Il terroir è un concetto che la lingua italiana - peraltro straordinaria - non sa tradurre con un’unica parola. Terra e clima non spiegano abbastanza: l’anima del terroir è la gente che lo determina. Scrivo di vino col rispetto che merita. Niente voti, niente eccessi, niente giudizi assoluti. L’esperienza insegna che oggi un sorso ha una valenza, domani potrebbe averne un’altra. Racconterò alcuni vini ricevuti a titolo di campione-stampa (alle aziende produttrici o distributrici ho comunicato che ne scriverò se - e come - vorrò) o acquistati personalmente.

Bordolesi storici e bianchi friulani: il filo che unisce Montello e Collio
La famiglia Palla nel 2001 sceglie la Doc Collio per produrre vini bianchi fermi.

Dalla storia veneziana alle colline del Collio

La Tenuta Loredan Gasparini apparteneva al conte Piero Loredan, discendente di una famiglia di dogi di Venezia. Dagli anni ‘70 del secolo scorso è di proprietà di Giancarlo Palla, che la gestisce coi figli Lorenzo e Alberto nel segno della tradizione. Ci troviamo nel Montello, in provincia di Treviso, a due passi da Venegazzù. Tradizione aziendale significa vitigni bordolesi, che il conte Loredan decise di allevare dopo un viaggio a Bordeaux: non fu una cattiva idea. Tradizione territoriale significa Glera: Giancarlo Palla mezzo secolo fa si schierò in prima linea per il riconoscimento della Docg Asolo Prosecco Superiore e la prima fascetta della denominazione si appose su una sua bottiglia.

Bordolesi storici e bianchi friulani: il filo che unisce Montello e Collio
Le viti affondano le radici in una terra ricca di minerali

Recentemente abbiamo stappato una bottiglia formato standard del Della Casa 2020 Doc Montello Colli Asolani sottozona Venegazzù. In etichetta 13,5% vol., non filtrato, contiene solfiti. Uvaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Malbec, indicativamente con queste percentuali: 50, 35, 10 e 5 rispettivamente. Le viti affondano le radici in una terra ricca di minerali, rossa per la presenza di ferro. In cantina la macerazione è medio-lunga in acciaio e la maturazione è di 30-36 mesi in botti di rovere di Slavonia da 20-50 HL.

La degustazione del Doc Montello Colli Asolani sottozona Venegazzù Della Casa 2020

Il tappo è un Diam 10. Nel bicchiere, il Venegazzù della Casa si presenta di un rosso granato materico e profondo dichiarando la sua filosofia senza filtri. L'impatto olfattivo è speziato e legnoso, cannella soprattutto. L’ossigenazione necessaria e paziente rivela chiodo di garofano e sensazioni eteree.

Bordolesi storici e bianchi friulani: il filo che unisce Montello e Collio
Il Della Casa 2020 Doc Montello Colli Asolani sottozona Venegazzù

Interessanti i terziari, che si mescolano con sentori fruttati (ciliegia moretta), vegetali (sottobosco) e floreali (rosa canina): prima il cuoio poi il tabacco e un lieve tratto minerale fumè. Dopo un’ora emergono interessanti note di dattero, pan di zenzero e cacao, con una freschezza balsamica in crescendo. Un bel naso. Al gusto, note alcoliche di prugna, cuoio, pepe, ciliegia e una leggiadra foglia di pomodoro. Il tannino è gessoso adeguato a un finale netto. Il Venegazzù della Casa della vendemmia di cinque anni fa non va atteso.

I bianchi friulani

La famiglia Palla nel 2001 sceglie la Doc Collio - come darle torto - per produrre vini bianchi fermi. In friulano il “ronco” è un terreno collinare prevalentemente vitato e il binomio suggerisce il nome della nuova cantina: Ronco Blanchis, con sede a Mossa (Go). Anche la nebbia del mattino è bianca su quel pendio e l’umidità consente alle uve di Friulano di accoppiarsi amabilmente con la muffa nobile, capace di arricchire gli acini di piacevole complessità.

La degustazione del DocCollio Ronco Blanchis da uve autoctone 2023

A inizio dicembre 2025 abbiamo stappato una bottiglia da 75 cl di Doc Collio Ronco Blanchis da uve autoctone 2023. Annata complicata con molta pioggia, rischio di malattie e un po’ di grandine, ovvero basse rese. Il finale di stagione è stato premiante e i vini ne hanno giovato. In etichetta leggiamo 13% vol. e solfiti. Il blend è composto da Friulano (sempre in prevalenza), Ribolla Gialla e Malvasia Istriana con vinificazione in acciaio.

Bordolesi storici e bianchi friulani: il filo che unisce Montello e Collio
Il Doc Collio Ronco Blanchis

Tappo Diam 5. Il vino appare giallo paglierino chiaro, limpido. Al naso una bella freschezza di pesca bianca, frutta esotica, pompelmo e bergamotto in equilibrio. Dopo qualche minuto la virata è verso sentori di erbe aromatiche (salvia) e mandarino, con splendide percezioni olfattive. Con un po’ di pazienza si apprezzano, infine, anche mandorla e zenzero. Il sorso è balsamico con vivida acidità e si colgono sfumature di foglia di ulivo e alloro. Il finale agrumato merita grandissima considerazione e richiama una beva piena e vellutata.

Un ponte tra Veneto e Friuli: Agricanto

A proposito di Veneto e Friuli, Casa Paladin - azienda vinicola di Annone Veneto (Ve), proprio al confine tra le due regioni - dà risalto al suo liquore Agricanto in un panettone al cioccolato a lievitazione naturale

Bordolesi storici e bianchi friulani: il filo che unisce Montello e Collio
Casa Paladin: il panettone al cioccolato all'Agricanto

Gli ingredienti dell’aromatica bevanda sono il vino Raboso (un vitigno non banale che merita attenzione), la grappa, il succo di ciliegia e l’estratto di mandorla. Il panettone è morbido e ha piacevoli note di ciliegia e alcol con un finale mandorlato