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di Gianni Paternò
di Gianni Paternò

TripAdvisor, decide tutto un algoritmo
Cancellate anche le recensioni positive

Primo Piano del 15 novembre 2017 | 10:27

Da anni Italia a Tavola conduce una strenua battaglia contro TripAdvisor, specialmente per i falsi post, le recensioni comprate e sul fatto che quasi sempre il Gufo si rifiuta di eliminare i giudizi falsi. Due casi recenti hanno evidenziato come anche le recensioni positive possano essere non pubblicate.

Il direttore Alberto Lupini mi ha dato l’opportunità di scrivere e pubblicare un mio articolo con cui davo dei consigli su come scegliere il ristorante con TripAdvisor, per provare a capire se il sistema può essere letto anche in una maniera non così negativa. L’ultimo pezzo pubblicato ha evidenziato che, quando vuole, il Gufo è capace di togliere dalla pubblicazione, o addirittura di non pubblicare affatto, dei post che secondo il loro "insindacabile" giudizio (?) non possono esserlo.

(TripAdvisor, decide tutto un algoritmo Cancellate anche le recensioni positive)

A tal proposito vi racconto cosa è successo personalmente a me che, essendo uno che qualche viaggio anche in terre lontane lo compie, consulto le recensioni per scegliere il ristorante e l’albergo, che mando le mie corredate nella quasi totalità da foto che possano confermare il mio giudizio, per rendermi utile alla comunità dei viaggiatori come loro possono esserlo per me.

Primo caso: una domenica a pranzo mi recavo presso un noto ristorante palermitano, di cui conosco personalmente il cuoco, per provare la sua cucina anche se in tale occasione si trattava di un brunch a buffet. Il ristorante fa normalmente una cucina gourmet e lo chef si vanta di avere avuto esperienze con molti importanti cuochi europei. Grande fu pertanto la mia delusione nel constatare che il brunch non fosse niente di ché, addirittura banale e con portate che erano cucinate in maniera quasi dozzinale.

Così scrivo una recensione su TripAdvisor, su cui c’è la mia faccia, raccontando l’accaduto e concludendo che se si sa cucinare bene e si vogliono tenere i prezzi bassi anche un semplice uovo fritto o degli spaghetti al pomodoro possono essere sublimi. Invio la recensione, chiaramente con foto, e l’indomani mi arriva un messaggio dalla moglie dello chef che lamentava che avessi scritto una recensione negativa invece di contattarli personalmente e riferirne in privato invece che pubblicamente. A questo punto vado su TripAdvisor per controllare la mia recensione e con sommo stupore non la trovo.

La cerco col lanternino anche nei giorni successivi, niente, non c’era. Quindi era stata pubblicata per brevissimo tempo e tolta senza motivo e senza spiegazione oppure, cosa ancora più grave se fosse vera, era stata preventivamente portata a conoscenza dell’esercente e non pubblicata. Secondo caso: vado a cenare, nello stesso periodo, in un ristorante abbastanza quotato dove non ero mai stato, mangio bene e con soddisfazione, scrivo la recensione con 5 palline corredata dalle foto. Mi arriva un’email automatica dal Gufo in cui si afferma che la stessa non soddisfaceva il loro regolamento e pertanto non era pubblicabile.

Cadendo dalle nubi di Zaloniana memoria, racconto l’accaduto nel forum del Gufo per poter comprendere il motivo ed una gentile fanciulla, almeno credo, mi comunica che visto che avevo scritto: “me ne avevano parlato bene” l’algoritmo aveva supposto che non ci fossi stato e riportassi il giudizio di altri. Allora tolgo la frase incriminata e rimando il tutto. Mi rispediscono la stessa email che non possono pubblicarla sempre perché era contro il regolamento. Incavolatissimo la riscrivo per la terza volta cercando di togliere anche la minima parola che potesse fare scattare il famigerato, stupido algoritmo. Anche questa volta si ripete la negazione.

Capisco che devo levarci mano, provo con altra recensione su un altro locale per constatare se fossi finito in una black list e questa volta va tutto bene. Quindi deduco che fosse il binomio mio nome-quel ristorante ad essere messo out. Purtroppo continuo ancora a consultare TripAdvisor in quanto non trovo un analogo diffuso strumento che lo sostituisca. Peccato per i suoi gravi difetti e specialmente per la supponenza e per la sindrome di superiorità e tracotanza con cui il Gufo tratta coloro che a ragione reclamano.

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