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Pos, retromarcia del Governo: nessuna soglia, restano le sanzioni

Non ci sarà alcun tetto sotto il quale i commercianti potranno rifiutare pagamenti elettronici. Dopo un lungo tira e molla l'Esecutivo ha deciso di non modificare in manovra la norma sul Pos, bocciata dall'Europa. Per Lino Stoppani, presidente di Fipe: “La vera sanzione è solo quella del cliente che esce senza aver consumato”

19 dicembre 2022 | 09:37
Non ci sarà alcuna soglia sotto la quale i commercianti potranno rifiutarsi di accettare pagamenti elettronici senza incorrere in sanzioni Pos retromarcia del Governo: nessuna soglia restano le sanzioni

Molto rumore per nulla. Non è, in questo caso, il titolo di una commedia di William Shakespeare, ma il riassunto del dibattito sul Pos, conclusosi, appunto, in un nulla di fatto. All'interno della manovra non ci sarà alcuna soglia sotto la quale i commercianti potranno rifiutarsi di accettare pagamenti elettronici senza incorrere in sanzioni. Tutto resta com'è, complice, senza dubbio, la bocciatura arrivata dalla Commissione Europea, che aveva definito la misura come "non in linea con le richieste sulla lotta all'evasione fiscale". 

Lo ha lasciato intendere anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha dichiarato: «Si tratta di trovare soluzioni compatibili con le raccomandazioni e le normative di riferimento anche in sede europea». 

Confermato, invece, l'innalzamento del tetto al contante a 5mila euro

Sul tema è intervenuto anche Lino Stoppani, presidente di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ha dichiarato: «Su questo argomento la posizione di Fipe è questa: la promozione dell’educazione verso la moneta elettronica non si fa con i divieti e non si fa introducendo sanzioni. Certo, ciò che serve sono gli incentivi e a riguardo le aperture verso il ripristino di un credito d’imposta rapportato alle commissioni pagate dai pubblici esercenti sono sicuramente una cosa positiva. E l’altra cosa che auspichiamo èche si provi a fare un ulteriore sforzo sui costi della moneta elettronica, soprattutto sui micro pagamenti. Perché noi sosteniamo che la vera sanzione è quella data dal cliente che esce senza acquistare o senza consumare».

Lino Stoppani Pos retromarcia del Governo: nessuna soglia restano le sanzioni

Lino Stoppani

Pos, nessuna soglia: la norma resta com'è 

La misura inserita nel testo della legge di Bilancio aveva, fin da subito, sollevato un polverone. In molti si erano, infatti, detti contrari. Dalla soglia di 30 euro iniziale, si era saliti a 60 euro nella seconda versione della manovra. Il Governo sembrava poi orientato a un mezzo passo indietro: qualcuno aveva parlato di 40 euro, altri di un ritorno a 30. Si è, invece, arrivati al passo indietro definitivo, con lo stralcio della norma. In mezzo un lungo e rumoroso dibattito, nel quale si era inserita a gamba tesa anche l'Europa, che non ha mai nascosto la sua avversione nei confronti dell'iniziativa, culminata con la bocciatura da parte della Commissione Europea

A far discutere, poi, ci aveva pensato anche la forma. Il Governo voleva, infatti, introdurre una norma che prevedesse un tetto sotto al quale il commerciante si sarebbe potuto rifiutare di accettare pagamenti elettronici senza incorrere in sanzioni. Sparivano quindi le sanzioni, ma restava l'obbligo di essere dotati di Pos e di accettare pagamenti elettronici. Un vero e proprio paradosso, che avrebbe potuto creare non pochi problemi a bar e ristoranti. 

 

Ora cosa accade? Si studiano alternative 

Il passo indietro del Governo non chiude però la questione. L'Esecutivo vuole trovare un'alternative, come confermato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi aveva dichiarato: «Se non ci sono i margini, ci inventeremo un altro modo per non far pagare agli esercenti le commissioni bancarie sui piccoli pagamenti».

