Cambio di rotta: stop alla commercializzazione del salmone, attenzione tutta dedicata al caviale e alla carne di storione. «Il caviale viene ancora percepito come un prodotto irraggiungibile, legato a un’idea di lusso per pochi. In realtà vogliamo renderlo più vicino al consumatore finale, pur mantenendo altissima la qualità e la sicurezza alimentare». Così Alberto Messaggi, neo amministratore delegato di Agroittica Lombarda di Calvisano (Bs), il celebre marchio Calvisius Caviar, controllata per il 67% dal gruppo Feralpi, della famiglia Pasini.

Alberto Messaggi, amministratore delegato di Agroittica Lombarda di Calvisano, il celebre marchio Calvisius Caviar
Da Calvisano al mondo: caviale sostenibile e sfida ai mercati globali
Dalle vicine acciaierie arriva l’acqua calda utilizzata nelle vasche per l’allevamento degli storioni, età media dei pesci 20 anni. Nata negli anni ’70 per l’allevamento delle anguille utilizzando le acque sorgive della bassa bresciana, è fra le maggiori produttrici mondiali di caviale sostenibile. L’azienda, con due impianti a Calvisano e nel Parco del Ticino, lancia adesso nuove sfide: la prima al caviale cinese, la seconda al mercato dei consumatori, non solo di alta gamma.

L'allevamento di Calvisano (Bs) di Calvisius Caviar
A maggio il via in grande stile della campagna in una delle più prestigiose catene di supermercati del nostro Paese. «Nel 2026 - rimarca Messaggi - l’azienda si propone di rafforzare e incrementare le azioni digitali e sviluppare il progetto hospitality, rendendo il caviale più vicino al consumatore».
Il caviale diventa pop: numeri, export e nuova identità produttiva
Insomma, farlo diventare “pop”. Con un fatturato annuo di 36 milioni di euro e un centinaio di dipendenti, in gran parte donne («Le migliori massaggiatrici»), produce 30 tonnellate annue di caviale, il 70% destinato al mercato estero (Usa, Francia, Spagna con l’obiettivo di espandersi a Dubai e nei Paesi asiatici).
L’azienda bresciana ha intrapreso un processo di ristrutturazione che l’ha portata a dismettere la lavorazione del salmone per dedicarsi allo sviluppo delle pregiate uova di storione, nere (quelle rosse sono di altri pesci, trote anzitutto).
Filiera controllata, sostenibilità ambientale e lotta al caviale cinese
«Dopo l’invasione del prodotto cinese pescato in mari spesso inquinati (400 tonnellate all’anno su un mercato complessivo di 700 milioni di tonnellate), tradizionalmente presidiato da noi e dai francesi, è sorto un rischio elevato di contraffazione e di ambiguità dell’etichettatura. Il problema è di trasparenza della filiera; la legge - rimarca Messaggi - consente che il confezionamento venga fatto nel nostro Paese per essere italiano o anche europeo. Agroittica ha scelto invece di fare della sostenibilità ambientale la sua battaglia di fondo. Alleviamo nelle vasche di Calvisano, sparse su 60 ettari (pari a 80 campi di calcio), e in provincia di Pavia, gli storioni e lavoriamo le loro uova quasi esclusivamente a mano. Da qui il rilancio del consumo del caviale attraverso una filiera controllata, spingendo anche sulla carne di storione, essendo leggera, digeribile e molto versatile in cucina».

Il caviale Tradition Royal di Calvisius Caviar
Lo scorso anno le vendite sono aumentate del 6/7% sia sul mercato interno che internazionale, sfidando soprattutto i cinesi. «Nessuno per freschezza e sostenibilità riesce a batterci. Agroittica - conclude Messaggi - è insieme una storia di straordinaria imprenditoria italiana, un sogno gastronomico e un sistema di sostenibilità unico, innovativo e controllato».
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