Giornata particolare quella vissuta in una Toscana assolata come sempre. Tenuta di Trinoro e Archivio Salvo hanno dato vita ad un evento davvero speciale. Anzitutto chiariamo subito che l’Archivio Salvo è un’associazione fondata nel 2016 da Cristina Tuarivoli e Norma Mangione. L’associazione è senza scopo di lucro e ha come fine la tutela e la promozione del lavoro di Salvo.  Da ottobre 2024 L’Archivio Salvo ospita delle mostre temporanee nella sua sede espositiva in Via Matteo Pescatore 17A, Torino.

Vino e arte a Trinoro: le opere di Salvo raccontano la memoria della Sicilia
Tenuta di Trinoro: Podere Palazzi
 

Le opere di Salvo a Podere Palazzi: la Sicilia immaginata dall’artista

Per l’occasione una serie di opere è stata messa disposizione per una Mostra a  Podere Palazzi che si trova nella Tenuta. Il gruppo stampa è stato prima trasferito  per una visita in cantina e nelle vigne con l’enologo Lorenzo Fornaini  per poi  procedere con l’appuntamento più atteso. La presentazione di Tenuta Trinoro 2023 durante un aperitivo e cena a buffet. Ci arriveremo. Ma prima Benjamin Franchetti vuole precisare come nasce il legame profondo della famiglia con Salvo. «Ci sono luoghi che senti dentro, anche se forse no ci hai mai vissuto. Dico forse perché parlo di questa vita - chissà prima, chissà dopo. Spesso sono sensazioni: un profumo, l’umidità nell’ara, i colori, il silenzio. Certe volte mi chiedo se la casa dove mio padre ha vissuto a Trinoro per trent’anni fosse ispirata a Salvo, che l’ha dipinta sia all’alba che al tramonto, sotto le stelle che guardano la valle, immutata nel tempo tranne che per le stagioni. Sotto la cupola rosa, davanti alle palme, hai la sensazione di un non-luogo, pensi forse alla Sicilia».

Vino e arte a Trinoro: le opere di Salvo raccontano la memoria della Sicilia
Un'opera di Salvo nella Tenuta di Trinoro

Quindi ha aggiunto: «Mio padre, Andrea, in Sicilia non ci ha mai vissuto veramente, ma ne è stato catturato. Ha sposato una palermitana  (mia madre) e con Passopisciaro ha rivoluzionato il vino sull’Etna. Con mia madre ha comprato casa a Ortigia, Stromboli e infine a Scicli ha costruito quello che io chiamavo il suo Musoleo - forse dove pensava di morire, per regalare a quell’Isola la sua memoria. Salvo invece in Sicilia è nato, ma anche lui non ci ha veramente vissuto, a nove anni si è spostato a Torino, dove ha passato tutta la vita. Eppure la Sicilia è onnipresente nei suoi quadri - la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, LEtna che erutta… ma anche in altri luoghi aggiunge un po’ di Sicilia nei dettagli: una cupola, una palma, colori troppo accesi per paesaggi altrimenti più ardi, un’allegria che copre la nostalgia di luoghi che senti dentro ma nei quali non ha mai vissuto. Mio padre ha portato il suo mondo in Sicilia. Salvo ha portato la Sicilia nel suo mondo. Con questa mostra proviamo a raccontare un po’». Le opere, eseguite ad olio su tela, olio su carta ed olio su tavola erano distribuite in tre diversi ambienti, Cupola, Salotto Destra e Salotto Sinistra. 11 meraviglie con il Bacco Ubriaco, dipinto nel 1978, a chiudere il percorso. Benjamin ha voluto rivolgere un ringraziamento  particolare ad  Alessandro Nieri e Fiora Pirri per l’organizzazione della Mostra.