Se rimuovere le commissioni dei Pos è impossibile (il presidente del Consiglio ha parlato di azione "incostituzionale"), la strada potrebbe essere quella di prevedere, come compensazione per i commercianti, un credito di imposta per commissioni e affitto del Pos. In questo senso si è mosso il Partito Democratico, che ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio che ripristina il credito d'imposta 100% per azzerare il costo delle commissioni per i piccoli esercenti.

 

 

Sanzioni per chi rifiuta il Pos, come funzionano? 

A partire dal 30 giugno 2022, commercianti e professionisti non possono più rifiutare i pagamenti tramite carte di debito, di credito o prepagate, pena una sanzione pecuniaria pari a 30 euro, aumentati del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Norma sul Pos, nessuna modifica: restano le sanzioni  Pos retromarcia del Governo: nessuna soglia restano le sanzioni

Norma sul Pos, nessuna modifica: restano le sanzioni

L'educazione verso la moneta elettronica non si fa con le sanzioni

Sul tema è intervenuto anche Lino Stoppani, che ha dichiarato: «La promozione dell’educazione verso la moneta elettronica non si fa con i divieti e non si fa introducendo sanzioni. Perché è dimostrato che anche senza sanzioni, l’utilizzo della moneta elettronica è salito da 200 a 327 miliardi dal 2014 al 2022, periodo in cui c'è stato l’obbligo senza sanzioni. È una tendenza naturale che evidentemente è neutrale rispetto alla presenza o meno delle sanzioni. A nostro avviso, più che le sanzioni, servirebbero gli incentivi – a riguardo le aperture verso il ripristino di un credito d’imposta rapportato alle commissioni pagate dai pubblici esercenti sono sicuramente una cosa positiva. E l’altra cosa positiva è provare a fare un ulteriore sforzo sui costi della moneta elettronica, soprattutto sui micro pagamenti. Perché noi sosteniamo che la vera sanzione sia quella data dal cliente che esce senza acquistare o senza consumare. Siamo anche noi assolutamente consapevoli dell’utilità della moneta elettronica e questa è una realtà che galoppa e che ha anche un fortissimo livello di utilità. Basta pensare ai costi dell’assicurazione per garantirsi contro le rapine o i furti, i rischi delle differenze di cassa negli errori nel maneggio del contante che spesso capitano alle casse e i costi relativi al versamento e alla conta del contante».

Il futuro è la moneta elettronica e non vogliamo ostacolarlo

Il presidente di Fipe ha poi proseguito: «Siamo assolutamente consapevoli che il futuro è questo e non vogliamo ostacolarlo. Però dall’altra parte la nostra richiesta è di una riduzione soprattutto sui micro pagamenti, dove tante convenzioni già prevedono una franchigia esente da commissioni. Però molte altre convenzioni, e sottolineo l’aggettivo molte, prevedono delle commissioni flat fisse da 15,50 centesimi che per transazioni di importo molto modeste, come quelle del consumo di un caffè, vanno a mangiare il margine. Questa è la critica che facciamo. Vorrei anche che si superasse l’equazione per cui il contante in questo Paese significhi evasione. Perché i consumi in Italia sono circa mille miliardi e di questi 320 miliardi sono creati con carte di credito, assegni o altri strumenti tracciabili, mentre il resto è costituito dal contante. E non mi pare che nel nostro Paese ci sia un livello di evasione di questa portata. E se c’è non è collegata al mancato utilizzo della moneta elettronica».

La vera sanzione è quella del cliente che esce senza consumare

Lino Stoppani ha poi aggiunto: «È giusto andare verso questo percorso, ma se è interesse dello Stato, visto che è chiaro che ci sia anche un ammodernamento di quelle che sono tecniche di pagamento per quelli che sono gli aspetti legati alla sicurezza, favoriamolo anche creando le condizioni economiche migliori, che sono le due condizioni che ho posto: incentivi e riduzioni dei costi. La vera sanzione è quella del cliente che vuole pagare con la carta di credito, si vede rifiutato il pagamento e l’utente esce senza acquistare e si rivolge a un altro bar o ristorante. Noi consideriamo l’utilizzo della carta di credito anche un servizio aggiuntivo nei confronti del cliente, mai un commerciante serio e capace rifiuterò la moneta elettronica, se il cliente la propone. A mio avviso è un problema anche esagerato nell’importanza che gli stiamo dando».

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