Il Parmigiano Reggiano è uno dei pochi prodotti al mondo che può contare su una filiera completamente integrata, su un disciplinare rigoroso e su una produzione rimasta sostanzialmente invariata nei secoli: latte crudo, sale e caglio, senza additivi, e una lavorazione artigianale che avviene quotidianamente all’interno dei caseifici del comprensorio. Queste realtà produttive sono visitabili durante tutto l’anno, ma nel weekend del 23 e 24 maggio l’iniziativa “Caseifici Aperti” assume un valore strategico anche per gli operatori della ristorazione e dell’ospitalità: oltre 50 caseifici tra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova aprono contemporaneamente le porte, offrendo un accesso diretto e strutturato alla filiera produttiva.
Una delle esperienze più interessanti di Caseifici aperti è la visita ai magazzini di stagionatura
Il cuore dell’esperienza resta la visita ai reparti di lavorazione e ai magazzini di stagionatura, dove le forme vengono affinate per un minimo di 12 mesi fino a oltre 100 mesi, sviluppando profili organolettici distinti: dalle note lattiche e delicate delle stagionature più giovani, fino ai sentori evoluti, complessi e alla struttura granulare delle lunghe maturazioni, sempre più centrali anche nell’alta cucina.
Opportunità per il mondo della ristorazione
Per il mondo della ristorazione, Caseifici Aperti rappresenta un’occasione concreta per approfondire la conoscenza del prodotto, dalla materia prima al risultato finale, e per comprendere meglio le differenze tra stagionature e territori. Un tema sempre più rilevante in un contesto in cui il Parmigiano Reggiano viene utilizzato non solo come ingrediente, ma come elemento identitario del piatto e leva di valorizzazione in carta. Accanto alle visite tecniche, molti caseifici organizzano degustazioni guidate strutturate, spesso comparative, che permettono di analizzare il prodotto in funzione della stagionatura, dell’area di produzione e delle caratteristiche sensoriali.
Per ristoratori e operatori del mondo Horeca visitare i caseifici permette di apprendere tecniche di produzione e anche di corretto utilizzo del Parmigiano Reggiano
Non mancano momenti di confronto diretto con i casari, utili per approfondire aspetti legati alla lavorazione, alla resa del latte e alle variabili che incidono sulla qualità finale. L’offerta si completa con proposte gastronomiche in loco: menu tematici, show cooking e interpretazioni del Parmigiano Reggiano in cucina, con un’attenzione crescente alla versatilità del prodotto, che spazia dall’utilizzo in purezza fino alle applicazioni più contemporanee.
Filiera diretta e acquisto in azienda
Dal punto di vista commerciale, l’iniziativa rafforza anche il rapporto diretto tra produttore e utilizzatore finale, con la possibilità di acquistare in caseificio e di entrare in contatto diretto con le aziende, elemento sempre più rilevante per chi lavora nella ristorazione e ricerca forniture di qualità e tracciabili. La partecipazione è organizzata tramite il sito parmigianoreggiano.com, dove è possibile selezionare i caseifici, prenotare le visite e costruire un percorso personalizzato in base alle esigenze professionali o di approfondimento.
Anche dal punto di vista commerciale, Caseifici Aperti permette un proficuo incontro tra produzione e distribuzione del Parmigiano Reggiano
Caseifici Aperti si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione turistica promosso dal Consorzio, che punta a posizionare il Parmigiano Reggiano non solo come prodotto, ma come destinazione. Un modello che integra produzione, ospitalità ed esperienza, e che rappresenta un’opportunità concreta anche per il sistema horeca, sempre più coinvolto nella narrazione e valorizzazione delle eccellenze territoriali. Per operatori e professionisti del settore, la due giorni rappresenta quindi non solo un evento divulgativo, ma un’occasione di aggiornamento e di connessione diretta con una delle filiere più strutturate e riconosciute del Made in Italy.
Parmigiano Reggiano, il turismo entra nel piano marketing e diventa leva strategica di valore
Nel percorso di evoluzione del Parmigiano Reggiano come “Love Brand” globale, il Consorzio affianca alle leve tradizionali una nuova direttrice strategica: il turismo enogastronomico, inserito a pieno titolo nel piano marketing 2026. Non si tratta di una novità in senso stretto - i caseifici sono da sempre aperti al pubblico - ma di un cambio di scala e di approccio: trasformare una pratica spontanea in un sistema strutturato, capace di generare valore per la marca e per il territorio. Il progetto si inserisce in un piano marketing complessivo da circa 42 milioni di euro che integra comunicazione, trade, eventi ed esperienzialità, con una quota dedicata anche allo sviluppo turistico. In questo quadro, il turismo rappresenta una leva complementare alle attività di branding e di educazione al consumo, contribuendo a rafforzare il posizionamento premium della Dop sui mercati internazionali.
La visita ai caseifici diventa anche esperienza attraverso assaggi e degustazioni
Al centro del progetto ci sono i caseifici, che diventano veri e propri hub esperienziali: luoghi in cui il consumatore può assistere alla produzione, visitare le aziende agricole, partecipare a degustazioni e vivere esperienze gastronomiche e di acquisto diretto. Un modello che consente di trasformare il prodotto in esperienza e relazione, rafforzando la conoscenza e la distintività della Dop.
Patrimonio culturale e prospettive di crescita
La strategia si fonda su un asset unico: il Parmigiano Reggiano è un territorio, un sistema produttivo radicato in cinque province - Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a destra del Po - che rappresenta un patrimonio culturale e identitario difficilmente replicabile.
Ad oggi, sono una minima parte dei 4 milioni di visitatori all'anno delle zone del Parmigiano Reggiano vengono intercettate dai caseifici
Un elemento sempre più rilevante in un contesto in cui il consumatore globale ricerca autenticità, origine e contenuto culturale. Il potenziale è significativo. Il territorio del Parmigiano Reggiano registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, ma oggi solo una quota limitata è direttamente intercettata dal sistema dei caseifici.

Obiettivi di crescita e piano quadriennale del turismo
L’obiettivo del piano è passare dai circa 85.000 visitatori a 300.000 entro il 2029, attraverso un percorso di strutturazione dell’offerta e di maggiore visibilità. Il piano quadriennale prevede una prima fase (2026-2027) focalizzata sul presidio del territorio e sul miglioramento dell’accoglienza - con investimenti in formazione, segnaletica, collaborazione con agenzie di incoming, hotel e ristorazione - e una seconda fase (2028-2029) orientata allo sviluppo della domanda, attraverso campagne mirate, eventi e comunicazione nei mercati chiave.
Obiettivo del Consorzio è passare dai circa 85.000 visitatori a 300.000 entro il 2029
Tutte le iniziative sono sostenute da investimenti diretti del Consorzio, senza ricorso a fondi pubblici, e si inseriscono in una visione più ampia di marketing esperienziale. In un contesto in cui la crescita della domanda passa sempre più dalla capacità di costruire relazione e valore percepito, il turismo diventa uno strumento strategico per rafforzare il legame tra prodotto e territorio, generando benefici economici diffusi lungo la filiera.
In questa prospettiva, il Parmigiano Reggiano consolida il proprio ruolo non solo come eccellenza gastronomica del Made in Italy, ma come destinazione culturale e identitaria, capace di trasformare un prodotto in esperienza e di costruire nel tempo una relazione più profonda e duratura con il consumatore globale.
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