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edizione 2026

La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

di Redazione Italia a Tavola
07 aprile 2026 | 13:33

La guerra in Iran, con tutte le sue conseguenze - dalla paura di viaggiare al rincaro dei voli - non sta minimamente toccando Tuttofood 2026. Infatti, ad oggi, sono confermati i 4mila buyer da tutto il mondo, di cui circa il 15% proveniente da Paesi coinvolti nei conflitti o comunque esposti alle ricadute sul traffico aereo. Un dato che dà la misura di una partecipazione che, al momento, non accenna a ridursi. Nel complesso, dall’11 al 14 maggio a Rho Fiera Milano, ricordiamo, sono attese oltre 100mila presenze professionali, di cui circa il 30% dall’estero.

La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

Tuttofood 2026 conferma 4mila buyer da tutto il mondo, il 15% da aree coinvolte nei conflitti

Presenze internazionali e nuovi equilibri di mercato

Numeri e conferme che arrivano dopo l’ultima tappa del roadshow al Parlamento europeo di Bruxelles. Guardando alla provenienza degli operatori, si notano delegazioni consistenti da Giappone, uno dei partner strategici di medio-lungo periodo più rilevanti per l’interscambio agroalimentare con l’Italia, e Corea del Sud, il cui mercato agroalimentare, in crescita, mostra una particolare dinamicità nel segmento dei prodotti trasformati in specifici segmenti premium, come i formaggi e i latticini.

Le criticità logistiche e la risposta organizzativa

Resta però il tema degli spostamenti, sempre più condizionati da quello che accade fuori dai confini della fiera. Le tensioni internazionali e le difficoltà sul traffico aereo, accentuate nelle ultime settimane, incidono soprattutto sui collegamenti che passano dall’area del Golfo, snodo fondamentale per molti operatori in arrivo da Asia e Medio-Oriente. Per questo Fiere di Parma ha attivato una task force interna che lavora insieme a Ice-Agenzia, che ha rafforzato il supporto per facilitare gli spostamenti proprio dalle aree più esposte.

La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

Per Tuttofood 2026 è stata attivata una task force per facilitare gli spostamenti dalle aree più esposte

Nonostante questo, ribadiscono gli organizzatori, le conferme dall’area Mena (Medio-Oriente e Nordafrica) restano solide. È un segnale che si legge anche nel posizionamento della fiera: secondo i dati raccolti dagli organizzatori, oltre il 70% degli operatori provenienti da questi Paesi indica Tuttofood tra le manifestazioni di riferimento a livello internazionale per opportunità di business e aggiornamento.

Oltre il business: il Food Manifesto

Accanto alla dimensione commerciale, l’edizione 2026 porterà in fiera anche il Food Manifesto, che verrà proposto alla firma degli stakeholder presenti. Il documento, presentato in anteprima al Masaf (ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), nasce con l’obiettivo - come ha spiegato l’amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie - «di guidare le filiere globali del food verso un sistema più sostenibile, più inclusivo, più sicuro e trasparente con una prospettiva focalizzata su un accesso universale e consapevole al cibo inteso come valore e non semplice merce, come bene primario per il benessere individuale e sociale, come strumento culturale di base per un dialogo universale».

La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

L’amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie

È la stessa visione che guida l’evento, come sintetizzato dallo stesso Cellie: «Secondo la nostra visione internazionale, il futuro del cibo coincide con il futuro dell’umanità. Non solo come nutrimento, ma come linguaggio che deve favorire dialogo, commistione, inclusione e salute, nel rispetto di tradizioni, popoli e ambiente». Parole che trovano un riscontro diretto nei numeri della fiera, che nonostante tensioni e difficoltà legate agli spostamenti continua a confermare presenze e partecipazione internazionale.

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