Matteo Metullio de La Siriola Il più giovane bistellato d'Italia

Matteo Metullio fino a ieri era il cuoco più giovane ad aver ricevuto la stella Michelin. Ma oggi il suo record più importante è un altro: oggi è il più giovane ad averne due

16 novembre 2017 | 18:33
Sembra quasi voler bruciare le tappe, il giovane cuoco de La Siriola all'Hotel Ciasa Salares di San Cassiano (Bz). Un continuo susseguirsi di riconoscimenti - prima Chef Emergente Nord, poi Chef Emergente Italia 2014 - e di record battuti. È stato infatti il più giovane cuoco ad aver ricevuto la prima stella Michelin (confermatagli nel 2013/14, quando da sous chef è passato a guidare le cucine del ristorante) e, con oggi, il più giovane ad averne attualmente due.


Matteo Metullio al momento della proclamazione della seconda stella

Basti pensare che Matteo Metullio, classe 1989, può fregiarsi di un tale titolo a soli 28 anni, sorpassando altri giovani "record" come Martin Obermarzoner, ad oggi bistellato al Jasmin dell'Hotel Bischofhof a Chiusa (Bz). Sottile ma intrigante curiosità: prima di diventare uno dei cuochi di riferimento dell'Alto Adige, anche il giovane Martin era passato da La Siriola. Forse, oltre al talento indubbio di entrambi, anche il ristorante della famiglia Wieser merita qualche plauso per questa serie di riconoscimenti.

Quel che colpisce in Matteo è il suo amore per l'Alto Adige, nato durante le sue vacanze in Val Badia e mai dimenticato, mentre negli anni la passione per la cucina cresceva. «Tra il terzo e il quarto anno [alla scuola alberghiera] ho iniziato ad avere i primi contatti fuori dall'ambito scolastico, avevo letto libri sulla ristorazione gourmet e stellata e, non avendo mai dimenticato l'amore per queste zone, ho mandato un curriculum, seppur scarso all'epoca ma la buona volontà era molta, al St. Hubertus. Una volta preso, sono rimasto lì quattro anni».

Sembra quasi destino tante sono le coincidenze, come se la Michelin si fosse messa ad un tavolino e avesse deciso di premiare questa catena di talenti: proprio oggi a salire sul palco poco dopo Metullio, il suo maestro, Norbert Niederkofler, entrato a tutti gli effetti nell'olimpo della ristorazione italiana, il nono tristellato del Belpaese.

«Quella al St. Hubertus è stata un’esperienza importante. Dopodiché mi sono spostato qui, a La Siriola, perché dopo solo 4 anni il mio percorso non era certamente finito, anzi avevo bisogno di conoscere anche un altro stile di cucina, un altro modo di lavorare».


I tre nuovi bistellati: Alberto Faccani, Matteo Metullio e Andrea Aprea

Grande talento, giovane innovatore, tra i primi a parlare di km vero (il suo Spaghetto freddo a km 4.925 ha fatto scuola in contrasto con un chilometro zero diventato negli anni criterio tanto inadeguato quanto rigido), Matteo Metullio dal 2013 è entrato alla guida dei fornelli de La Siriola, al posto di Fabio Cucchelli, grazie anche alla fiducia datagli da Wilma e Stefan Wieser, i due titolari del Ciasa Salares: «Avevano visto dei cambiamenti nella stagione appena passata - ha detto Metullio nel lontano 2013 - e molti clienti erano contenti. Il signor Stefan, che è in sala, si era reso conto che forse i meriti di quei cambiamenti erano anche miei, del lavoro fatto come secondo».

Dopo tutto Wilma e Stefan Wieser hanno sempre avuto la loro buona parte di intuito in faccende di accoglienza ed enogastronomia: prova ne è, indubbiamente, la festa del km vero - the roots of excellence, giornata organizzata a marzo di quest'anno, che ha ottenuto un successo proporzionale alla fortissima convinzione dei due titolari che ciò che conta è la qualità e non già la vicinanza di un produttore a chi mangia. In quell'occasione la famiglia Wieser e lo stesso Matteo Metullio (insieme a Nicola Zanetti del ristorante Salares) hanno puntato a valorizzare ciò che c'è di buono in tutta Italia.

Tirando le fila di tutte queste coincidenze: un ambiente, quello del Ciasa Salares, promettente e sano; un talento, quello di Metullio, capace di innovare e di stupire; un'ascesa, quella che la Michelin già per la seconda volta gli conferisce, segno di una cucina che funziona, segno che è lecito aspettarsi ancora conferme e ancora sorprese da questo giovane cuoco altoatesino di adozione.

Per informazioni: www.ciasasalares.it/ristorante-la-siriola

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Alberto Lupini


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