Un progetto ambizioso, ma necessario, perché, come sottolineato da Giovanni Battista Valsecchi, presidente di Ancit (Associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare), «senza sostenibilità non c’è futuro». Il 4 giugno, a Palazzo Giureconsulti, nel cuore di Milano, è stato presentato il primo Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica europea.
Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica europea: ecco cos’è
Ma di cosa si tratta? Il Manifesto è la dichiarazione pubblica degli obiettivi che l’industria ittica europea intende perseguire in materia di sostenibilità, attraverso un’alleanza strategica volta a promuovere e integrare pratiche sostenibili lungo ogni fase della filiera, garantendo la tutela e la salvaguardia a lungo termine del patrimonio marino e acquatico. A realizzarlo è stata Seafood Europe, associazione europea delle industrie di trasformazione e del commercio di prodotti ittici, un vero e proprio punto di riferimento a livello continentale. Rappresenta, infatti, 15 associazioni nazionali per circa 4.000 aziende, 130mila dipendenti diretti e un fatturato complessivo di 35 miliardi di euro.
Un momento della presentazione del Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica europea a Milano
«Sono emozionato ed orgoglioso - ha sottolineato Luciano Pirovano, chairman Gruppo di lavoro sulla sostenibilità Seafood Europe. Questo manifesto è frutto di due anni di lavoro, ma sintetizza anche diciotto anni di impegno personale nell’ambito della sostenibilità. Oggi il Manifesto viene lanciato in Italia ma il suo percorso inizia ora, con l’obiettivo che possa accompagnare e guidare l’intero settore in un percorso di evoluzione e consapevolezza, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità lungo tutta la filiera».
I sei pilastri del Manifesto
Il Manifesto è costruito intorno a sei pilastri:
1) Dieta sana e sostenibile
I prodotti ittici svolgono un ruolo fondamentale nell’alimentazione globale ed è necessario rendere tali benefici accessibili a tutti anche dal punto di vista dei costi. Sebbene i prodotti ittici siano già ampiamente apprezzati come preziosa fonte proteica, stanno emergendo solide prove scientifiche che ne dimostrano un’importanza ancor più vasta nell’alimentazione e nella salute umana. Ricchi di acidi grassi essenziali e altri nutrienti vitali, apportano un contributo alimentare molto maggiore di quanto comunemente si creda. In quanto tali, sono una componente fondamentale per la sicurezza alimentare del futuro, poiché forniscono un apporto nutrizionale idoneo ad affrontare l’obesità e, nei paesi in via di sviluppo, a combattere i problemi della fame. Inoltre, una serie di sottoprodotti non adatti al consumo umano diretto possono essere trasformati in materie prime e risorse preziose per l’acquacoltura, l’industria farmaceutica, agricola e dei cosmetici, apportando ulteriori benefici sociali ed ecologici.
2) Pesca responsabile e oceani sani
La pesca responsabile e la salute degli oceani rivestono un’importanza fondamentale. La pesca spazia dalla gestione responsabile delle fasi iniziali della pesca oceanica fino alle fasi finali dello sbarco del pesce e dei frutti di mare oggetto di queste catture. Pone l’accento su una gestione delle risorse basata su dati scientifici, sulle migliori pratiche di pesca e sull’importanza della trasparenza, della tracciabilità e della cooperazione internazionale.
3) Acqualcoltura responsabile
In questo contesto, l’acquacoltura responsabile è necessaria. Si incentra su pratiche di allevamento sostenibili che riducono al minimo l’impatto ambientale massimizzando, al contempo, la produttività e la salute dei pesci. Fa anche riferimento a innovazioni a livello di alimentazione, gestione sanitaria e sistemi di allevamento che promuovono l’equilibrio ecologico.
Il Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica europea si fonda su sei pilastri
4) Produzione e trasformazione
Approvvigionamento etico e metodi di trasformazione rispettosi dell’ambiente non devono mancare. Considerando come prioritarie la riduzione delle emissioni di CO2 e la decarbonizzazione, obiettivo del Manifesto è quello di ridurre i rifiuti, migliorare l’efficienza energetica e garantire che tutti i sottoprodotti siano utilizzati in modo efficace, in linea con i principi dell’economia circolare.
5) Tutela dei diritti umani e sviluppo delle comunità
La tutela dei diritti umani e della promozione dello sviluppo delle comunità devono rappresentare un impegno concreto, migliorando la vita di chi opera nelle nostre filiere, sostenendo pratiche di lavoro eque e supportando lo sviluppo socioeconomico delle comunità costiere.
6) Comunicazione responsabile
La comunicazione responsabile è un elemento chiave della strategia generale. Una comunicazione trasparente e accurata delle pratiche e dei prodotti crea fiducia nei consumatori e negli stakeholder, promuovendo la creazione di una comunità informata e solidale. «In passato la sostenibilità è spesso stata vista come un costo, ma è in realtà un investimento - ha aggiunto Valsecchi. Questo Manifesto non è un documento impositivo, ma nato dal basso, dagli addetti ai lavori, che hanno voluto sancire gli impegni e le autoregolamentazioni che si vogliono dare. La nostra è una filiera lunga che coinvolge tante realtà diverse, dall’industria agli armatori, che operano in Paesi molto diversi dai nostri, con geografie, culture, sensibilità ed esigenze differenti. Con questo manifesto, Ancit vuole accompagnare i suoi associati e, di conseguenza, i consumatori in un percorso comune per garantire vita a ogni parte della filiera. Se viene a mancare un anello neanche gli altri sopravviverebbero».
Conserve ittiche, i numeri del 2025 in Italia
Il comparto conserviero ittico, che comprende tonno in scatola, sgombri, acciughe e sardine, ha registrato nel 2025 un valore di 2 miliardi e 43 milioni di euro (+2,15% sul 2024), con un peso preponderante del canale di vendita della Distribuzione organizzata. A guidare il mercato è stato il tonno in scatola, il cui valore ha raggiunto nel 2025 i 1.683 milioni di euro (+2%), mentre la produzione nazionale si è attestata a 72.494 tonnellate (+0,7% sull’anno precedente). Il volume complessivo di prodotto disponibile per il mercato italiano ha toccato le 140mila tonnellate (+0,4%), equivalenti a circa 2,37 kg di consumo pro capite, in leggero aumento rispetto al 2024, per un settore che conta circa 1.500 addetti.
Nel 2025, il comparto conserviero ittico ha registrato nel 2025 un valore di 2 miliardi e 43 milioni di euro
Nello stesso arco di tempo, le esportazioni di tonno in scatola hanno raggiunto quota 37.031 tonnellate (+11,30%). Dopo due anni difficili, il comparto del tonno in scatola ha registrato un rimbalzo positivo, avviando un trend in controtendenza. Nonostante l’instabilità geopolitica, l’inflazione e i rincari, il tonno in scatola non è stato più considerato una semplice commodity, ma un alimento da valorizzare e apprezzare per il suo buon rapporto qualità-prezzo. Il mercato delle altre conserve ittiche (acciughe, sgombri, salmone e sardine), infine, si è attestato nel 2025 intorno ai 360 milioni di euro.