Si è aperta ufficialmente a Fiera Milano Rho “TuttoFood 2026”, una delle principali fiere B2B internazionali dedicate al comparto agroalimentare e beverage, in programma fino al prossimo 14 maggio. Nella Tuttofood Hall in Corso Italia, il taglio inaugurale con il saluto del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso e alla presenza del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha dato ufficialmente il via alla nuova edizione della manifestazione, che registra numeri in crescita: 5mila brand presenti (+20%), di cui circa il 30% esteri, 4mila top buyer internazionali (+33%) e una superficie netta espositiva di 85mila metri quadrati (+15%).

Inaugurata TuttoFood 2026 a Milano alla presenza del ministro Lollobrigida (a destra)
Il ruolo strategico di TuttoFood per l’agroalimentare italiano
L’inaugurazione ha sancito il riconoscimento istituzionale di una manifestazione che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nel comparto agroalimentare internazionale, competendo con le principali fiere di settore mondiali. «TuttoFood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità» ha dichiarato il ministro Lollobrigida.
«Attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali, Tuttofood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, Tuttofood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana» ha concluso.
L’asse Parma-Milano e la sinergia con Cibus
Il riferimento alle sinergie tra fiere italiane richiama direttamente l’alleanza tra Fiere di Parma e Fiera Milano, rappresentate dai rispettivi presidenti Franco Mosconi e Carlo Bonomi. Una collaborazione che unisce la competenza maturata da Parma con Cibus, storico salone dell’agroalimentare made in Italy, con l’attrattività internazionale, la capacità relazionale e la forza logistica di Milano, sempre più snodo strategico per business, innovazione e cultura. «Per Fiere di Parma è un onore e, al tempo stesso, una responsabilità lavorare - come si sta facendo da alcuni anni - alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage» ha detto Mosconi.

TuttoFood rafforza il ruolo dell’Italia nel mercato agroalimentare internazionale
«Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione - ha aggiunto Bonomi. In questo scenario, Tuttofood 2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali».
Export, buyer internazionali e nuove sfide per il made in Italy
Tra i protagonisti dell’inaugurazione anche Ice Agenzia (che si occupa della promozione all’estero e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane), presente con il Buyer’s Program dedicato agli operatori internazionali del retail e della ristorazione. Il presidente Matteo Zoppas ha sottolineato i risultati dell’export agroalimentare italiano e le sfide legate allo scenario internazionale. «Il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’agroalimentare italiano con un export in crescita del 5% sull’anno precedente e un valore record di 72,5 miliardi nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze. Il riconoscimento della Cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco - frutto anche dell’impegno del Governo e in particolare del ministro Lollobrigida - rafforza il posizionamento e il valore percepito del nostro agroalimentare funzionando da soft power per l’intero made in Italy».

Zoppas ha poi continuato: «Ci sono certamente criticità da affrontare: la crisi in Medio Oriente incide direttamente su costi energetici e delle materie prime e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili con un -21,9% di export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. Il governo, soprattutto attraverso la diplomazia della crescita promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che coordina l’azione del Sistema Italia, sta lavorando per aprire nuovi canali commerciali verso aree emergenti per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati. Il ruolo di Ice è strategico: nel 2025 abbiamo supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo comparto agroalimentare e coinvolto più di 2mila operatori esteri in missioni in Italia».
«A Tuttofood abbiamo portato oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi tra cui Arabia Saudita, Sud America, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore. Nel 2026 abbiamo in programma 258 iniziative dedicate al food & wine tra cui azioni di e commerce, accordi con la grande distribuzione internazionale, partecipazione a fiere in Italia e all’estero. In un mondo che cambia rapidamente, Ice continua a essere un punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuendo a consolidare la crescita di un settore che rappresenta il 15% del Pil nazionale» ha concluso Zoppas. Al taglio del nastro hanno partecipato anche 60 rappresentanti di Regioni italiane e Tpo presenti in fiera. Al termine della cerimonia, il ministro Lollobrigida e le altre autorità hanno visitato i dieci padiglioni espositivi della manifestazione.