Il formato di pasta ha un suo gusto? A quanto pare sì, la forma della pasta può cambiare la percezione del gusto. È da questo principio che nasce Riccioli al Bronzo, il nuovo formato lanciato da Barilla e progettato per trattenere al massimo il sugo. Ce lo dice la biomimetica, una branca della scienza che studia come le varie forme geometriche vadano a conquistare i sensi umani e cambino sostanzialmente la percezione del gusto.

Riccioli al Bronzo Barilla: la spirale progettata per trattenere il sugo
La biomimetica (o biomimesi), spiega la sociologa dei consumi Patrizia Martello «non è altro che osservare come funzionano le forme di vita naturali e copiarne non solo l’estetica e la forma, ma soprattutto la dinamica, la funzione, la strategia. La natura è di fatto un grandissimo archivio di soluzioni belle pronte».
Design alimentare e neuroscienze del gusto
Ma perché Barilla mette così tanto focus su questo trend? Risponde Patrizia «Quando si parla di cibo evidentemente ci sono tutti i 5 sensi coinvolti. Il design alimentare da sempre usa queste strategie consapevolmente. Perché? Perché la forma cambia il gusto. E quali sono le forme che fanno questo effetto? Quelle ispirate alla natura. Come consumatori di cibo e di pasta siamo diventati molto consapevoli. La forma cambia il gusto, e lo sanno le neuroscienze perché sperimentano e vanno a vedere le nostre verità emotive».
Riccioli al Bronzo: struttura e innovazione
Riccioli al Bronzo è il nuovo formato della linea Barilla Al Bronzo, caratterizzato da una struttura a spirale e scanalature progettate per catturare il condimento, grazie anche a una trafilatura al bronzo con micro incisioni che rendono la superficie più ruvida.
L’abbiamo potuto provare nel ristorante Casa Camperio di Milano, in un pranzo ideato da chef Roberto Conti. L’obiettivo dei due piatti proposti, due primi, era quello di dimostrare come questo nuovo formato di pasta riuscisse ad amalgamarsi perfettamente con il condimento, portando quasi all’estremo il concetto di “pasta che fa la scarpetta”.
Ricciolo in aspick di pomodoro
Nel Ricciolo in aspick di pomodoro, che lo chef definisce una versione moderna della classica Crudaiola, il gioco è tutto sulla texture e la temperatura. È un’insalata di pasta fredda, abbinata ad un bicchiere all’acqua 100% di pomodoro ad inizio pasto. Alla base del piatto c’è una tartare di pomodori fatti essiccare una notte. Poi la pasta condita con olio, erba cipollina, lime, sale e pepe. Gelatinata, per riprendere l’aspick degli anni ’80, in acqua di pomodoro, condita con uno zabaione di pomodoro datterino giallo. Il risultato è molto piacevole ed ovviamente è il pomodoro, in tutte le sue consistenze e sapori, ad uscirne protagonista. La pasta accompagna con una consistenza morbida, da insalata.

Riccioli al Bronzo in aspick di pomodoro
Riccioli alla milanese
Nei Riccioli alla milanese c’è un connubio tra nord e sud Italia. Il sugo qui è decisamente importante: genovese di ossobuco adagiata su una salsa allo zafferano e parmigiano con gremolada al limone. Anche in questo caso lo chef spiega che la pasta ha un compito quasi secondario: «La pasta qui è bella da mangiare, come se fosse il contorno della carne: alla fine è come se ci fosse una scarpetta da fare». È effettivamente così: il contorno è ricco di quantità e di sapore. Il Ricciolo, anche per la scelta di non adottare una cottura al dente, anche qui non è protagonista ma accompagna. La carne ha la giusta consistenza scioglievole, le cipolle sono dolci, lo zafferano e la gremolada al limone sono quasi stranianti, ma nel complesso funzionano.

Riccioli al Bronzo con ossobuco, zafferano e gremolada al limone
Il design secondo Barilla
Annalisa Achilli, Marketing Associate Director Barilla racconta così Riccioli: «È un formato la cui forma che abbiamo scelto non è casualità estetica, ma design al servizio di un’esperienza palatale superiore. La promessa che con pasta Barilla al bronzo che facciamo ogni giorno, la raccolta del sugo fino all’ultima goccia, in Riccioli al bronzo è elevata ulteriormente».
C’è stata grande attenzione verso il design, studiato per permettere una resa ideale nel piatto e non solo visiva: «Ha questo design avvolto su sé stesso, con una spirale che incontra 5 ali, che a loro volta creano quattro scanalature che raccolgono perfettamente ogni goccia di sugo che abbiamo nel piatto. Per questa gamma ha brevettato una trafilatura al bronzo con delle micro incisioni in ogni trafila che permettono appunto di avere questo effetto rugoso: il segreto di questa pasta per catturare il sugo. Per quanto riguarda i grani scelti sono 100% grani italiani, selezionati per avere una tenacità ed una resistenza in cottura di un certo tipo».
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