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di Stefano Calvi
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Consorzio del Buttafuoco Storico
14 produttori festeggiano i 23 anni

Consorzio del Buttafuoco Storico 
14 produttori festeggiano i 23 anni
Consorzio del Buttafuoco Storico 14 produttori festeggiano i 23 anni
Pubblicato il 06 febbraio 2019 | 18:27

Strutturato e complesso. Buona alcolicità e sentori riconoscibili. Peculiarità che rendono il Buttafuoco Storico un vino di razza che negli ultimi dieci anni è stato apprezzato da appassionati ma anche da grandi esperti.

Oggi è l’espressione di un determinato territorio, quello che si inarca sulle colline di Stradella, nel cuore vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese. Per la prima volta, i 14 produttori del Consorzio del Buttafuoco Storico approdano a Milano per festeggiare il loro ventitreesimo compleanno. Il Buttafuoco Storico è un vino prestigioso, portatore di cultura, ideale ambasciatore dei valori originali dell’Oltrepò Pavese.

(Consorzio del Buttafuoco Storico 14 produttori festeggiano i 23 anni)

Morbido, potente e strutturato, caratterizzato da un’eleganza e da una personalità indimenticabili, la sua produzione è volontariamente ristretta, di alta qualità, a filiera chiusa e controllata. Il “compleanno” sarà festeggiato venerdì 8 febbraio con una conferenza stampa-dibattito e un banco d’assaggio aperto al pubblico che si terrà nella suggestiva cornice di Palazzo Bovara di Corso Venezia nel capoluogo lombardo. Due momenti per una giornata da non mancare: dalle 10.30 un dibattito moderato dall’attore e comico Gene Gnocchi, con la partecipazione dei alcuni dei personaggi più influenti del mondo vitivinicolo.

Hanno confermato la loro presenza Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo; Fabio Rolfi, assessore Agricoltura Regione Lombardia; Fiorenzo Detti, relatore e docente Ais, Vito Intini, presidente Onav; Marco Gatti e Paolo Massobrio, giornalisti ed ovviamente Marco Maggi, presidente Club del Buttafuoco Storico. Interverranno anche Marco Barbieri, segretario generale Confcommercio di Milano, Lodi e Monza Brianza; Franco Bosi, presidente Camera di Commercio di Pavia; Luigi Gatti, presidente Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese; Fabiano Giorgi, presidente Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese; Federico Gordini, presidente Milano Wine Week; Francesca Panizzari, sindaco di Canneto Pavese; Alessandro Fede Pellone, presidente Ersaf.

(Consorzio del Buttafuoco Storico 14 produttori festeggiano i 23 anni)

Nel pomeriggio (dalle 15 alle 17) un banco d’assaggio aperto al pubblico, alla presenza dei produttori, pronti a raccontare agli appassionati la loro realtà vincente, fiore all’occhiello dell’Oltrepò Pavese. Saranno disponibili in assaggio tutti i vini nati dalle vigne di Buttafuoco Storico: Bricco in Versira, Cà Cagnoni, Canne, Casa Barnaba, Casa del Corno, Costera, Catelotta, Frach, Garlenzo, Montarzolo, Pitturina, Pregana e Sacca del Prete. «Venerdì 8 febbraio - spiega il presidente del Club del Buttafuoco Storico, Marco Maggi - portiamo le nostre vigne, la vera storia del nostro territorio a Milano per incontrare il pubblico milanese, la stampa e gli amanti dell’Oltrepò Pavese. Siamo particolarmente felici di questa giornata che si svolgerà a Palazzo Bovara, una delle più belle location storiche del centro di Milano grazie al sostegno di Confcommercio, Regione Lombardia, Ersaf e Mipaf, partner istituzionali diventati amici veri, vicini al nostro territorio, compagni di viaggio. In questi ultimi mesi le nostre aziende hanno ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti da Guide nazionali e internazionali, ulteriori garanzie di qualità e del nostro impegno».
 
I vitigni del Buttafuoco Storico sono forti, possenti e intrisi di storia quanto il vino che si produce. Oggi il Club conta 14 viticoltori: giovani produttori e aziende storiche dell’Oltrepò Pavese, animati da uno spirito di unione e di rivalsa. Nato nel 1996, il Club del Buttafuoco Storico è una libera associazione per tutelare il prodotto, vino vincente il cui prestigio è riconosciuto dalla provincia di Pavia all’estero. «Non è incoscienza, né superbia ma consapevolezza di avere tra le mani una grande possibilità - spiega il presidente Maggi - i vignaioli del Club del Buttafuoco Storico vogliono trasformare un vino della tradizione in un prodotto nuovo. Un territorio e dei vitigni capaci di competere con i grandi italiani, un gruppo di vignaioli mossi dalla caparbietà, dallo spirito di unione e rivalsa, dalla voglia di riportare in auge il nome e la storia del Buttafuoco Storico. Nel 1996 erano in 11 a voler dare una scossa a questa realtà: oggi le 14 aziende conducono insieme un attento lavoro di ricerca, dalle caratteristiche storiche alle vigne più vocate, fanno gioco di squadra nella produzione controllata e certificata, e sono attivi con una moderna e sviluppata comunicazione e promozione del vino prodotto, dando vita ogni anno a 70mila bottiglie».

(Consorzio del Buttafuoco Storico 14 produttori festeggiano i 23 anni)

Un simbolo unico e non replicabile, intriso nel vetro per distinguerne originalità e autenticità. È il marchio del Veliero, un disegno elegante che si trova solo nelle bottiglie del Buttafuoco storico e che permette di riconoscerle. Il Veliero è anche il logo del Club, contenuto in un ovale - botte tipica dell’Oltrepò Pavese, e sostenuto dalla scritta Buttafuoco. Da qui si dipartono due nastri rossi che rappresentano il Versa e lo Scuropasso, i due torrenti tra cui tradizionalmente si produce il Buttafuoco Storico: la primissima fascia collinare dell’Oltrepò Pavese denominata “Sperone di Stradella“.
 
Una posizione geografica che obbligava i condottieri, i pellegrini e i mercanti ad attraversarla e che nella storia ha permesso al territorio di diventare grande sbocco commerciale del vino qui prodotto e anche di arricchirsi di nuove conoscenze sul settore. Fra storia e leggenda Peter Schenk narra che nel 1859 una compagnia di marinai austriaci impegnata a traghettare le truppe sul fiume Po, invece di andare in battaglia in terraferma si ferma a fare strage di botti e bottiglie di un vino locale chiamato Buttafuoco.
 
Lo scrittore lega questa storia ad un fatto però realmente accaduto: la marina austro ungarica dopo alcuni anni varò una nave chiamandola “Buttafuoco“. È da questo racconto che il Club del Buttafuoco Storico decide di adottare il veliero come loro simbolo: una grande nave dalle vele infuocate. Dalle vigne alle botti di legno: l’affinamento minimo dura 12 mesi, per poi passarne altri 6 in bottiglia. Le bottiglie del Buttafuoco Storico non entrano in commercio prima di 36 mesi dopo la vendemmia. Ed è un vino di grande struttura, capace di invecchiare per molto tempo, donando sempre più intensità e note nuove.

Per informazioni: www.buttafuocostorico.com

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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