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Formaggi Dop da record nel mondo, ma i dazi Usa ora frenano la corsa

di Redazione Italia a Tavola
04 giugno 2026 | 17:10

I formaggi Dop e Igp italiani confermano il proprio ruolo strategico nell’agroalimentare nazionale, trainando l’export caseario e consolidando la presenza delle eccellenze italiane nei mercati internazionali. A evidenziare il quadro del settore è stata la 36ª Assemblea Annuale di Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp), svoltasi ad Altamura presso Masseria San Giovanni, nella cornice de I Luoghi di Pitti.

Formaggi Dop da record nel mondo, ma i dazi Usa ora frenano la corsa

Formaggi Dop e Igp italiani sempre più importanti nell'export agroalimentare italiano

L’Associazione, che riunisce 21 Consorzi di tutela e rappresenta oltre il 99% della produzione casearia certificata italiana, ha analizzato l’andamento economico del comparto nel 2025 e le principali criticità che potrebbero influenzare il mercato nel 2026, a partire dalle tensioni commerciali internazionali e dalle nuove politiche tariffarie degli Stati Uniti.

Produzione in crescita e export record per i formaggi certificati italiani

Nel 2025 la produzione di formaggi Dop e Igp ha superato le 625mila tonnellate, registrando una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. A sostenere il comparto è stato soprattutto il commercio estero, diventato sempre più determinante in un contesto di rallentamento dei consumi interni. Le esportazioni hanno raggiunto quota 260mila tonnellate, generando un valore superiore ai 3,3 miliardi di euro. La crescita sfiora il 10% in valore e il 2,2% in volume, confermando il forte apprezzamento internazionale per le produzioni casearie certificate italiane.

Formaggi Dop da record nel mondo, ma i dazi Usa ora frenano la corsa

Un momento dell'Assemblea Annuale di Afidop

I formaggi Dop e Igp rappresentano oggi il 40% dei volumi esportati dall’intero comparto caseario italiano e addirittura il 55% del valore complessivo dell’export lattiero-caseario nazionale. Numeri che evidenziano il peso economico delle denominazioni d’origine nel panorama agroalimentare italiano. Tra gli obiettivi strategici di Afidop emerge la volontà di rafforzare il lavoro di aggregazione tra Consorzi, sostenendo anche le realtà più piccole e aumentando la capacità competitiva del comparto sui mercati globali.

Dazi Usa e Italian Sounding: le preoccupazioni del settore caseario

Accanto ai risultati positivi, cresce però la preoccupazione per l’evoluzione del mercato statunitense, primo sbocco extraeuropeo per i formaggi certificati italiani. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno importato circa 40.900 tonnellate di formaggi italiani Dop e Igp, per un valore pari a 485 milioni di euro. Il 95% delle esportazioni verso il mercato americano riguarda principalmente Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Pecorino Romano. A pesare sul comparto sono però le politiche tariffarie introdotte dall’amministrazione Trump e le difficoltà legate all’applicazione dei cosiddetti “doppi dazi” nei porti di New York e New Jersey. Una situazione che ha portato a un incremento dei costi reali vicino al 30% del valore del prodotto. Se nel corso del 2025 l’aumento delle scorte da parte degli importatori aveva in parte attenuato gli effetti delle tariffe, i dati del primo trimestre 2026 iniziano già a mostrare segnali di rallentamento.

Formaggi Dop da record nel mondo, ma i dazi Usa ora frenano la corsa

Antonio Auricchio, presidente Afidop

Secondo Afidop, il rischio non riguarda esclusivamente la riduzione delle esportazioni, ma soprattutto la crescita dell’Italian Sounding, fenomeno che favorisce la diffusione di imitazioni locali come parmesan o romano cheese, penalizzando il valore delle autentiche produzioni italiane certificate. «I formaggi Dop e Igp italiani -  ha dichiarato il presidente di Afidop, Antonio Auricchio - hanno dimostrato una straordinaria capacità di crescita anche in uno scenario internazionale complesso e instabile. Oggi più che mai è fondamentale fare sistema per difendere le nostre denominazioni, contrastare l’Italian Sounding e rafforzare la presenza delle eccellenze casearie nei mercati strategici. La risposta di lungo periodo resta quella di puntare sulla qualità, muoverci compatti e diversificare le destinazioni».

Mercosur, tutela delle denominazioni e nuove regole europee

Nel corso dell’Assemblea è stato affrontato anche il tema degli accordi commerciali internazionali. Afidop ha espresso una valutazione positiva sull’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, entrato in vigore il 1° maggio scorso. Secondo l’Associazione, l’intesa rappresenta uno strumento utile per contrastare i tentativi di liberalizzazione di denominazioni storiche italiane promossi da organizzazioni statunitensi come il Consortium for Common Food Names (CCFN), impegnato da anni a sostenere l’utilizzo generico di nomi quali Fontina, Gorgonzola o Grana nei mercati sudamericani.

Formaggi Dop da record nel mondo, ma i dazi Usa ora frenano la corsa

Afidop vede nell'accordo Ue-Mercosur uno strumento utile per contrastare i tentetivi di liberalizzazione di denominazioni storiche italiane

«A livello nazionale ed europeo - ha continuato Auricchio - Afidop è rimasta in prima linea sui tavoli normativi relativi al nuovo Regolamento UE 2024/1143. L’Associazione ha proseguito il confronto e la collaborazione con il Masaf e con le istituzioni europee per garantire un sistema di tutela efficace e adeguato alle esigenze del comparto lattiero-caseario». Durante l’Assemblea si è discusso inoltre dell’obbligo di indicazione dell’operatore in etichetta, tema considerato centrale per rafforzare trasparenza e tutela del consumatore.

Ristorazione e promozione internazionale spingono i formaggi certificati

Afidop ha presentato anche i risultati della ricerca 2025 realizzata da GriffeShield sulla presenza dei formaggi Dop e Igp nella ristorazione italiana. L’indagine evidenzia una crescita del 20% della presenza delle denominazioni certificate nei menu digitali dei ristoranti italiani. Resta tuttavia elevata l’attenzione sull’utilizzo improprio di abbreviazioni o diciture incomplete che rischiano di indebolire il valore distintivo delle denominazioni d’origine. Sul fronte della promozione internazionale, dopo il successo dell’evento Fuori Salone organizzato durante Anuga a Colonia, Afidop guarda ora al SIAL di Parigi 2026 (17-21 ottobre), uno degli appuntamenti più importanti per il settore agroalimentare mondiale.

In occasione della manifestazione francese, l’Associazione realizzerà uno stand di 164 metri quadrati dedicato a sette grandi Consorzi di tutela italiani. Parallelamente è previsto anche un evento a Montmartre finalizzato a rafforzare il legame tra consumatori internazionali e autentici formaggi italiani certificati. La Francia si conferma infatti il principale mercato europeo di destinazione per i formaggi Dop e Igp italiani, rappresentando un’area strategica per lo sviluppo futuro dell’export caseario nazionale.

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