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Olio extravergine: quanto vale davvero una bottiglia d’eccellenza?

Fausto Borella
di Fausto Borella
20 marzo 2026 | 18:20

In un mondo ferito da conflitti e un momento storico di incertezze, esiste un filo d’oro che lega la terra alla nostra tavola. Non chiamiamolo solo "olio" perché dentro quelle bottiglie ci sono un’infinta quantità di differenze e peculiarità tutte da imparare a riconoscere e da scoprire. Mentre i venti di guerra soffiano dal Medio Oriente all'Est Europa e le mappe del mondo sembrano ridisegnarsi tra crisi logistiche e mercati impazziti, c’è qualcosa di immutabile che resiste tra i nostri olivi. È un silenzio antico, fatto di radici che affondano nei territori più remoti e in mani che, da generazioni, curano la stessa chioma d'argento.

Olio extravergine: quanto vale davvero una bottiglia d’eccellenza?

Paesaggi che vivono grazie al valore del lavoro agricolo e alla scelta consapevole del consumatore

Il prezzo dell’olio come termometro globale

Oggi, però, siamo chiamati a una scelta che va oltre la cucina. Dobbiamo smettere di guardare solo il cartellino del prezzo sullo scaffale - o peggio, nelle isole delle promozioni - ma iniziare a comprendere l’etichetta di ogni olio. Negli ultimi anni, il carrello della spesa degli italiani è diventato il termometro di crisi geopolitiche e ambientali senza precedenti. Il conflitto in Ucraina ha colpito profondamente i mercati dei semi oleosi, le tensioni nel Medio Oriente hanno complicato la logistica globale e la siccità persistente nel bacino del Mediterraneo - dalla Spagna alla Tunisia - ha ridotto drasticamente le scorte. In questo scenario, il prezzo dell’olio extravergine d’oliva è finito sotto i riflettori.

Olio extravergine: quanto vale davvero una bottiglia d’eccellenza?

Ogni oliva raccolta a mano è frutto di un lavoro millenario, cura e dedizione

Primo prezzo vs valore assoluto

Tuttavia, ridurre tutto a una questione di prezzo, sarebbe un errore superficiale. Noi comunicatori abbiamo il dovere di istruire e continuare a formare il consumatore: non esiste "l’olio", esistono mondi opposti che viaggiano in bottiglie simili. Oggi il consumatore si trova di fronte principalmente a questo bivio: un olio da "Primo Prezzo", un prodotto industriale, spesso frutto di miscele comunitarie o extra-UE, pensato per chi cerca solo un grasso vegetale a basso costo. È un prodotto anonimo, che nasce della necessità di fare volume.

Olio extravergine: quanto vale davvero una bottiglia d’eccellenza?

Non tutte le bottiglie sono uguali: leggere l’etichetta è scoprire un territorio e una storia

Esiste poi un olio "Espressione di Territorio": un olio che spesso ha un nome proprio, che indica la cultivar o le cultivar che lo compongono. Un olio che racconta un territorio, un concentrato di storia, tradizioni e culture. Parliamo di quegli oli prodotti da agricoltori che investono cifre talmente importanti per garantire degli standard qualitativi così alti - dal campo, con le cure biologiche e non, alla raccolta, alla frangitura in massimo 8 ore, la conservazione sotto gas inerte nei contenitori idonei allo stoccaggio che mantengono tutti i profumi e i sapori inalterati nel tempo - senza considerare tutti i possibili investimenti in promozione come fiere, concorsi, certificazioni ecc. - arrivano a spendere fino ad almeno 15 € al litro per garantire un’artigianalità e un insieme di eccellenza al consumatore finale.

Il valore di un olio di eccellenza

Spendere 15 o 20 euro per una bottiglia d’olio non deve più essere visto come un costo, ma come l'acquisto di un valore aggiunto. Produrre un olio di super qualità significa unire il sapere di generazioni alle innovazioni più avveniristiche, dal campo alla bottiglia finita. Scegliere un olio d'eccellenza significa quindi dare dignità al lavoro dell’agricoltore oltre a proteggere il nostro paesaggio: senza il giusto riconoscimento economico, i nostri splendidi territori olivicoli andrebbero abbandonati, portando con la perdita di biodiversità e bellezza.

Olio extravergine: quanto vale davvero una bottiglia d’eccellenza?

Tecnologia e sapere tradizionale si incontrano per produrre oli di eccellenza

Una situazione win-to-win su tutti i fronti possibili, dove con l’acquisto di un olio di eccellenza, non solo viene dato valore a un insieme di storia, lavoro e paesaggio, ma ne beneficia ovviamente anche il nostro consumatore finale. Oltre a essere quell’ingrediente capace di stupire, valorizzare e/o stravolgere ogni piatto in modo diverso con i suoi profumi e sensazioni, un grande olio è custode della nostra salute, differenziandosi da un olio commerciale, anche per tutto l’apporto benefico che riesce a garantire al nostro corpo. Un elisir di poli fenoli degno dei migliori concentrati di vitamine, senza tralasciare gli effetti benefici di questo grasso sulla nostra circolazione sanguigna e sulla nostra pelle, con una quantità di vitamina E veramente invidiabile alle migliori creme e sieri.

L’olio italiano come baluardo culturale

In un mondo che corre verso l'omologazione e verso una guerra alle cifre più basse sul cartellino del prezzo, l'olio extravergine italiano di alta fascia diventa un piccolo baluardo di resistenza culturale. Pagare il giusto prezzo significa assicurarsi che quelle colline che tanto ammiriamo continuino a vivere, a produrre profumi e a raccontare la nostra storia al mondo. La prossima volta che sarete davanti allo scaffale, non chiedetevi quanto costa, ma quanto vale.

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