Se l'Italia è il paese dell’olio, la Calabria ne è uno dei cuori pulsanti. Definita anche "giardino degli ulivi" d'Europa, con oltre 180.000 ettari di oliveti e una biodiversità che vanta cultivar uniche al mondo, la regione si conferma il secondo produttore nazionale, contribuendo stabilmente a circa il 30-33% dell'intera produzione italiana. Ma l’olio calabrese non è solo una statistica: è un racconto millenario che si sta trasformando in un’eccellenza tecnologica.
La varietà di oliva Ottobratica, tipica della Calabria
La storia dell'olivicoltura in Calabria affonda le radici nella Magna Grecia. Furono i coloni ellenici a introdurre le prime varietà, ma fu sotto l'Impero Romano che l'olio calabrese divenne un bene di lusso esportato in tutto il bacino del Mediterraneo. Il vero "salto di qualità" storico avvenne però nel XVIII secolo, quando i Borbone incentivarono la piantumazione intensiva, trasformando il paesaggio agrario in quello che vediamo oggi: distese infinite che collegano il mare alle colline. Cultivar come la Carolea (diffusa nel catanzarese), la Ottobratica (reggino) e la Cassanese (cosentino) sono i monumenti vivi di questa evoluzione.
I numeri del settore: tra resilienza e crescita
Analizzando i dati degli ultimi anni, la produzione calabrese mostra una vitalità sorprendente, pur dovendo fare i conti con le sfide del cambiamento climatico e l'alternanza produttiva. La Calabria produce mediamente tra le 50.000 e le 80.000 tonnellate di olio all'anno. Per quanto riguarda le certificazioni di qualità, la regione vanta ben 3 Dop (Bruzio, Lametia, Alto Crotonese) e una prestigiosa Igp Olio di Calabria. Questa meravigliosa regione ci regala alcuni dei migliori esempi di aziende produttrici lungo tutta la sua area attraversando le coste fino a spingersi sugli aspri pendii della Sila.

Rosì - Olio Dolciterre Sorelle Garzo, Seminara (Rc)
Uno dei protagonisti del settore oleario che non può non essere citato è tutto al femminile, con l’azienda olio Dolciterre a Seminara (Rc) delle meravigliose sorelle Garzo: Alessia, Consuelo e Maria Rosa. Tre donne coraggiose e determinate che con il loro sorriso, ogni giorno, creano oli che lasciano il segno nel panorama nazionale e da anni anche internazionale.
Olio Rosì, di Sorelle Garzo
La loro forza è quella di tirare fuori dalle terre più aspre della Calabria delle cultivar fruttate che intrigano il naso in modo delicato, facendo scoprire poco a poco dei sentori fruttati che regalano emozioni imparagonabili. Mostrano al mondo come non tutti gli oli devono essere perdutamente amari e piccanti, riuscendo dipingere aromi complessi. Le Sorelle Garzo lavorano da anni varietà come l’Ottobratica, la Roggianella e la Sinopolese, sia in purezza, sia realizzando blend. Un olio che ogni anno mi stupisce con la sua intensità è il Rosì, ovvero un blend stupendo composto da Roggianella e Sinopolose.
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Jannìa - Jannìa Oil You Need, San Giovanni in Fiore (Cs)
Salendo nel cuore della Calabria, la punta del nostro stivale, arriviamo a metà strada tra il mar Ionio e il mar Tirreno, precisamente a Carello, San Giovanni in Fiore (Cs), una vallata che prende il nome dall’omonimo borgo, oggi disabitato ma molto suggestivo, che si trova alle porte della Sila. Qui nasce Jannìa: un olio extra vergine di oliva - proveniente da olivi secolari - di una cultivar recuperata, la Pennulara (o Nostrale di Caccuri), con eccellenti proprietà nutrizionali e introdotta in zona, probabilmente, dai monaci Basiliani seguaci della regola di San Basilio, provenienti da Oriente intorno all’anno 1000.
Jannìa, olio da cultivar Pennulara di Jannìa Oil You Need
Queste antiche cultivar, lavorate magistralmente dai fratelli Francesca e Angelo, riescono a crescere in intensità di anno in anno, diventando un’affermazione sempre più rappresentativa di questa bellissima regione.
