L’acqua in cucina può diventare ingrediente, molto più di uno strumento operativo o presidio di sicurezza. Con il menu “Le sorgenti del sapore”, lo ha dimostrato Francesco Apreda nel suo ristorante stellato Michelin Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel. L’occasione è stata doppia: la presentazione della prima edizione del premio culturale Acqua Nocera Umbra-Fonte Angelica e della nuova bottiglia della minerale, un’elegante top label pensata per l’alta ristorazione e per il comparto Horeca. A concorrere al premio saranno personalità del mondo dell’informazione, dello sport e della cultura che contribuiranno a promuovere l’eccellenza e l’identità italiana. La cerimonia si svolgerà il 22 maggio al Castello di Solfagnano (Pg).

La nuova bottiglia della minerale Acqua Nocera Umbra
Una nuova bottiglia per l’alta ristorazione
A presentare l’iniziativa sono stati Claudio Turchi e Matteo Marchi, rispettivamente presidente e direttore generale del Gruppo Sem di Fanano, nel Modenese, titolare del marchio. «Vogliamo rispondere a un mercato sempre più evoluto ed esigente - ha detto Turchi - con la volontà di crescere innovando, senza mai perdere il legame con le nostre radici. Questo è un settore che sviluppa numeri importanti. Solo in Italia vengono consumati oltre 15 miliardi di litri di acqua in bottiglia l’anno, in pratica 257 litri pro capite. È un fatto culturale, una tradizione che attraversa le generazioni e che fa dell’acqua imbottigliata un simbolo, non sempre adeguatamente riconosciuto, del made in Italy».

Matteo Marchi, Francesco Apreda e Claudio Turchi
La nuova bottiglia è di vetro trasparente per valorizzare la purezza dell’acqua, nelle versioni liscia e gassata. Il formato è inedito, con una forma ergonomica che facilita la presa, e sul collo della bottiglia è incisa la figura di una leonessa, storico simbolo di forza e salute. Viene prodotta nello stabilimento di Nocera Umbra che comprende le fonti Angelica e Flaminia.

L’acqua come ingrediente nei piatti di Apreda
Ma come Apreda ha interpretato quest’acqua, famosa fin dall’antichità e ritenuta preziosa per vari impieghi, tanto che nel ’500 veniva trasportata in barili fino a Costantinopoli? Questo ingrediente “silenzioso” è entrato nei suoi delicati canapè, nel Terra e Iodio, unendo la sapidità del mare alla varietà del vegetale e alla componente speziata. Il prezioso elemento è entrato anche nel Risotto all’acqua pazza black and black, nella Spigola al foie gras e tè chai e infine nel dolce Mozzarella di bufala. «L’acqua scorre - ha detto lo chef - non si ferma mai, attraversa tutto. È alla base della vita e dei ritmi della natura. È in ogni ingrediente ed io ho cercato, sulla base di memorie e di sensazioni, di lasciarne traccia nell’armonia dei sapori».

Risotto all’acqua pazza black and black di Francesco Apreda
Caratterizzata da un equilibrato contenuto di sali minerali (residuo fisso a 180° C uguale a 288 mg/L), l’acqua Nocera Umbra è apprezzata anche per le sue riconosciute qualità terapeutiche. «Volete digerir bene? A tavola bevete l’acqua di Nocera», recitavano i messaggi pubblicitari degli anni Cinquanta, con l’immagine della mitica leonessa. Ma la sua storia moderna parte dal 1984 con la crescita progressiva del Gruppo Sem attraverso le acquisizioni di marchi storici, dall’Acqua minerale naturale Monte Cimone alle Sorgenti Clavdia nel Lazio e, in seguito, della Fonte Flaminia e della Nuova Samicer, con le fonti Ventasso e Lieta, in provincia di Reggio Emilia.
Nel corso della serata l’acqua si è accompagnata anche ai vini prodotti dal Castello di Solfagnano, una tenuta di 60 ettari rivolta all’accoglienza e alla produzione di etichette territoriali e olio evo. I vini che hanno accompagnato i piatti sono stati i bianchi Col Marinello, Illuminato e Fontemaggio.