Sulle rive del lago di Garda, nella cornice del Grand Hotel Fasano, la miscelazione guarda al mondo delle infusioni e rilegge il concetto di cocktail leggero. Protagonista dell’appuntamento di “Infusioni Alternative” è stato un drink che ha messo al centro il tè come elemento estrattivo, in linea con una tendenza sempre più diffusa verso il low alcol e un bere più misurato. Accanto al banco bar in compagnia del tea master Albino Ferri, il bar manager Rama Redzepi ha raccontato un percorso che parte idealmente dal Messico e arriva fino al Garda, intrecciando materie prime, tecniche di estrazione e territorio. «Il tè è un estrattore molto interessante», ha spiegato, sottolineando come la sua struttura aromatica permetta di lavorare in profondità anche con basi alcoliche tradizionali.
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Il tea master Albino Ferri (a destra) con il bar manager Rama Redzepi
Dalla tequila di Jalisco al tè bianco in infusione
Il cocktail - chiamato From Jalisco to Benaco - prende ispirazione proprio da Jalisco, regione messicana simbolo della tequila, ma ne riduce la potenza alcolica fino a non superare i 6,5-7 gradi. La base è una tequila sottoposta a infusione alcolica di tè bianco per 24 ore, arricchita da scorze di arancia e mango per ampliare lo spettro aromatico.
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Il cocktail From Jalisco to Benaco
A questa preparazione si affianca un oleum saccarum ottenuto dalla macerazione di bucce d’arancia con zucchero, tecnica classica che consente di estrarre gli oli essenziali agrumati senza ricorrere al calore. Il succo di lime contribuisce alla parte acida, mentre la componente frizzante è affidata a una cedrata con pompelmo, scelta per alleggerire ulteriormente il profilo del drink e mantenerne la bevibilità.
Tecnica e leggerezza nel bicchiere
Il risultato è un cocktail che lavora sull’equilibrio più che sulla struttura alcolica. L’infusione di tè bianco ammorbidisce la tequila e ne accompagna la persistenza, mentre l’oleo agrumato aggiunge rotondità e complessità. La bollicina finale sostiene il sorso e ne prolunga la freschezza.
«Parliamo di un low cocktail che non supera mai i sette gradi», ha precisato Redzepi, evidenziando come la richiesta di drink meno alcolici sia oggi trasversale e non più legata solo a una scelta stagionale. Il tè, in questo contesto, diventa uno strumento tecnico oltre che aromatico, capace di ridefinire il profilo della base spiritosa.

Il tè come nuovo alleato della miscelazione contemporanea
L’incontro tra il mondo del tè e quello della mixology non è una novità assoluta, ma trova oggi nuove applicazioni grazie alla ricerca su tempi di infusione e combinazioni botaniche. Durante la presentazione, il tea master Albino Ferri ha sottolineato come «anche un ingrediente semplice, se trattato con attenzione, possa cambiare il volto di un cocktail».

Nel contesto del Garda, territorio tradizionalmente legato all’ospitalità e alla cucina di lago, l’esperimento del Grand Hotel Fasano si inserisce in una proposta che punta su leggerezza e precisione tecnica. Un modo diverso di interpretare la tequila e, più in generale, di affrontare la miscelazione in chiave contemporanea.
Per informazioni: www.ferridal1905.com