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di Mariella Morosi
Mariella Morosi
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Sulla guida Grandi champagne 2016-17
326 etichette di 90 maison

Sulla guida Grandi champagne 2016-17 
326 etichette di 90 maison
Sulla guida Grandi champagne 2016-17 326 etichette di 90 maison
Pubblicato il 04 dicembre 2015 | 11:28

La terza edizione della guida Grandi Champagne 2016-17 recensisce 326 etichette di 90 maison francesi, che vengono importate in Italia. Tra le recensioni diverse anteprime in esclusiva mondiale

Gli italiani amano lo champagne, e non solo perché è il vino più celebrato al mondo. Anche se il suo consumo continua a essere legato alla festa, cresce il numero di appassionati, competenti ed esigenti. La guida “Grandi Champagne 2016-17” nata nel 2011 per iniziativa di un esperto, Alberto Lupetti, con la collaborazione di e altri appassionati, si conferma come una grande novità nel panorama italiano dell’editoria dedicata al vino.



Sembra, tra l'altro, che la parola “champagne” sia quella francese più diffusa al mondo dopo “Paris”. In questa sua terza edizione la guida recensisce 326 etichette (di 90 maison) che vengono importate nel nostro Paese, fotografate e corredate da una scheda. Non mancano tutti i riferimenti dei distributori italiani.

«Volevamo fare cultura dello champagne - ha detto Lupetti alla presentazione della guida a Roma, alla Libreria Settembrini - era importante raccontarne la storia, come si produce, da quale regione viene, ma soprattutto quali sono i migliori che arrivano del mercato italiano. Abbiamo un po' rispettato la scala effettiva dei valori dello champagne. Quello che sapevano buono si è confermato tale, così come l'eccellente. Ancora una volta il punteggio più alto, 99/100, è stato raggiunto da un Dom Perignon Rosé 1995 e da un Krug Grande Cuvée, base vendemmia 1983, e a seguire tante altre maison importanti. Ma ci sono state anche sorprese come alcune etichette di piccoli produttori».

Tra le recensioni diverse anteprime in esclusiva mondiale (Ayala Perle 2006, De Sousa Cuvée des Caudalies 2008, Deutz Amour 2006 e William 2006, Duval-Leroy Femme de Champagne Rosé 2007, Louis Roederer Cristal Rosé 2007, Philipponnat Clos des Goisses 2006, Pommery Louise 2004, Selosse Millésime 2005, Salon 2004, Veuve Clicquot Vintage 2008, ecc).

«Questo dimostra la fiducia che abbiamo presso i francesi - ha detto ancora Lupetti- che ci hanno mandato bottiglie che usciranno tra gennaio e dicembre dell'anno prossimo. e questo darà alla nostra guida la giusta contemporaneità». Il simbolo della Stella indica l'eccellenza e quello del Calice, ispirandosi al “coup de coeur” indica quelle etichette che hanno colpito maggiormente i degustatori a prescindere dal punteggio.

Non manca una scheda con un commento sul produttore e sua storia aziendale. Invariato rispetto alle precedenti edizioni, il panel di degustatori, cinque amici appassionati e competenti che hanno creduto fortemente nel progetto: Luca Boccoli, esperto degustatore e selezionatore di vini, direttore della cantina del ristorante Settembrini di Roma, Alessandro Scorsone, noto sommelier, Federico Angelini, grande appassionato, Daniele Tagliaferri, titolare dell'enoteca romana Achilli al Parlamento e Laura Paone, unica e nuova collaboratrice femminile.

Le sedute del panel si sono svolte da Settembrini, all'Enoteca da Achilli al Parlamento ma molto più spesso al ristorante sellato dello chef Oliver Glowig. Ad ogni incontro era invitato un ospite, giornalista, sommelier o enotecario o comunque legato al mondo del vino. Ma c'è nel consumatore italiano, come avviene per i nostri vini, la voglia di andare oltre i grandi marchi, sperimentare, conoscere la produzione di piccoli vigneron meno conosciuti?

«Certamente, la passione è cresciuta molto - dice Alessandro Scorsone - ed è una bella soddisfazione sapere che i francesi dicono che noi abbiamo un alto livello di qualità nel palato. Siamo quelli che lo bevono meglio tanto più' che in funzione del mercato italiano hanno dovuto spostare l'asse del dosaggio, che un tempo faceva la differenza. Bastava che dosassero tanto e che provenisse dallo Champagne perché fosse un prodotto di successo. Oggi, sul nostro mercato, il poco dosato ha un maggior appeal perché deve esserci una grande materia».

Come sempre, ogni champagne recensito è corredato di foto della bottiglia, una per pagina, presentazione, note di degustazione, punteggio in centesimi e fascia di prezzo a scaffale, oltre a due indicatori grafici che aiutano a comprenderne immediatamente la tipologia. Non ultima, l'attenzione al bicchiere, se è vero che non c'è un grande vino se non c'è un grande calice. In questo caso è della Riedel, appositamente creato, in grado di valorizzare il bouquet, il gusto, l'equilibrio e il finale. Un capitolo è dedicato agli abbinamenti con il cibo. Il linguaggio è semplice e comprensibile anche per il neofita, ma non banale per l'appassionato.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


Grandi champagne guida vino

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05/12/2015 16:01:03
1)
Fantastico!
Vittorio Bruggi


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