Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
domenica 26 maggio 2024 | aggiornato alle 18:11| 105409 articoli in archivio

Contante, reddito di cittadinanza e flat tax: Bankitalia boccia la manovra

Banca d'Italia ha sollevato parecchi dubbi sul testo della legge di Bilancio. Per l'istituto le scelte del Governo Meloni, soprattuto su contante e Pos, rischiano di agevolare evasione e criminalità. Nel mirino anche la tassa piatta, per la disparità di trattamento tra autonomi e dipendenti, e il reddito di cittadinanza, per il rischio povertà

05 dicembre 2022 | 14:57
Banca d'Italia ha bocciato la manovra del Governo Meloni  Contante reddito di cittadinanza e flat tax: Bankitalia boccia la manovra

La manovra non piace nemmeno a Banca d'Italia. Il testo della legge di Bilancio varato dal Consiglio dei Ministri e ora al vaglio del Parlamento continua a far discutere. Non è infatti particolarmente apprezzato dall'Europa e un sondaggio ha rivelato che, almeno in tema di pagamenti elettronici e tetto al contante, non piace neanche agli italiani (solo il 33% si dice d'accordo). Ora poi, la doccia fredda di Bankitalia, che ha bocciato alcune delle misure inserite in manovra: dai già citati pagamenti, alla flat tax fino alla riforma del reddito di cittadinanza. 

La bocciatura da parte di Bankitalia di alcune delle misure inserite nella legge di bilancio ha poi suscitato la reazione delle opposizioni e di alcune associazioni di consumatori.

Immediata anche la reazione della maggioranza.

La sede della Banca d'Italia. Nel riquadro, Fabrizio Balassone  Contante reddito di cittadinanza e flat tax: Bankitalia boccia la manovra

La sede della Banca d'Italia. Nel riquadro, Fabrizio Balassone

Per Bankitalia sono diverse le criticità nella manovra 

A evidenziare le diverse criticità è stato Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio. Nel mirino soprattutto le misure intraprese per quanto riguarda Pos e limite al contante

«Le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l'introduzione di istituti che riducono l'onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Pnrr e con l'esigenza di continuare a ridurre l'evasione fiscale. I limiti all’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione», ha spiegato. 

Balassone ha portato come esempio diversi studi che dimostrano come soglie più alte di limite all'utilizzo di contanti favoriscano l'economia sommersa e, viceversa, un maggior utilizzo dei pagamenti elettronici riduca l'evasione. Indicazioni che, peraltro, sono in linea con quanto richiesto a gran voce dall'Europa, che infatti non ha mai nascosto i propri dubbi sulla manovra presentata dal Governo Meloni. 

«Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione) - ha aggiunto Balassone -. Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell’importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito». 

 

 

Flat tax, così non va: troppe discrepanze tra autonomi e dipendenti 

Bocciata dalla Banca d'Italia anche la Flat tax. Per Balassone è troppo evidente la discrepanza di trattamento tra autonomi e dipendenti. «La discrepanza di trattamento tributario tra dipendenti e autonomi, e all'interno di questi tra quelli sottoposti a regime forfettario ed esclusi, risulta accresciuta - ha evidenziato - In un periodo di inflazione elevata la coesistenza di un regime a tassa piatta e uno soggetto a progressività come l'Irpef comporta un'ulteriore penalizzazione per chi soggetto a quest'ultimo. La sussistenza di regimi fiscali eccessivamente differenziati tra differenti tipologie di lavoratori pone anche un rilevante tema di equità orizzontale, con il rischio di trattare in modo ingiustificatamente dissimile individui con la stessa capacità contributiva». 

