Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 23 aprile 2026 | aggiornato alle 18:38| 118810 articoli in archivio

+2,1%

Pasta italiana, l’export continua a crescere: è vicino ai 4 miliardi di euro

di Redazione Italia a Tavola
23 aprile 2026 | 15:09

La pasta italiana continua a rafforzare la propria presenza internazionale e nel 2025 consolida una dinamica che da anni caratterizza il comparto: una quota crescente della produzione nazionale prende la strada dei mercati esteri. Secondo un’elaborazione di Unione Italiana Food su dati Istat, le esportazioni hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate, in crescita del 2,1% sul 2024, per un valore complessivo di 3.969 milioni di euro. Un risultato che conferma la tenuta di una filiera che opera in uno scenario internazionale non privo di tensioni. L’Italia resta il principale punto di riferimento del settore, con 4,2 milioni di tonnellate prodotte su una produzione mondiale di 17 milioni e con un consumo interno pro-capite di 23,3 chili annui. Ma il dato che più racconta l’evoluzione del comparto è un altro: oltre il 60% della produzione nazionale viene oggi esportata.

Pasta italiana, l’export continua a crescere: è vicino ai 4 miliardi di euro

Oltre il 60% della pasta italiana va all’estero

L’Europa si conferma mercato centrale, crescono Australia, Canada e Polonia

La geografia dell’export continua a poggiare soprattutto sull’Europa. Circa 1,3 milioni di tonnellate di pasta esportata nel 2025 sono state assorbite dai Paesi dell’Unione europea, pari al 51,9% del totale, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Il mercato europeo si conferma quindi la piattaforma principale per l’industria italiana, mentre la restante quota ha trovato sbocco in mercati extra Ue, con una distribuzione che vede un peso significativo dell’America e una presenza consolidata in Asia e Oceania. Dentro questo quadro, i mercati storici mantengono una posizione stabile. Germania e Stati Uniti restano le prime destinazioni (nonostante il valzer sui dazi antidumping), seguite da Francia e Regno Unito, anche se quest’ultimo mostra una lieve flessione.

Accanto ai mercati tradizionali emergono segnali interessanti da alcune aree che mostrano tassi di crescita superiori alla media. È il caso dell’Australia, che registra un incremento del 17,4%, ma anche di Canada e Polonia, che continuano a rafforzare il proprio ruolo. Indicazioni positive arrivano anche da Spagna e Paesi Bassi, mentre sul piano macro-regionale l’Oceania mette a segno una crescita a doppia cifra. Diverso il quadro di Asia e Africa, dove si osservano contrazioni nei volumi. Un dato che, più che segnalare un arretramento strutturale, riflette un contesto internazionale disomogeneo, influenzato da dinamiche logistiche, economiche e geopolitiche.

MWM

Non solo volume: cambia il peso strategico dell’export

Il dato 2025 non riguarda soltanto quantità e valore. Segnala anche come l’export abbia assunto per l’industria della pasta un ruolo sempre meno accessorio e sempre più strutturale. Per molte imprese, i mercati esteri non rappresentano più solo uno sbocco commerciale, ma una componente centrale del modello di crescita. È su questo terreno che si gioca una parte importante della competitività della filiera. E mentre i consumi internazionali continuano a premiare il prodotto italiano, il tema si sposta progressivamente dalla semplice presenza nei mercati alla capacità di presidiare nuovi spazi di valore.

Pasta italiana, l’export continua a crescere: è vicino ai 4 miliardi di euro

Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food (foto Francesco De Marinis)

La pasta resta ambasciatrice del made in Italy

Nel commercio agroalimentare, la pasta continua a occupare una posizione particolare. Non è solo una voce rilevante dell’export, ma uno dei prodotti che più accompagnano la percezione del made in Italy sui mercati. «Essere protagonisti nei mercati esteri, con oltre il 60% della produzione esportata, significa ribadire la leadership della pasta italiana quale ambasciatrice del made in Italy nel mondo», ha osservato Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food. Nelle sue parole c’è anche un richiamo alla capacità del settore di mantenere relazioni commerciali stabili in una fase complessa. Un aspetto che spiega in parte la continuità dei risultati.

© Riproduzione riservata