Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
lunedì 15 agosto 2022 | aggiornato alle 23:20 | 86946 articoli in archivio

Siddùra premiata a Monaco Cannonau rosé “Nudo” al top

Per la prima volta un vino sardo ha ricevuto la prestigiosa medaglia di diamante del concorso International Wine Guide. E l’azienda pensa già alla prossima annata, che si prospetta positiva.

 
09 luglio 2020 | 14:33

Siddùra premiata a Monaco Cannonau rosé “Nudo” al top

Per la prima volta un vino sardo ha ricevuto la prestigiosa medaglia di diamante del concorso International Wine Guide. E l’azienda pensa già alla prossima annata, che si prospetta positiva.

09 luglio 2020 | 14:33
 

L’ultima perla di Siddùra è un vino fresco e brillante. “Nudo”, il cannonau rosé dell’azienda agricola di Luogosanto, in Gallura, aveva già conquistato al suo debutto nel 2018 l’oro al concorso internazionale di Francoforte e l’argento al Guide international du Vin Rosé nel Principato di Monaco; nel 2019 medaglia di platino sempre al Guide international du Vin Rosé. Ora al palmares si aggiunge un altro importante riconoscimento: Nudo è stato l’unico rosé sardo ad aver conquistato la medaglia di diamante al concorso International Wine Guide di Monaco. Un riconoscimento prestigioso per la cantina sarda, che è stato assegnato da una commissione di esperti che hanno selezionato, tra i tantissimi vini in concorso, le ambite “medaglie di diamante”.

Cannonau Rosato Nudo Siddùra - Siddùra premiata a Monaco Cannonau rosé Nudo al top

Cannonau Rosato Nudo Siddùra

«È la prima volta che un vino sardo taglia questo importante traguardo insieme ai vini dell’Olimpo provenzale, distinguendosi con la conquista di un premio, la medaglia di diamante, di grandissimo livello», sottolinea Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra. «Questo premio regala a Nudo e a tutta la Sardegna la definitiva consacrazione del modello che è stato definito sardo-provenzale. La qualità di Nudo si coglie da una diversa espressione della qualità di vinificazione, diamante grezzo che nasce da uve cannonau. Siddùra dimostra che si possono ottenere dei grandi vini da un grande vitigno autoctono come il cannonau e in una grande terra come quella della Gallura».



Il rosato di Siddùra aveva fatto il suo esordio ufficiale appena due anni fa, nell’edizione del Vinitaly 2018, nell’International wine & spirits exhibition, il più grande salone al mondo per metri quadrati e presenze estere dedicato al settore del vino e dei distillati. La cantina aveva presentato la novità della nuova collezione, il Cannonau rosato “Nudo”. Nel 2017 Siddùra aveva lanciato sul mercato il passito “Nùali”. Nudo ha rafforzato l’offerta con un rosé generato dal vitigno più conosciuto e antico della Sardegna, il cannonau. Le uve provengono da un piccolo campo soleggiato della vallata di Siddùra, affacciato sul mare della Costa Smeralda.

Siddùra premiata a Monaco Cannonau rosé Nudo al top

L’azienda cresce ma la “mission” della cantina di Luogosanto non cambia: la cernita delle migliori uve a garanzia di una qualità eccellente è il primo dei passaggi che consegneranno al mercato le nuove annate dei vini Siddùra. «L’annata 2020 - spiega Massimo Ruggero - sarà caratterizzata dai continui cambiamenti climatici, questa volta in positivo. Abbiamo avuto le piogge nel momento ideale, le piante sono prosperose e ricche di frutto: pensiamo sarà un buon raccolto. Il tempo poi ci sta assistendo grazie ad escursioni termiche ideali, perché durante la notte le temperature stanno scendendo e questo avrà la sua influenza soprattutto sotto l’aspetto aromatico e sull’acidità. Probabilmente avremo un’annata con tutte le caratteristiche per dare vita a vini di alta qualità».

Ottimi presupposti per puntare sempre di più sull’alta qualità dei vini, davanti a un mercato altamente competitivo. «Sarà una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno», conferma Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra. «I mesi di maggio e giugno hanno tenuto in termini di temperatura, ma hanno regalato un giusto quantitativo di pioggia che consentirà di mantenere una buona resa a fronte di una giusta concentrazione di zuccherina nei grappoli. A differenza di quello che accadde nel 2017, quando la vendemmia anticipata causò rese più contenute, quella del 2020 consentirà di raccogliere la migliore espressione dalle vigne dislocate su 40 ettari di superficie vitata all’interno della tenuta. Presumibilmente potremmo dover iniziare la raccolta già nel mese di agosto, dopo aver selezionato i grappoli migliori».


© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali