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Alessandro Scorsone, Premio IaT 2011 «La passione rende un vino speciale»

A vincere nel 2011 nella sezione Maitre e sommelier è stato Scorsone, che oggi a Palazzo Chigi ha la responsabilità di scegliere il meglio per le cene di Stato. «Il premio mi è rimasto nel cuore, lo seguo tutti gli anni». La filosofia del sommelier è votare per "persone normali", perché «i fenomeni prima o poi finiscono»

di Andrea Radic
09 gennaio 2017 | 12:32

I vincitori del "Premio Italia a Tavola" 2011 furono Rosanna Marziale nella categoria "Cuochi", Davide Paolini tra gli "Opinion leader" e Alessandro Scorsone nella sezione "Maître e sommelier" che debuttava tra le categorie del Premio. Alessandro Scorsone, già cerimoniere di Palazzo Chigi, entrò nel cuore del grande pubblico anche grazie alla sua presenza nella trasmissione "La Prova del Cuoco" su Rai Uno condotta da Antonella Clerici (candidata al Premio Personaggio dell'Anno 2016  - CLICCA QUI PER VOTARE), dove forniva consigli sul vino e sul buon gusto in tavola.

Alessandro Scorsone - Premio IaT 2011 Alessandro Scorsone il cuore rende un vino speciale

Alessandro Scorsone

Ma anche nel 2011 come successe nei due anni precedenti della storia del Premio, fu la rete protagonista della promozione dei diversi candidati, insieme all'attenzione che numerosi media dedicarono alla competizione. Novità di quell'anno la radio che diede molta visibilità, non per nulla tra i candidati più votati vi furono Davide Paolini e il duo di conduttori Fede e Tinto, rispettivamente in onda su Radio 24 e Rai Radio 2.

Grande sostegno e numerosi voti arrivarono anche dalle associazioni a supporto di candidati loro membri come Marco Medaglia (Cim, gruppo virtuale degli "Chef italiani nel mondo"), Giorgio Menna (Enogà), Sandro Romano (Aigs - Accademia italiana gastronomia storica e Compagnia della Lunga Tavola), Carlo Petrini (Slow Food), Claudia Bondi e Gabriele Del Carlo (entrambi sommelier Ais - Associazione italiana sommelier). Il 2011 registrò un boom di voti oltre ogni più rosea aspettativa: 92.420 furono le persone che sul portale espressero le proprie preferenze.

Va sottolineato che l'introduzione della categoria “Maître e sommelier” contribuì ad ampliare il coinvolgimento dei votanti, richiamando l'attenzione di una parte importante del settore, e completando l'operazione di valorizzazione degli operatori. Vincitore Scorsone appunto, seguito al secondo posto da Romeo Caraccio del ristorante “Agata e Romeo” di Roma e al terzo da Alberto Piras, allora sommelier del ristorante “Il Vino di Parigi”, oggi al fianco di Alessandro Negrini e Fabio Pisani allo stellato “Il Luogo di Aimo e Nadia” dopo aver vinto il Miglior Sommelier Aspi 2011, il Miglior Sommelier Guide L'Espresso e Miglior Sommelier per Identità Golose 2015.
 
Alessandro Scorsone è Sommelier a Palazzo Chigi dove ha la responsabilità di scegliere per cene e appuntamenti istituzionali con quali vini e quali abbinamenti rappresentare il meglio dell'enologia italiana di fronte a capi di governo di tutto il mondo. È lui che sceglie quali vini suggerire ad Angela Merkel o quale abbinamento proporre a Vladimir Putin. E le cassette di vino omaggio a Barack Obama le ha composte Scorsone. Stile british, un signore del vino, eleganza e savoir-faire, queste le definizioni che Scorsone colleziona nel settore, uno stile personale e d'impatto unito ad una profonda conoscenza e professionalità.

Alessandro cosa ricordi di quel 2011?
Un momento emozionante per tanti motivi, fu una lotta all'ultimo voto che creò grandi entusiasmi, un rush finale inaspettato. Con Caraccio, per me un maestro, che arrivò appena dopo di me, lo prendemmo come gioco, ma un gioco serio.

Il 2011 vide per la prima volta l'introduzione della categoria Sommelier…
Il bello è che in questo settore nessuno è "uno contro l'altro" siamo tutti amici. Facciamo parte del mondo del vino, un mondo emozionante e siamo tutti molto motivati e consapevoli che il nostro compito è proporre gusto e bellezza. L'abbinamento cibo vino, dico sempre, non lo fa il menu, bensì le persone, possiamo essere nel miglior ristorante ma se non siamo con la persona giusta...

Oggi trovi il Premio Italia a Tavola ancora attuale?
Senza alcun dubbio, il premio mi è rimasto nel cuore e lo seguo tutti gli anni, si tratta di un traguardo che viene conquistato con tante piccole azioni, di ciascuna persona che vota unendo la propria preferenza a quelli di migliaia di altri. Una vera espressione della democrazia della Rete. Io voterò sempre per "persone normali", i fenomeni, o coloro che si sentono tali, prima o poi finiscono. Italia a Tavola mette in campo tanti nomi, poi però sceglie il pubblico. E sapete cosa sceglie? Quella pennellata caravaggiesca che si chiama anima ed è magari un sorriso, solo un sorriso, incentrato sulla propria esperienza, un gesto che però resta nel cuore.

Alessandro, dal 2011 al 2017 cosa è cambiato nel settore?
C'è stata evoluzione. Mentre tutti qualche anno fa rincorrevano il concetto "comunicazione e marketing" parole perfette per il mondo globalizzato, oggi i produttori di vino sono più consapevoli degli strumenti più efficaci, come una bottiglia stappata al momento giusto, una visita in cantina durante la quale trasmettere passione e calore, un sorriso in più, una stretta di mano a chi bussa per conoscere il mondo del vino. Devi metterci un pezzetto di cuore oppure il vino, magari buono per merito delle tecnologie attuali, sarà senza sapore. Offrire una bottiglia è un gesto di condivisione che va offerto a chi desidera un'esperienza, non a certi giornalisti che poi se le rivendono.

Oggi c'è più consapevolezza tra i wine lovers?
Sono proprio gli appassionati che danno la spinta alla promozione. I produttori mettono l'anima, si sporcano le mani con la terra, ma sono gli appassionati veri a poter trasmettere ciò che ricevono. L'ospitalità sincera e aperta che può fare dieci volte il lavoro di un ufficio stampa.

Alessandro Scorsone mi parla dal Friuli dove qualche sera fa era da Antonia Klugman. È stata ospitale?
Di più, ciò che mi ha colpito è stato il fatto di presentarsi a fine cena ai suoi sedici ospiti, tanti eravamo al ristorante, dicendo: «Grazie di essere venuti qui». Si fanno tanti chilometri per arrivare da lei e sentitisi ringraziare è stato davvero toccante.

A proposito di cena al ristorante. Quale è il compito di un Sommelier?
Il mondo del vino è fatto di gente vera, tra i produttori e tra i sommelier, persone come Marco Reitano, Marco Amato capaci di rendere una serata unica. Il nostro compito è quello di dare ad una cena un carattere unico. Aprire ai commensali una porta sul vino, un modo carezzevole per far conoscere porzioni di territorio. Per sognare non servono milioni di euro ma aver la giusta mentalità e informarsi, come si può fare su Italia a Tavola. Alberto Lupini è il numero uno nel combattere Tripadvisor, regalando la democrazia del voto e del sondaggio dove è la simpatia a darti una fetta di pubblico e la professionalità a premiare. Metto i gemelli, omaggio di Italia a Tavola che metto tutte le volte che posso, una storia unica e indimenticabile ogni volta che incontro le persone che regalano carezze fondamentali, una grande benzina per andare avanti.

Oggi tu sei sommelier di Palazzo Chigi, una responsabilità istituzionale, il compito di fare sintesi della grande enologia italiana e offrire esperienze uniche a ospiti unici.
Il bello del mio incarico è proprio nel compito di valorizzare ogni singola occasione dove gli ospiti sono spesso stranieri ma anche tutti italiani. A volte non si aspettano di trovare ottimi vini e piatti di alto livello.

Tu lavori con il Presidente del Consiglio, parlate di vini? Quali indicazioni danno?
Alcuni presidenti hanno accettato di scegliere casse di vino come dono istituzionale. Siamo il paese del vino e del cibo e dobbiamo valorizzarli. Barack Obama lo ha espressamente chiesto e la scelta di Matteo Renzi è stata di farmi selezionare vini toscani. Con Gianni Letta si spaziava di più dal Friuli con lo Schioppettino, alle Marche e alla stessa Toscana. Anche i prodotti gastronomici di alta qualità sono doni molto graditi come il Grana Padano, di cui è ghiotta Angela Merkel e il Parmigiano Reggiano.

Impossibile non chiederti un paio di aneddoti presidenziali...
Chi mi ha stupito in assoluto fu Chirac che non beve vini al di fuori della Francia, autoctoni fino all'estremo. Putin, invece è un grande appassionato di vini pregiati e di buon cibo, per molti stranieri la nostra è una grande cultura enogastronomica, all'estero siamo molto apprezzati, molto spesso non sappiamo neppure quanto. I nostri vini sono davvero amati in moltissimi Paesi, dalla Svezia alla Germania, da tutto il nord Europa agli Stati Uniti al Giappone. Dal Piemonte al Veneto, alla citata Toscana ogni regione esprime caratteristiche molto apprezzate.

Con cosa inizia una cena di Stato?
Con le bollicine che sono la più bella forma di accoglienza. Dal Prosecco di Valdobbiadene Conegliano, di cui sono ambasciatore, al Trento Doc, dovunque ci si rivolga le bollicine portano grandi fiori.

E per il neo presidente degli Stati Uniti cosa porterai dalla cantina?
Pare che Trump sia astemio. Dunque sarebbe una bella sfida conquistarlo con un calice di bollicine, magari proprio con il Prosecco Docg di Valdobbiadene e Conegliano. Così in America lo faranno sommelier onorario.

I sopracitati Claudia Bondi e Marco Reitano (nella nuova categoria “Maitre, sommelier e manager d'hotel”), Fede e Tinto e Carlo Petrini (nella categoria “Opinion leader) sono candidati al sondaggio Personaggio dell'Anno 2016 - CLICCA QUI PER VOTARE.

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