L’evento organizzato dall’azienda pugliese Gioiella a Milano - presso Pepe alla Sbarra, originale ristorante ideato dal gruppo Langosteria - aveva l’obiettivo di fare degustare i propri formaggi freschi a pasta filata come la Mozzarella di Gioia del Colle Dop e la Burrata di Andria Igp. Ma, probabilmente ha rappresentato una sorta di anticipazione dei festeggiamenti che starebbero organizzando per l’80 anniversario dell’avvio dell’impresa da parte dei fratelli Sebastiano e Francesco Capurso nel 1946. I rappresentati dell’azienda presenti a Milano, l’ad Andrea Brandonisio e la terza generazione rappresentata da Federica Capurso e Sebastiano Brandonisio, non ne hanno fatto parola per non anticipare niente. Mentre sono stati molto dettagliati nel raccontare la piccola impresa fondata dai loro avi, partendo da un’immagine emblematica nella storia dell’azienda casearia che ha reso famosa nel mondo la Mozzarella di Gioia del Colle: due fratelli, una bicicletta e il latte raccolto litro dopo litro nelle masserie delle Murge, l’altopiano di terra rocciosa nel cuore della Puglia, per arrivare a quella che è oggi una delle realtà di riferimento per i latticini italiani.
La burrata di Andria di Gioiella
Dalla piccola impresa familiare a gruppo internazionale
Infatti, dopo tre generazioni, da piccola attività familiare, Gioiella è divenuta un’azienda da 195 milioni di euro di fatturato, 500 dipendenti e una distribuzione che supera i confini nazionali: il 55% del business è in Europa e il 5% tra Asia e America. Il baricentro, però, resta sulle Murge, a Gioia del Colle, dove il sapere si tramanda da 80 anni e il fare è ancora nelle mani della famiglia Capurso. D’altronde l’altopiano murgiano non è solo uno sfondo geografico. È un sistema produttivo fatto di pascoli, allevamenti, latte che percorre pochi chilometri prima di arrivare in stabilimento per trasformarsi nel fiore all’occhiello di Gioiella, la Mozzarella di Gioia del Colle Dop.
I nodini di mozzarella di Gioiella
Un’azienda che giornalmente “lavora” 500 tonnellate di latte pugliese che unitamente ad altro latte 100% italiano, trasformato attraverso otto linee dedicate alla pasta filata e ventisei al confezionamento. Nel 2024 l’azienda ha scelto di raccontare visivamente questo legame con il territorio con una nuova brand identity che richiama i pascoli punteggiati di papaveri, un segno grafico semplice e immediato che già i fondatori avevano scelto come elemento visivo caratterizzante del marchio, in grado di tradurre in immagine ciò che è già nella materia prima: territorialità e filiera controllata.
Filiera corta e relazioni: il modello Gioiella
«Se il territorio è l’origine, le persone che lo custodiscono e lo vivono ne sono l’anima - ha raccontato l’ad Brandonisio. Un principio, oggi, per niente scontato e quasi ‘umanistico’ che costituisce la base solida della filiera produttiva di Gioiella e che si esprime al massimo grado nella filiera corta della Mozzarella di Gioia del Colle Dop. Il rapporto storico e privilegiato con gli allevatori delle Murge, fondato su continuità, fiducia e collaborazione reciproca, non solo garantisce costanza qualitativa alla produzione, ma soprattutto ne determina la sostenibilità». Anche perché il latte - non a caso definito “oro bianco” per il suo valore economico e simbolico - è una materia prima preziosa che richiede cura quotidiana, competenza e responsabilità.
Le trecce di mozzarella di Gioiella
Negli anni, l’azienda ha costruito con i propri conferitori una relazione professionale ad altissimo tasso di umanità: dialogo costante, condivisione di obiettivi qualitativi, impegno comune verso standard sempre più elevati di benessere animale. È un modello che supera la semplice logica fornitore-cliente per diventare partnership di filiera. La densità dei rapporti umani (tra azienda e territorio, tra comunità locale e impresa, tra la famiglia Capurso e le persone che lavorano in azienda) rappresenta un tratto distintivo del dna di Gioiella e un elemento centrale della sua governance. In un mercato globale, questo radicamento umano è uno dei fattori chiave del successo dell’azienda, perché la qualità nasce prima di tutto dalle relazioni, non solo dalla tecnica.
Dalla Dop alla Burrata: un’offerta completa di pasta filata
La specializzazione di Gioiella è da sempre la produzione di formaggi freschi a pasta filata. La Mozzarella di Gioia del Colle Dop rappresenta l’espressione più identitaria dell’azienda di Gioia del Colle: il latte utilizzato proviene solo da allevamenti della Murgia barese e tarantina, e da una piccola area del Materano. Se la Mozzarella di Gioia del Colle Dop è la base della produzione aziendale, la Burrata di Andria Igp, che arricchisce la gamma Gioiella, ne è la cifra distintiva. Tant’è che dalla Burrata di Andria Igp, a quella classica, fino alle varianti “gourmet” affumicate naturalmente con trucioli di faggio o aromatizzate al tartufo nero, crema di Gorgonzola Dop e pesto di basilico, si è diventati protagonisti delle tavole internazionali. La gamma si estende, infine, a stracciatella, caciocavallo stagionato, scamorze fresche e affumicate (realizzate in due forni dedicati all’affumicatura naturale a faggio). Praticamente un’offerta che soddisfa sia la ristorazione, sia la tavola quotidiana dei consumatori.
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