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L'annata 2015 del Soave in anteprima In degustazione oltre 100 etichette

All'anteprima del Soave riflettori puntati sull'annata 2015, ma anche sulle colline vitate riconosciute Paesaggio rurale di interesse storico, sulla longevità dei vini e sul terreno vulcanico da cui vengono prodotti

di Piera Genta
24 maggio 2016 | 09:23

L'annata 2015 del Soave in anteprima In degustazione oltre 100 etichette

All'anteprima del Soave riflettori puntati sull'annata 2015, ma anche sulle colline vitate riconosciute Paesaggio rurale di interesse storico, sulla longevità dei vini e sul terreno vulcanico da cui vengono prodotti

di Piera Genta
24 maggio 2016 | 09:23

7mila ettari di cui 1.700 nel Soave classico, 3mila piccole aziende, oltre 55 milioni di bottiglie suddivise tra Soave, Soave classico, Soave Colli Scaligeri, Soave superiore presenti in circa 70 Paesi del mondo con una quota di export che supera l’80% della produzione: sono i numeri del vigneto Soave all’anteprima dell'annata 2015 organizzata dal Consorzio tutela vini Soave. Le colline vitate del Soave di recente hanno ottenuto il riconoscimento di Paesaggio rurale di interesse storico, in quanto questa zona rappresenta l’area a vigneto specializzato più grande ed antica del Veneto, risalente alla prima metà del Novecento, con un sistema di allevamento tradizionale, la pergola soavese.



In un terreno vulcanico, molto antico, ricco di minerali, si alleva la Garganega che occupa la quasi totalità delle superfici a vigneto, lasciando pochi ettari a Trebbiano di Soave. Vigneti storici, un'evoluzione qualitativa del prodotto e una costanza produttiva a cui si aggiunge l’impegno del consorzio per promuovere la responsabilità ambientale delle aziende e una comunicazione innovativa e originale che ha ottenuto anche il riconoscimento “Il meridiano del vino” per una campagna promozionale in Giappone sono i punti di forza di questo territorio e del suo vino.



L’appuntamento con l’anteprima che ha visto la partecipazione di oltre 150 tra giornalisti e buyer provenienti da diversi Paesi tra cui Giappone, Germania, Polonia, Inghilterra, Nord Europa e Usa è iniziato con “Il Soave alla prova del tempo” per dimostrare la longevità di questo vino bianco: una degustazione di dodici vini di varie annate dalla 2012 fino ad arrivare alla 2000, condotta dall’enologo Giovanni Ponchia e da Kerin O’Keefe di Wine enthusiast.

I vini degustati sono stati: Vigneto Runcata Soave Superiore 2012 Dal Cero Tenuta di Corte Giacobbe; Vigneto Sengialta Soave Classico 2011 Balestri Valda; Danieli Soave 2010 Fattori; Meridies Soave Classico 2010 Nardello; Sereole Soave 2009 Bertani; Fontego Soave 2009 La Cappuccina; Castelcerino Soave Superiore Classico Docg 2008 Cantina di Soave; Monte Ceriani Soave 2007 Tenuta Sant’Antonio; I Tarai Soave 2007 Corte Moschina; Soave Classico 2006 Suavia; Contrada Salvarenza Soave Classico 2005 Gini; Cà Visco Soave Classico Superiore 2000 Coffele.


L’incontro era dedicato all’assaggio in anteprima dell’annata 2015, oltre 100 etichette tra Soave Doc classico, Soave Doc Colli Scaligeri, Soave superiore Docg, frutto di un'annata interessante, ma complessa per le temperature al di sopra della media di alcuni periodi, una carenza d’acqua che in qualche caso si è trasformata in stress idrico. Un’annata che si è distinta per la sanità delle uve, produzioni non esuberanti. In generale nel bicchiere sono state riscontrate sensazioni floreali, frutta tropicale matura, note balsamiche, buona sapidità e poca acidità.



Grande interesse per il convegno-degustazione “Volcani wines 2016” con il master sommelier John Szabo, 11 terroir vulcanici nel calice che fa parte del progetto Vulcania, nato nel 2009 con lo scopo di promuovere i vini derivanti da suolo magmatico. Era presente anche Jane Nisbet Huseby, studentessa del Master of Wine institute di Londra che ha vinto il primo contest lanciato circa un mese fa dal Consorzio del Soave con un saggio dal titolo “Volcanic Wines, a new notion of terroir: explain how cross-territorial marketing and communication can be used as an opportunity for Soave and Italian volcanic wines”. Nel suo lavoro Jane ha colto il valore del fenomeno vulcano come leva di marketing territoriale.



I vini degustati provenivano da zone viticole di origine vulcanica da ogni parte del mondo, dal Soave ai Monti Lessini, da Ustica alla Sardegna, dalla Francia all’Ungheria passando per Spagna, Germania, Grecia ed anche Israele sulle alture del Golan. Il Consorzio di tutela ha di recente editato un volume dal titolo “Volcanic wines” in italiano e inglese, risultato degli otto anni di ricerca e di lavoro che il consorzio ha condotto sul tema del vulcano in collaborazione con studiosi ed esperti di settore, che si affianca ad un altro prodotto editoriale di assoluto valore per comprendere i valori di questo comprensorio. L’anteprima è stata anche l’occasione per visitare alcune aziende del territorio, per andare nei vigneti e calpestare e conoscere la diversità del suolo in pochi metri, una diversità incredibile che va dalla scaglia rossa, alle rocce vulcaniche di nero basalto fino al calcare.

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