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Olio Carolea - Tenuta Torchia, Tiriolo (Cz)
Poco lontano, esiste una storica azienda che da oltre sessant’anni riesce a valorizzare il proprio territorio facendolo crescere e raccontando al mondo la sua unicità. Dal 1959, la Tenuta Torchia di Tiriolo (Cz), sotto la guida esperta di Tommaso e Lucia, riesce a realizzare ogni anno oli che regalano emozioni sugli abbinamenti più diversi. Il loro cavallo di battaglia, riconosciuto anche da molti premi a livello nazionale e internazionale, è proprio l’espressione del loro territorio, attraverso una varietà che riesce a conquistare i sensi dei degustatori più fini: questa varietà è la Carolea che riescono a lavorare in purezza regalando note amaricanti di rucola di campo e foglia di carciofo.
Olio Carolea di Tenuta Torchia
La cosa più affascinante di questo oleificio è che grazie all’impulso di novità dato dalle due figlie, Alessandra e Francesca, è stata creata una fattoria didattica dove bambini, ragazzi e adulti di ogni età possono veramente conoscere tutte le fasi di produzione dell’olivo, oltre a vivere dei momenti a contatto con gli animali della fattoria, workshop di terracotta, ricerca e raccolta dei fiori di campo nelle diverse stagioni. Questo rende l’azienda non solo un vero punto di riferimento per i suoi prodotti, ma anche per le esperienze di olio-turismo che entrano nel cuore delle persone.
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Olio Bio Organic - Tenute Cristiano, Lamezia Terme (Cz)
Torniamo ora ad affacciarci sul Mar Tirreno, dove una vera istituzione di queste zone, dal 1919, custodisce olivi secolari che ogni anno danno i loro frutti più pregiati. Siamo nel catanzarese, più precisamente a Lamezia Terme, dove Tenute Cristiano, grazie alla moglie inglese del figlio del patriarca, Scarlett, raccoglie l’eredità della famiglia per proiettare l’azienda verso il futuro. Oggi, alla guida della terza generazione, Isabella continua questo percorso, portando Tenute Cristiano sui mercati internazionali e custodendo i valori di qualità, autenticità e rispetto per la terra.
Olio Bio Organic di Tenute Cristiano
I loro oli danno voce alle cultivar autoctone. Anche in questo caso troviamo un monocultivar di Carolea e un blend profumatissimo di Carolea e Coratina che bilanciano in modo perfetto le sensazioni amaricanti e aggrumate di quest’olio. La vera originalità di questa azienda è produrre tutto in modo inderogabilmente biologico, come nel Bio Organic, oltre a dare voce al territorio anche con gli aromi della zona con cui vengono realizzati oli aromatici e veri. Dal più deciso, l'olio alla cipolla di Tropea Igp, passando per gli oli al bergamotto e al limone, fino ad arrivare a quelli più delicati realizzati con le vere erbe aromatiche del Mediterraneo. Erbe spontanee che crescono proprio guardando il mare e trovando perfetta complicità con un olio senza compromessi.
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Olio Tondina - DiNando, Terranuova di Sibari (Cs)
Risalendo questa bellissima regione, ultimiamo arrivando in provincia di Cosenza, più precisamente a Terranuova di Sibari, dove un giovane ragazzo determinato e preparato ha raccolto l’eredità di generazioni di produzione di olio extravergine per andare a valorizzare l’arte dell’olio, dimostrando di saper bilanciare l’imprenditorialità, rispetto delle tradizioni ma anche un forte senso di innovazione per portare alla rinascita l’olivicoltura calabrese.
Olio Tondina estratto a freddo dell'azienda DiNando
Anche qui vengono lavorate cultivar autoctone, ma soprattutto viene data la giusta importanza a una cultivar poco conosciuta e dai profili sensoriali distintivi: la Tondina. Antonio, dell'azienda DiNando, ormai riesce a lavorarla ogni anno in modo magistrale, estraendo da questa oliva i sentori più profumati e amaricanti e riuscendo a preservarli nel tempo in bottiglia per dare al consumatore sensazioni autentiche a ogni assaggio.
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Ognuno con le proprie peculiarità, questi oli calabresi riescono a dimostrare le loro molteplici note, regalando a chi assaggia profumi e sapori che sanno imprimere ai piatti abbinati. Quello che riesce a insegnarci la Calabria è proprio questo: la pluralità di sensazioni che riesce a diversificare la propria produzione, che dona oli di carattere, ma anche alcuni fruttati più leggeri che riescono a dare più visibilità a note fini, per innamorarsi a ogni assaggio.