Pinot nero d’Italia 2017 Premiato Weingut Klosterhof
Il Concorso nazionale riservato all’annata 2014 ha visto sul podio le etichette di due piccoli produttori e nella top ten anche bottiglie da Trentino, Friuli Venezia Giulia e Toscana (oltre all’Alto Adige)
La 16ª edizione del Concorso nazionale del Pinot nero d’Italia, riservato all’annata 2014, si è tenuta a Montagna (Bz) e ha visto in gara 56 Pinot neri di 9 diversi territori italiani, valutati da una giuria composta da 40 degustatori scelti fra enologi, operatori e stampa del settore vitivinicolo. Le due intense giornate di assaggi, coordinate da Ulrich Pedri del Centro Sperimentale Laimburg, hanno visto prevalere il Pinot nero Riserva di Weingut Klosterhof (Caldaro, Bz), seguito dal Ludwig di Elena Walch (Termeno, Bz) e da Weingut Plonerhof (Lagundo, Bz) con la Riserva Exclusiv.

Le altre sette posizioni sono state occupate da Pinot nero provenienti da Alto Adige, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Toscana. Si tratta senz’altro di un risultato che segna una novità rispetto agli ultimi anni, nei quali i vini altoatesini avevano dominato anche le posizioni di rincalzo. Ines Giovanett e Peter Dipoli, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato organizzatore, hanno sottolineano anche l’emergere in vetta di due piccoli vignaioli che hanno conquistano la prima e la terza posizione, nonché la differente provenienza delle uve che hanno prodotto i Pinot nero altoatesini classificatisi. Infatti, se da un lato è stata ribadita l’alta qualità delle uve provenienti dall’Altopiano di Mazzon e da Gleno, nel comune di Montagna, dall’altro è emersa un’ulteriore affermazione di zone produttive come Appiano, Caldaro e Pianizza di Sopra, con la novità delle colline nei pressi della città di Merano, come ha dimostrato il vino terzo classificato.
Pinot nero ancora sotto la lente dal 6 all’8 maggio con la 19ª edizione delle Giornate altoatesine del Pinot nero di Egna e Montagna. In degustazione tutti e 56 i Pinot nero che hanno partecipato al concorso e una trentina di provenienza estera. Da segnalare, il 7 maggio, la degustazione guidata di Pinot nero della Nuova Zelanda, una delle poche zone ad alta vocazione fuori del territorio d’origine e che negli ultimi vent’anni ha sviluppato un trend molto positivo dal punto di vista sia della qualità sia della produzione.

Le altre sette posizioni sono state occupate da Pinot nero provenienti da Alto Adige, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Toscana. Si tratta senz’altro di un risultato che segna una novità rispetto agli ultimi anni, nei quali i vini altoatesini avevano dominato anche le posizioni di rincalzo. Ines Giovanett e Peter Dipoli, rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato organizzatore, hanno sottolineano anche l’emergere in vetta di due piccoli vignaioli che hanno conquistano la prima e la terza posizione, nonché la differente provenienza delle uve che hanno prodotto i Pinot nero altoatesini classificatisi. Infatti, se da un lato è stata ribadita l’alta qualità delle uve provenienti dall’Altopiano di Mazzon e da Gleno, nel comune di Montagna, dall’altro è emersa un’ulteriore affermazione di zone produttive come Appiano, Caldaro e Pianizza di Sopra, con la novità delle colline nei pressi della città di Merano, come ha dimostrato il vino terzo classificato.
Pinot nero ancora sotto la lente dal 6 all’8 maggio con la 19ª edizione delle Giornate altoatesine del Pinot nero di Egna e Montagna. In degustazione tutti e 56 i Pinot nero che hanno partecipato al concorso e una trentina di provenienza estera. Da segnalare, il 7 maggio, la degustazione guidata di Pinot nero della Nuova Zelanda, una delle poche zone ad alta vocazione fuori del territorio d’origine e che negli ultimi vent’anni ha sviluppato un trend molto positivo dal punto di vista sia della qualità sia della produzione.

