Ogni anno è sempre più emozionante trovarmi di fronte a una batteria infinita di vini di Langa e Roero che hanno 10 anni e degustarli in compagnia di produttori e amici. Un appuntamento che nasce diversi anni fa da un’idea di Maurilio Garola, chef poliedrico ed energico del ristorante stellato La Ciau del Tornavento di Treiso (Cn). Il contesto è quello di Langa e Roero, e la sua denominazione più autorevole, il Nebbiolo che ha dato tanto lustro all’enologia piemontese nel mondo rivelando le sue straordinarie attitudini.



Quest’anno poi l’atmosfera era ancora più elettrizzante e piena di pathos perché eravamo ospiti, invece che come al solito del ristorante La Ciau del Tornavento, nella fantastica cantina di Cecilia Monte a Serracapelli di Neive (Cn), allocata alta nel bel mezzo di due versanti che da una parte guarda le Langhe che si allungano verso il Monviso e dall’altra lo sterminato susseguirsi di bricchi che arrivano fino al Roero, ed oltre. Il gioiellino di Cecilia è qui nel bel mezzo del territorio di Langa proclamato Patrimonio dell’Unesco: una moderna e suggestiva struttura in posizione baciata “daddioeisanti”, che comprende oltre la cantina anche un’accogliente sala degustazione.

Il tutto in un ambiente armonico, sospeso tra arte, fascino contadino e razionale modernità. Dove ci si rende conto, dai mille segni presenti, che qui l'arte enologica viene condotta con passione, efficienza, sapere e rispetto verso la terra, il territorio, le uve, le persone, il tempo… La cantina di Cecilia è un posto speciale per vini speciali e per gente che ama una terra speciale come la Langa. La degustazione è iniziata verso le 18.30. Presenti 35 persone tra cui tutti i produttori dei 24 vini da uve nebbiolo, tra Barolo, Barbaresco e Roero: annata 2004, qualcuno in formato magnum altri in classica bottiglia da 0,75. Serviti anonimi a gruppi da tre, tutti i vini sono stati degustati e commentati, o meglio “conversati” in piacevole confronto.

Sì, perché la filosofia di questa degustazione “dieci anni indietro di Nebbiolo” è quella di non interpretarla come una gara tra i vini partecipanti, quanto quella invece di cogliere gli spunti di approfondimento sull’annata e sull’evoluzione dei vini negli anni: cercando di comprenderne il potenziale espresso o ancora capace di esprimere. Il valore della qualità, è assoluto a prescindere. Tutti i vini hanno saputo parlare il dialetto della propria terra, per alcuni di essi anche esprimere l’orgoglio del particolare “cru”, della zona, del produttore, della cantina che rappresentava. In più di tre ore si è consumato uno straordinario elogio del Nebbiolo, della sua eleganza, della magnificenza della sua complessità, della sua capacità di aderire ai suoli di appartenenza e ai caratteri varietali dell’uva.

È stata, questa dei 2004, una fantastica degustazione e un racconto dello stesso millesimo, di Barolo, Barbaresco e Roero, che mi ha fatto cogliere in modo più profondo le differenze stilistiche, l’impronta territoriale, dell’uno e dell’altro vino, grazie anche ai commenti e ai ricordi sull’annata di chi li ha prodotti: un viaggio tra il tempo, i sentori, il lavoro, l’esperienza e la cultura del vino. Dei territori e delle sue tradizioni. Mi rendo conto ogni volta, alla fine, della ricchezza del Nebbiolo, oltre il vino, capace di raccontare le differenze di uomini e tradizioni e saper marcare forte l’identità e l’unicità di un territorio nella sue spiccate differenze.

Le etichette degustate
(in ordine di uscita)
  • Barolo Bussia Riserva Az. Parusso
  • Barbaresco Camp Gros Martinenga Az. Marchesi De Gresy
  • Barbaresco Brich Ronchi Az. Albino Rocca
  • Barbaresco Serracapelli Az. Cecilia Monte
  • Barolo Le Vigne Az. Sandrone
  • Barolo Enrico VI Cordero di Montezemolo
  • Barolo Cannubi San Lorenzo Az. Ceretto
  • Barbaresco Bric Balin Az. Moccagatta
  • Barolo Costa di Rose Az. Bric Cenciurio
  • Barolo Vursù Vigneto Campè Az. La Spinetta
  • Barolo Bric del Fiasc Az. Paolo Scavino
  • Barbaresco Rabajà Az. Bruno Rocca
  • Barolo Sorì Ginestra Az. Conterno Fantino
  • Barbaresco Currà Az. Sottimano
  • Barolo Pianpolvere Soprano Az. Rocche dei Manzoni
  • Barbaresco Santo Stefano Az. Castello di Neive
  • Barolo Rocche Az. Vietti
  • Roero Riserva Trinità Az. Malvirà
  • Barolo Cannubi Az. Da Milano
  • Barolo Az. Pio Cesare
  • Barolo Mentin Ginestra Az. Domenico Clerico
  • Barolo Cannubi Az. Chiara Boschis
  • Barbaresco Val Grande Az. Cà del Baio
  • Barolo Vigna Rionda Az. Pira