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di Stefano Calvi
di Stefano Calvi

Oltrepò Pavese, segnali di unione
Tavoli di lavoro con l'aiuto della Regione

Pubblicato il 25 gennaio 2019 | 18:20

L’anno zero dell’Oltrepò del vino. Qualcuno l’ha definito così. E a ben vedere, le premesse per una svolta ci sono. Ad iniziare dalla riorganizzazione del Consorzio di tutela in chiave federalista
.

, con la creazione di 6 tavoli di lavoro dedicati ad altrettanti dei vini più diffusi e rappresentativi che avranno il compito di stabilire i rispettivi disciplinari di produzione, per arrivare al metodo di lavoro stesso, quello che ha portato a questo epilogo, basato su un principio nuovo di rappresentatività, a prescindere dal peso di ogni singola azienda.

(Oltrepò Pavese, segnali di unione Tavoli di lavoro con l'aiuto della Regione)

Questi gli elementi qualificanti del primo incontro di avvio dei tavoli di denominazione del consorzio tutela dell'Oltrepò pavese presieduto dall'assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi e che si è svolto al Centro Riccagioia di Torrazza Coste, in provincia di Pavia.

«La costituzione dei tavoli di denominazione - ha detto Rolfi - rappresenta una svolta storica per questo territorio. La Regione Lombardia vuole aiutare l'Oltrepó Pavese a sprigionare le sue straordinarie potenzialità». Poi l’assessore non si è solo fermato agli addetti ai lavori, ha voluto incontrare anche i primi cittadini del territorio. «A Riccagioia ho voluto incontrare anche i sindaci della zona per fare squadra - ha aggiunto l'assessore - e per condividere un percorso istituzionale di ampio respiro. Il vino deve essere strumento di promozione di tutto il territorio, di turismo, di valorizzazione ambientale. Regione Lombardia c'è, mette a disposizione subito 600mila euro ed è disposta a investire ulteriori risorse in futuro se vedremo che il territorio risponderà in maniera positiva. Darò il via a un tavolo istituzionale con gli enti locali per costruire un progetto Oltrepò che coinvolga i Comuni e gli attori vari per promuovere in maniera sinergica ed efficace il territorio».

(Oltrepò Pavese, segnali di unione Tavoli di lavoro con l'aiuto della Regione)

L'attivazione dei tavoli di denominazione, fra l'altro, è un progetto pilota a livello nazionale, unico esempio di lavoro tecnico-programmatico condiviso che coinvolge non solo i soci del Consorzio (come già accade in altre Regioni) ma che è aperto alle aziende del territorio rappresentative della denominazione dei singoli tavoli. 44 cantine dell'Oltrepò hanno partecipato dunque all'avvio del progetto suddivise per comitati di gestione (tavoli di denominazione) e individuati per numero, tipologia e regolamento di funzionamento.

Per l'Oltrepò si tratta del frutto di una storica azione congiunta voluta dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Lombardia attraverso il proprio Ente di sviluppo Ersaf con il Consorzio vini, che vuole proporre un cambiamento evidente e sostanziale, attraverso una spinta propulsiva fondamentale e congiunta che coinvolge Regione Lombardia, Camera di Commercio di Pavia, Distretto del Vino, Club del Buttafuoco Storico, Associazioni di categoria e Cantine sociali.

Fabio Rolfi (Oltrepò Pavese, segnali di unione Tavoli di lavoro con l'aiuto della Regione)
Fabio Rolfi

I tavoli di denominazione attivati sono sei e sono: Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg; Pinot Nero e OP Rosso Riserva; Oltrepò Pavese Riesling; Bonarda dell'Oltrepò Pavese; Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese e Buttafuoco. «Sono particolarmente soddisfatto - ha commentato Luigi Gatti, presidente del Consorzio Oltrepò - per questa giornata di lavoro, che dalle parole ai fatti, avvia un processo di rinnovamento lungo e importante per il nostro Oltrepò. Il segnale che ci si stia identificando in un territorio oggi c'è stato, anche al di là delle previsioni, e c'è gente seria che vuole lavorare bene per costruire un futuro che ci coinvolge tutti, a diverso titolo, e che aveva la necessità di voltare pagina dotandosi anche di strumenti di lavoro precisi e puntuali. Il valore aggiunto è un team "istituzionale" così ben attrezzato che in questi mesi ha lavorato in grande accordo iniziando una strada che deve andare avanti con convinzione e porterà risultati significativi. I tavoli di denominazione che puntano alla qualità e alla valorizzazione del mondo del vino in Oltrepò non sono altro che il primo passo per promuovere il territorio attraverso prodotti più nobili (qualità) anche dal punto di vista commerciale e di comunicazione, secondo strategie ben ragionate».

(Oltrepò Pavese, segnali di unione Tavoli di lavoro con l'aiuto della Regione)

I lavori si sono chiusi con un altro atto importante, la firma da parte di tutte le cantine rappresentate di un Codice etico. A tale proposito ha voluto sottolineare il direttore di Ersaf, Massimo Ornaghi: «Non si tratta solo di apporre una firma, ma di essere consapevoli che il Codice etico è una sottoscrizione di impegno personale, di tutti noi, dobbiamo usare il Codice etico consapevoli del rispetto di regole condivise secondo comuni valori, a tutela del territorio e dei suoi prodotti». Presenti in sala anche il presidente della commissione agricoltura di Regione Lombardia, il lomellino Ruggero Invernizzi e i consiglieri regionali Roberto Mura e Simone Verni. Il tour dell’assessore Rolfi in Oltrepò, al termine dell’importante giornata di lavori, è continuato con la visita alla cantina Conte Vistarino di Pietra de’Giorgi e all’azienda agricola Il Feudo Nico di Mornico Losana dove i titolari Edoardo e Massimo hanno presentato il loro raffinato Metodo Classico Maria Antonietta con 100 mesi sui lieviti ma anche la loro produzione di olio extravergine d'oliva, prodotto con olive coltivate sulle prime colline dell’Oltrepò Pavese.

Per informazioni: www.vinoltrepo.org

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