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Sindacati e associazioni hanno fatto il loro tempo

25/05/2011
Commento alla notizia: I ristoranti e le votazioni

Egregio Direttore,
apprezzo lo spazio che dai sul tuo giornale alle lettere, proposte, argomenti ed altro dei lettori.
Ti chiedo però, anche se non so quanto questo rientri nei compiti di un giornale, di svolgere la funzione d'incanalare i problemi verso la loro soluzione e non rafforzare il qualunquismo e la protesta fine a se stessa. Sia con Esposito che con Scibilia sei stato troppo delicato. Dovresti, naturalmente a mio parere (che vale quanto quello degli altri), far capire che le rappresentanze di categoria hanno esaurito nella società attuale, nel mondo della globalizzazione, nel nuovo millennio, il loro compito.
La loro funzione è stata certamente essenziale ed utile al progresso ed al raggiungimento dei diritti fondamentali di tutti i lavoratori: sia quelli dipendenti che autonomi, sia dei dirigenti che degli industriali, sia padroni di ristoranti che cuochi, addetti di sala, sommelier e sia pastori e contadini che produttori.
Le rappresentanze di categoria sono spesso se non dannose certamente inutili, tanto che sono poco sentite e sempre meno in crescita di aderenti, e parliamo sia delle grandi centrali sindacali ( CGIL - CISL - UIL - UGL) che di Confindustria dove assistiamo all'uscita della FIAT di Marchionne.
E' una grande Alleanza di Sistema che serve al Paese (niente a che fare con una alleanza elettorale) un cammino principalmente indirizzato alla conquista dei mercati esteri usando gli strumenti idonei alla sconfitta dei "falsi", delle imitazioni e della qualità scadente.
Il cuoco, il ristoratore è un anello importante della catena, ma è niente, e vale il viceversa, senza i prodotti di qualità genuini e sani. Ora piaccia o meno, sia etico o meno, la qualità costa e all'estero dobbiamo soddisfare la domanda dei ceti più abbienti. Per questo mercato in espansione proprio nei Paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) dobbiamo usare l'arma della cultura, della cultura dei prodotti e della cucina. Tutto il reso è noia; tutto il resto è materia dei "talk - show" televisivi.

Cirino Carroccio
Ingegnere/Presidente
Professionisti S.R.P.
Risposta:

Caro Cirino, La tua lettera è una conferma dello stato di confusione in cui ci troviamo e uno stimolo per trovare soluzioni intelligenti. Personalmente nin mi limito a critiche o polemiche, ma avanzo quasi sempre delle proposte. E così fanno i collaboratori o gli amici che colgono la nostra disoomibilità ad aprire confronti e dibattiti. Nel caso di Emanuele Esposito ricordo che da tempo lui propone di unire le forze di tutti, dai cuochi ai produttori, per valorizzare il made in Italy a tavola, nella penisola come nel mondo. E in questo ha il mio convinto sostegno. Sul giudizio negativo sui sindacati e le organizzazioni di lavoratori o imprese stendo invece un velo pietoso perchè spesso le buone intenzioni non sono seguite dai fatti. Le ragioni sono molte e complesse, ma non sempre bastano a giustificare l'ignavia o il ritardo. a.l.
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