A San Vito al Tagliamento (Pn), all’auditorium “Concordia”, il convegno “Costruire legami, costruire futuro” è stato la cornice più adatta alla presentazione del Polo vitivinicolo del Triveneto, che rappresenta l’esito finale di un percorso iniziato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società di raccordo tra tre organismi di controllo - Ceviq, Siquria e Valoritalia - incaricata della certificazione della Doc Pinot Grigio delle Venezie e dell’Igt Trevenezie. Con l’occasione, è stata inaugurata la nuova sede di Triveneta Certificazioni, in cui avranno un proprio spazio dedicato il Consorzio Pinot Grigio Doc delle Venezie, il Consorzio Friuli Doc, il Consorzio Friuli Grave Doc e il Consorzio Prosecco Doc.

A San Vito al Tagliamento (Pn) è stato presentato il Polo vitivinicolo del Triveneto
Il ruolo dei Consorzi e la nascita del Polo vitivinicolo del Triveneto
E proprio la presenza e la collaborazione dei Consorzi ha costituito il focus sia del convegno sia della nuova progettualità che nasce all’interno e a motivo del Polo vitivinicolo del Triveneto: obiettivo di quest’ultimo, difatti, è mettere intorno allo stesso tavolo i Consorzi e gli enti di certificazione per assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità. Anche perché il Polo si basa su una realtà produttiva dai volumi impressionanti: opera in un territorio che copre il 30% dell’imbottigliato nazionale, numeri che lo configurano in Italia come il più grande sistema coordinato tra organismi di controllo e Consorzi.
Le istituzioni a sostegno del progetto
Il convegno “Costruire legami, costruire futuro” si è aperto con il saluto del sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava, che ha riconosciuto il valore territoriale del nuovo insediamento: «Per San Vito al Tagliamento, già Città del vino e Bandiera arancione, l’istituzione del Polo rappresenta un valore aggiunto, nonché la dimostrazione che il gioco di squadra è la chiave per crescere, creare valore e portare benefici alla comunità». Con un intervento video, il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso pieno sostegno al progetto e apprezzamento per il lavoro sinergico svolto dagli enti di controllo, evidenziando il ruolo centrale dell’agroalimentare italiano: «L’Italia è la prima economia agricola europea e il Triveneto è un pilastro della Dop economy. Per questo continueremo a investire in questo settore, eccellenza del sistema italiano riconosciuta in tutto il mondo, valorizzando i prodotti e supportando le nuove generazioni».

Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida
La tavola rotonda tra qualità, controllo e mercato
A seguire, la tavola rotonda “Costruire legami per competere: il nuovo modello italiano tra qualità, controllo e mercato”, moderata da Giorgio Dell’Orefice de Il Sole 24 Ore, ha messo in evidenza il lavoro di tessitura e collaborazione al servizio del sistema vitivinicolo italiano: hanno preso parte i vertici di Triveneta Certificazioni (Francesco Liantonio), Valoritalia (Giuseppe Liberatore), Siquria e Asso-Odc (Luca Sartori), nonché i presidenti di Federdoc (Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi) e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca e del Consorzio Doc delle Venezie (Luca Rigotti).

Giorgio Dell'Orefice, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Giuseppe Liberatore, Luca Sartori e Luca Rigotti
Nel corso della tavola rotonda, dal lato Consorzi-Federdoc è arrivata la riflessione su dove si possa arrivare mettendo da parte le rivalità territoriali. «Ci troviamo in un’area - ha dichiarato il presidente Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi - in cui fare sistema rappresenta una leva strategica. Qui operano denominazioni di grande rilevanza anche in termini di volumi - come Pinot Grigio delle Venezie, Prosecco, Friuli e Friuli Grave - che messe insieme superano il miliardo di bottiglie. Il Polo vitivinicolo del Triveneto rappresenta un’iniziativa di collaborazione che può funzionare come modello per altre aree del Paese, dove sono presenti denominazioni che, dal punto di vista produttivo, se considerate singolarmente non potranno mai aggregare una massa critica».
Le prime iniziative del Polo: le parole di Francesco Liantonio
In esclusiva per Italia a Tavola, abbiamo chiesto al presidente di Triveneta Certificazioni, Francesco Liantonio, quali saranno le prime iniziative del Polo. «Stiamo parlando - ha chiarito Liantonio - di un Polo di aggregazione, e le nostre attività saranno basate su un confronto quotidiano, sulle questioni che tutti i giorni mettono alla prova il comparto del vino: perché non può esserci una certificazione sensata che si svolga senza raccogliere e comprendere le esigenze del mercato. Un esempio? Le certificazioni sulla sostenibilità, sull’identità territoriale, sul turismo sostenibile, sugli ambiti culturali».
«Le necessità nuove e vecchie che si affacciano possono esserci segnalate e spiegate solo dalla base, ossia dai Consorzi e dai produttori: non c’è altra via, altrimenti rimaniamo isolati ognuno nel proprio mondo, mentre dev’esserci un luogo in cui costantemente si costruiscono le strategie future - ha detto Liantonio. L’errore è proprio questo: ognuno per la sua strada senza sentire l’altro, mentre magari i bisogni e le prospettive provenienti dal mondo della produzione rischiano di restare invisibili. Neppure è da sottovalutare la necessità di fare squadra di fronte alle istituzioni, di presentarsi insieme anche a livello comunicativo e non in ordine sparso, in modo che gli interlocutori intendano più facilmente la dimensione e l’impatto dei problemi che la mano pubblica deve aiutare a risolvere».
Via Antonio Altan 83 33078 San Vito al Tagliamento (Pn)
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