Ogni anno, da ormai 14 anni, la prima delle anteprime vinicole è quella dell’Amarone, andata in pista quest’anno in versione snellita. La novità più evidente è stata il prolungamento di un giorno, il lunedì, per permettere anche agli operatori del settore (ristoratori ed enotecari in primis che normalmente hanno come giorno di chiusura il lunedì) di essere presenti e di poter degustare con calma. Altra novità la non presentazione dell’annata. Ci eravamo abituati a ricevere tutte le informazioni tecniche relative a piovosità, temperature, profili organolettici divisi per vallata e molte altre sezioni. invece ce li siamo ritrovati in una utilissima chiavetta. Al suo posto una piacevole disquisizione di Philippe Daverio sul suo modo di intendere l’Amarone.

Anteprima Amarone 2017 ricca di novità  Annata 2013 scattante, fresca e moderna

Daverio bacchetta non poco i vignaioli della Valpolicella spronandoli a un uso più emozionale del marketing utilizzando quanto hanno già a disposizione. Per esempio facendo conoscere il dipinto Le nozze di Cana di Paolo Caliari, detto il Veronese, in cui viene raffigurato “Il primo sommelier”. Oppure abbinare l’Amarone allo stile Barocco. Oppure legarlo ai brani dei Pink Floyd o dei Genesis o dei Queen e perché no anche di Giuseppe Verdi. Insomma sfruttare l’emozionalità che ti può donare questo gran vino ad altre emozionalità. Concordo pienamente con il Professore. Ma veniamo a questa annata. Il 2013, agronomicamente parlando, non è stata perfetta. Piogge e freddo inizialmente, gran caldo poi. Un anno a due velocità. Tutto questo si riflette sui campioni che ho assaggiato. Come al solito, per la stampa, c’era la possibilità di degustare alla cieca (seduti e professionalmente seguiti dai sommelier dell’Ais Verona) gli 83 Amarone 2013 presenti. Molti dei quali (più del 60%) però non ancora in bottiglia.

Ho scelto di concentrami solo su quelli già imbottigliati. Li ho trovati, mediamente, scattanti e moderni e freschi e balsamici. Niente di cicciotoso o Barocco. Direi molto più Liberty con ampie volute e fiori stilizzati e signore con vestiti fluenti. Tante le varietà di ciliegie, tanta liquirizia, tanti pepi, tante tostature, tanta menta, tanto cacao, tante spezie ma anche parecchio alcol e parecchi toni verdi. Tutti hanno ancora bisogno di riposare per potersi esprimere al meglio. Parlando con i produttori poi, penso di aver capito perché questa propensione alla magrezza muscolosa, che già avevo iniziato a percepire nelle scorse edizioni. Molti mi hanno confermato l’aumento dell’utilizzo della Corvina nel blend, che come da dispilinare può essere dal 45 fino al 95%. Un vitigno rustico ma i cui grappoli soffrono le scottature.

Ma veniamo ai numeri che il presidente del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella Christian Marchesini ci ha elargito. Un aumento, nel 2016 rispetto al 2015, di vendite del 5% della denominazione Valpolicella con un sostanzioso incremento del 10% sul mercato italiano che porta i vini di queste splendide vallate a posizionarsi per primi, tra i grandi rossi, negli scaffali della Gdo. Lunga vita allora all’Amarone e a questa indovinata Anteprima.

Per informazioni: www.consorziovalpolicella.it