Il destino di molti prodotti agricoli non si gioca solo nei campi o nei caseifici, ma soprattutto nella capacità di essere raccontati e compresi dalle generazioni che verranno. Vale anche per il Montasio Dop, formaggio (senza glutine) che nasce tra le montagne e le pianure del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale e che da secoli accompagna la vita quotidiana di queste terre. La questione oggi non riguarda soltanto la qualità o il mercato, ma la continuità culturale: chi produrrà, racconterà e difenderà questo patrimonio tra vent’anni? In questo senso la sfida è chiara. Se il Montasio ha attraversato i secoli trasformando il latte in identità territoriale, la sua sopravvivenza dipende dalla capacità di coinvolgere i giovani, di trasmettere competenze e curiosità verso un lavoro antico che continua a parlare al presente.

Montasio Dop, la tradizione del formaggio passa dalle mani dei giovani
Formare i casari di domani
Fare formaggio è un mestiere che si impara con il tempo. Non basta conoscere una ricetta: serve capire il latte, osservare le stagioni, leggere le variazioni della materia prima, imparare gesti che spesso si tramandano più con l’esperienza che con i manuali. Per questo il Consorzio di tutela del Montasio ha scelto di investire nella formazione. In collaborazione con il Cefap, il Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente, è stato avviato un percorso di qualifica professionale pensato per formare nuovi operatori del comparto caseario. L’obiettivo è chiaro ed è quello di dare strumenti concreti a chi vuole lavorare in questo campo e garantire che il sapere artigianale non si disperda. Parliamo di un passaggio clou, fondamentale, per tutta la filiera. Senza nuove generazioni di allevatori e casari, infatti, nessun disciplinare o marchio Dop potrebbe davvero garantire continuità.
Il Montasio nelle scuole
Accanto alla formazione professionale, il Consorzio ha scelto di intervenire ancora prima, entrando direttamente nelle scuole con l’idea di far conoscere ai ragazzi la storia e il lavoro che stanno dietro a un prodotto che spesso incontrano solo sul banco del supermercato o sulla tavola di casa. Nel corso del 2025 sono stati coinvolti più di 500 studenti tra scuole primarie e secondarie delle province di Udine, Gorizia, Pordenone, Venezia e anche dell’Emilia Romagna. Un’esperienza che non si ferma qui: il progetto proseguirà infatti anche nel corso del 2026, ampliando ulteriormente il dialogo con il mondo della scuola e con le nuove generazioni.
Montasio Dop: nutrizione e proprietà
Alcuni studi dell’Università di Udine hanno analizzato il profilo nutrizionale del Montasio Dop, evidenziando come questo formaggio rappresenti una buona fonte di proteine ad alto valore biologico e calcio, nutrienti importanti per ossa e muscoli. Durante la stagionatura si sviluppano inoltre composti bioattivi che, secondo le prime evidenze scientifiche, potrebbero contribuire al benessere intestinale e avere un ruolo nel contrasto allo stress ossidativo, oltre a essere oggetto di studio per possibili effetti sulla pressione arteriosa. Va ricordato inoltre che il Montasio Dop è naturalmente privo di glutine, poiché prodotto esclusivamente con latte, sale e caglio, caratteristiche che lo rendono adatto anche a chi segue una dieta gluten free.
Gli incontri, ricordiamo, non si limitano a una semplice lezione teorica. Gli studenti vengono accompagnati passo dopo passo lungo il percorso del formaggio: dalla storia della Dop alla lavorazione del latte, fino al momento del taglio e della degustazione. Un modo concreto per capire cosa significhi davvero produrre un formaggio e quale lavoro si nasconda dietro a un alimento che spesso viene dato per scontato. Il progetto prevede inoltre visite nei caseifici, dove i ragazzi possono osservare da vicino le diverse fasi della produzione e comprendere cosa significhi lavorare con il latte ogni giorno. In molti casi si tratta del primo contatto diretto con un mestiere che appartiene profondamente alla cultura del territorio e che, proprio attraverso queste iniziative, prova a parlare anche alle generazioni che verranno.

Le visite nei caseifici permettono ai ragazzi di conoscere storia, proprietà e produzione del Montasio Dop
«Da oltre quarant’anni lavoriamo con passione per garantire la qualità della Dop Montasio - sottolinea il direttore Renato Romanzin. Investire nella formazione delle nuove generazioni significa non solo tutelare il nostro patrimonio agroalimentare, ma anche diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza di un’alimentazione sana e controllata. Le nuove generazioni rappresentano il terreno più fertile per diffondere la cultura del nostro formaggio e dei valori legati alla denominazione. Educare al gusto significa educare alla qualità, al rispetto delle tradizioni e alla consapevolezza di ciò che portiamo in tavola». Parole che raccontano bene il senso dell’iniziativa: non soltanto promozione di un prodotto, ma costruzione di un rapporto più consapevole con il cibo.
Un patrimonio che guarda oltre i confini locali
Parallelamente al lavoro educativo, il Consorzio porta avanti anche un percorso di comunicazione più ampio con l’obiettivo di rafforzare la presenza del Montasio su un mercato sempre più vasto e far conoscere la Dop anche fuori dalle regioni in cui è nata. Il tutto attraverso il progetto europeo Euchronicles, “Eccellenze Dop: un savoir-faire tutto europeo”, cofinanziato dall’Ue. Il Montasio partecipa insieme ad altri consorzi - come, ad esempio, il Garda Doc, Crudo di Cuneo Dop e Salame di Varzi Dop - con l’intento di raccontare al pubblico e agli operatori internazionali il valore delle indicazioni geografiche. Il punto centrale resta comunque lo stesso: un prodotto agricolo continua a vivere solo se qualcuno decide di portarlo avanti. E per farlo serve una nuova generazione che non lo consideri soltanto un pezzo di passato, ma una possibilità concreta di futuro.
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