Tenuta di Trinoro, la visione di Andrea Franchetti tra vigne e territorio

Ma conosciamo meglio Trinoro. Fastoso, seminascosto gioiello della Toscana vitivinicola, Tenuta di Trinoro è collocata in un angolo remoto e peculiare dell’areale, vicino al confine con l’Umbria e il Lazio, all’inizio della Val d’Orcia, due passi da Sarteano. Andrea Franchetti, talentuoso e visionario ideatore di grandi perle enologiche, acquista la proprietà negli anni Ottanta, rivelandola al mondo come territorio vinicolo di pregio. Va detto che il compianto Andrea Franchetti ha trasformato Trinoro in una tenuta di culto, miscelando varietà bordolesi nei colli isolati della Val d’Orcia.  Produttore illuminato e iconoclasta, purtroppo scomparso alla fine del 2021, lascia timone dell’azienda e insegnamenti di una vita al figlio Benjamin, che oggi guida la cantina e i 23 ettari di vigneti con altrettanta ambizione. Collocazioni tra i 450 e i 600 metri, un grande lavoro di zonazione. Trinoro è storicamente regno di varietà internazionali, rese in letture memorabili,  rispettando la forza e l’anima del territorio. La cura estrema, le rese minime e l’attenzione ad ogni dettaglio hanno reso i suoi vini intensi, profondi e capaci di raccontare una storia, portando avanti con rispetto un’eredità fatta di artigianalità e amore per la terra.

Vino e arte a Trinoro: le opere di Salvo raccontano la memoria della Sicilia
Benjamin Franchetti con un'opera di Salvo raffigurante l'azienda

I vini di Tenuta di Trinoro: la degustazione

Con il primo giro di apertivi  stato servito il Toscana Bianco Igt Tenuta di Trinoro 2024. Vino ottenuto da uve 100% Semillon provenienti da una parcella sabbiosa collocata in uno dei punti  più alti della Tenuta. Le viti sono piantate densamente, un metro per un metro. Il vino sfoggia note di erbe aromatiche e miele, cenni speziate  con una sottile vena di frutta tropicale. Bocca  bilanciata da freschezza e acidità che lasciano presagire  un buon  potenziale di invecchiamento. Durante la cena a buffet sono stati serviti il due vini molto gastronomici. Il primo è Le Cupole 2023. Un taglio di Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petii Verdot. Si apre a ricordi di ribes sotto spirito e gelée di ciliegia, in sottofondo chiodi di garofano, eucalipto, e un che di cacao. Offre un sorso pieno, dal tannino impeccabile, che produce ricchezza di sapore e un epilogo di frutto scuro. A fari spenti è spuntato  il Rosso Toscana Palizzi 2023, altra altissima prova di cantina. Merlot in purezza, elevato fra legno piccolo e (a prevalenza) cemento, olfatto con china, mirtillo nero, sfumature di rosmarino selvatico e tocchi di pepe bianco, sorso dai tannini iodati e carezzevoli con richiamo di piccoli frutti rossi. 

Vino e arte a Trinoro: le opere di Salvo raccontano la memoria della Sicilia
Tenuta di Trinoro: alcuni vini

Lasciamo infine all’Enologo Lorenzo Fornaini il piacere di descrivere il vino più atteso, il Tenuta di Trinoro 2023. L’annata 2023 non ha chiesto il permesso, irruenta. Ha imposto il suo ritmo: nevicate, gelate, piogge primaverili che non cessavano, poi un ottobre di fuoco che ha ribaltato tutto. Un’annata non da governare, ma da assecondare. Il blend di quest’anno nasce da un connubio tra Cabernet Franc e Merlot sulle vigne alte, fra i cinquecento e i seicento metri, dove il freddo notturno si presenta costante, seppur per poche ore persino in un ottobre dove l’estate non sembrava voler cedere il passo all’autunno. Ottanta parti di Cabernet Franc e Venti di Merlot. Nel vino ritroviamo l’energia frenetica dell’annata: mora selavtica, sottobosco, pietra bagnata, grafite. Le calde temperature ed il delicato lavoro in cantina hanno regalato un tannino fin da subito soffice, mai predominante. Il Cabernet Franc tiene tutto in tensione, non lascia che il sorso si adagi, lo spinge sempre un passo avanti. Il Merlot porta profondità, continuità, una persistenza silenziosa. Un’annata piovosa divenuta calda. Un vino intenso, figlio di un’annata potente, che scorre leggero, Una contraddizione apparente. Un nuovo Tenuta di Trinoro, un altro Blend, un’altra annata. Come amava dire il suo creatore Andrea Franchetti “ogni anno, sempre diverso, ma uguale a se stesso”. Io aggiungerei, dopo il riassaggio ripetuto fino a quando non sono spuntati dei favolosi Pici al Pomodoro dalla cucina, note di cassis, ciliegia rossa, eucalipto, viola e liquirizia. Nonostante la potenza di frutto è preciso, levigato e vibrante, con tannini setosi e un ottimo equilibrio. Un rosso audace e strutturato che unisce ricchezza e slancio verticale. Davvero una giornata particolare.

Via Val d'Orcia 15 53047 Sarteano (Si) Italia