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Prosecco Rosé verso il disciplinare
Si aspetta il via libera delle Regioni

Prosecco Rosé verso il disciplinare 
Si aspetta il via libera delle Regioni
Prosecco Rosé verso il disciplinare Si aspetta il via libera delle Regioni
Pubblicato il 29 maggio 2019 | 16:04

Il Prosecco Rosé potrebbe avere presto un suo disciplinare. A proporlo, nel corso dell’ultima assemblea dei soci, è il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc. Si chiamerà Prosecco spumante rosé millesimato.

Perché sia attuato, però, servirà attendere l’approvazione delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, nonché il via libera del Comitato nazionale vini del Governo. L’idea è nata con l’intento di differenziare l’offerta di spumanti prodotti nel nord est italiano.

Il Prosecco Rosé avrà presto un suo disciplinare (Prosecco Rosé verso il disciplinare Si aspetta il via libera delle Regioni)
Il Prosecco Rosé avrà presto un suo disciplinare

Il Prosecco spumante rosé millesimato sarà prodotto con uve Glera e Pinot nero (10%-15%), e apparirà l’annata in etichetta. L’immissione sul mercato sarà possibile dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. La componente zuccherina permetterà di classificarlo tra i vini “da brut nature a extra dry”, il colore dovrà essere “rosa tenue più o meno intenso, brillante” e la spuma persistente.

Questi i requisiti principali dettati dalla proposta del Consorzio. Visto che già il 57% degli imbottigliatori del Prosecco produce spumante rosato, legare questa produzione al disciplinare potrà conferire al prodotto una maggiore riconoscibilità con il territorio di origine.

Valorizzare il prodotto, certificandone la qualità, ne aumenterebbe il valore agli occhi del consumatore. All’estero il vino rosato è molto apprezzato soprattutto negli Stati Uniti, dove la produzione nel 2018 ha toccato i 227 milioni di dollari e in Francia (217 milioni).

Viceversa, in Italia i profitti legati al rosato si sono attestati intorno ai 20 milioni di dollari, a dimostrazione di come le opportunità di crescita siano molto ampie. Il Consorzio, prima della proposta, ha affidato al Wine Monitor di Nomisma un’analisi fra i consumatori dei principali mercati di riferimento, ottenendo indicazioni più che incoraggianti. Dallo studio è emerso che in Italia, il 55% degli intervistati ha consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi spumante rosé (e il 75% ha affermato di aver consumato Prosecco).

Nel Regno Unito, invece se un 48% aveva consumato Prosecco, un 45% aveva gustato vino rosé frizzante. Negli Usa il 50% almeno una volta all’anno aveva bevuto vino rosato e un 46% Prosecco. «Sarà un modo molto interessante di diversificare l’offerta - afferma il presidente del Consorzio, Stefano Zanette - Credo sarà possibile produrre, dopo la vendemmia del 2020, dai 15 ai 20 milioni di bottiglie rosé sui 464 milioni complessivi prodotti nella denominazione Prosecco Doc».

Per informazioni: www.prosecco.wine

© Riproduzione riservata

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