Il reddito di cittadinanza e la povertà 

Negativa, per Bankitalia, anche la riforma del reddito di cittadinanza. «Una forma di reddito minimo a sostegno delle famiglie più bisognose è presente in tutti i paesi dell’area Euro e in molti presenta carattere di universalità - ha fatto notare Balassone - Il sussidio, in questi anni, ha contribuito dapprima a contenere gli effetti negativi dell’epidemia di Covid e poi a sostenerne il potere d’acquisto, particolarmente colpito dal recente shock inflazionistico. Nell’attuazione delle misure bisognerà prestare attenzione ai rischi di aumento dell’indigenza nelle aree dove il reddito di cittadinanza è più diffuso e il mercato del lavoro strutturalmente malfunzionante, aree già ora caratterizzate da tassi di povertà più elevati. La riduzione delle mensilità di sussidio prevista per il 2023, destinata a nuclei individuati in base all’età e alle condizioni di salute, potrebbe riguardare anche nuclei familiari difficilmente in grado di trovare una fonte di reddito alternativa sul mercato del lavoro». 

Forti le reazioni dell'opposizione

La bocciatura da parte di Bankitalia di alcune delle misure inserite nella legge di bilancio ha suscitato la reazione delle opposizioni. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato a Il Corriere della Sera: «Oggi anche la Banca d’Italia, dopo la Corte dei conti e Confindustria, boccia la manovra. Viene cancellato il reddito di cittadinanza e viene introdotta l’evasione di cittadinanza». A Giuseppe Conte si è aggiunto con un post su Twitter anche Antonio Misiani, responsabile economia e finanze nella Segreteria nazionale Pd, che ha dichiarato: «Dopo la Corte dei Conti anche Banca d’Italia boccia le norme della legge di bilancio su Pos e contanti. Giustamente. Favoriscono l’evasione, complicano la vita ai tanti italiani che usano la moneta elettronica e mettono a rischio il Pnrr. Il governo le tolga di mezzo».

In contrasto con il Governo anche l'opinione dell'Unione Nazionale Consumatori

Dopo la bocciatura arriva anche la reazione di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che è intervenuto in particolare sulla questione Pos e ha dichiarato a Il Corriere della Sera: «Il governo sul Pos non si rende nemmeno conto che sta facendo un grave danno ai commercianti. Il pagamento con il Pos è molto più rapido di quello in contanti, non dovendo il commerciante dare il resto, senza contare che oggi esistono i pagamenti contactless, rapidissimi, ma si evitano ammanchi di cassa, non si ricevono banconote false, in caso di rapina si hanno meno contanti in cassa, non si deve andare pericolosamente in banca a depositare l’incasso della giornata, con il rischio di furti e rapine, oltre alla perdita di tempo di fare la fila in filiale, magari anche solo per procurarsi le monetine per il resto. Insomma, in realtà rompe chi paga in contanti».

Immediata anche la reazione della maggioranza

Sul tema è arrivata anche la replica della maggioranza con Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Finanze che, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, «accusa Bankitalia di essere partecipata dalle banche per le quali la moneta elettronica rappresenta un giro d’affari importante. Non stupisce la presa di posizione di Bankitalia sulla liberalizzazione dell’utilizzo del Pos introdotta dal governo nella legge di Bilancio: la moneta elettronica non è moneta a corso legale, è una moneta privata offerta come servizio a pagamento dal circuito bancario e finanziario e rappresenta un giro d’affari molto importante per le banche. É quindi abbastanza scontato che Bankitalia, entità partecipata dalle stesse banche, la sostenga». 

Chi vuole usare il contante deve essere libero di poterlo usare

Sulla bocciatura da parte di Bankitalia della misura legata al tetto al contante è arrivata anche la replica di Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, che ha dichiarato: «La perplessità di Bankitalia sul tetto al contante è un'ipotesi di un dirigente della Banca d'Italia, fatta in audizione in Parlamento; è un'opinione come tutte le altre. Io sono assolutamente convinto che l'evasione fiscale non si combatta abbattendo a mille euro o togliendo l'utilizzo del contante perché si farebbe un danno alla nostra economia, bloccando ad esempio gli acquisti da tanti stranieri che sono abituati ad utilizzare il contante. Non credo sia una scelta di libertà. Io uso bancomat e carta di credito normalmente; chi vuole usare il contante deve essere libero di poterlo usare proprio per favorire la crescita della nostra economia».

© Riproduzione riservata