falanghina 100%): elegante, vellutato, pieno.

Coniglio disossato negà con purè Villa Matilde Avallone: passato e futuro si intrecciano in vigna

Coniglio disossato negà con purè

La virata verso i rossi ha visto sfilare Falerno del Massico Dop annata 2017, un blend di Aglianico (80%) e Piedirosso dal sapore pieno, elegante ed armonico. Ha sposato Tagliatelle con ragù di Salsiccia di Brà. Medesimo uvaggio per Villa Matilde Vigna Camarato Falerno del Massico Rosso Riserva 2011, prodotto solo nelle migliori annate nel vigneto che gli dà il nome della tenuta collinare San Castrese, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina. Potente, elegante, rotondo, è stato degustato con Coniglio disossato negà (annegato) con purè. In cucina Michele De Liguoro.

Per informazioni: www.villamatilde.it

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