Sabato 21 febbraio ha preso il via a Torino la terza edizione del Salone del Vermouth al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, un appuntamento che celebra i 240 anni dalla nascita di una delle icone piemontesi più note. L’evento si propone come vetrina di degustazioni, masterclass e cocktail, con la partecipazione di oltre 30 produttori italiani, ma non il Consorzio del Vermouth di Torino. Gli stand offriranno assaggi guidati e abbinamenti innovativi, puntando a valorizzare l’eccellenza italiana nella categoria.

Il Consorzio del Vermouth di Torino non partecipa al Salone del Vermouth
Il Consorzio del Vermouth di Torino non partecipa
A gettare un’ombra sull’edizione è la decisione del Consorzio del Vermouth di Torino, guidato da Bruno Malavasi, di non aderire all’evento. A Gambero Rosso, Malavasi ha dichiarato: «Il salone è giocato sull’ambiguità», criticando l’evento per il rischio di confusione tra il Vermouth di Torino Igp, tutelato dal consorzio con rigidi disciplinari, e versioni generiche o creative che non rispettano gli standard del prodotto originale.
Il presidente ha aggiunto: «Non rappresenta gli interessi collettivi dei produttori associati», sottolineando come l’evento non garantisca una vetrina equa per il Vermouth Igp, nato nel XIX secolo a Torino con vini base piemontesi e erbe aromatiche locali. La posizione del Consorzio evidenzia le tensioni tra promozione commerciale e tutela della denominazione protetta, che oggi conta associate come Cocchi, Carpano e Martini.

Accanto al Salone del Vermouth, Torino ospita una settimana di iniziative diffuse
Tra marchi storici e realtà artigianali che invece saranno presenti spiccano Strucchi, Fratelli Branca Distillerie con Carpano e Antica Formula, Martini & Rossi, Baldoria, Cinzano, Gran Torino e Ballor, affiancati da Carlo Alberto, Canone Vermouth, Bordiga-Mulassano, Mu Vermouth, Bonaventura, Cocchi, Cocchi, Mazzetti d’Altavilla, Chazalettes, Bosca e Trinchieri.
Fuorisalone e opportunità B2B
Il salone ha già visto un prologo con il Fuorisalone attivo dal 16 febbraio e che prevede iniziative fino a domenica 22 febbraio, che coinvolge caffè storici e partnership con Eataly e Lavazza, mentre il 23 febbraio è dedicato agli operatori con una giornata B2B. Le masterclass sul vermouth classico, dry e rosé completano il programma, confermando l’obiettivo di fare di Torino un punto di riferimento mondiale per questa bevanda.
Un anniversario che guarda al futuro
I 240 anni del Vermouth non sono solo un’occasione per celebrare la storia, ma anche per riflettere sul presente e sulle prospettive di una denominazione in continua evoluzione. Torino si conferma capitale culturale del Vermouth, custode di una tradizione che dialoga con i mercati internazionali e con le nuove generazioni. Nonostante le polemiche, il salone 2026 promette di attrarre bartender, buyer e appassionati, evidenziando il revival di un prodotto chiave nei cocktail classici come Martini e Negroni, e confermando la centralità del Vermouth italiano nel panorama globale della mixology.