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In campo

Etichetta di vino allarmistica, c'è la coalizione di paesi europei

Non solo Italia, Francia e Spagna, ma anche Portogallo, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria potrebbero unirsi per fare pressione sulla Commissione Europea contro l'etichetta irlandese

28 gennaio 2023 | 18:48

E dopo l’Italia, Francia e Spagna, anche Portogallo, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria scendono in campo per dire no all'equiparazione del vino alle sigarette e potrebbero, come riferisce l'Ansa, unirsi per fare pressione sulla Commissione Europea contro l'etichetta irlandese che prevede avvertenze sanitarie sul consumo di alcolici.

Etichette di vino allarmistiche presto la coalizione di paesi europei

Con Italia, Francia e Spagna scendono in campo altri stati contro l'etichetta allarnistica del vino

Lolllobrigida gà al lavoro

 Nei giorni scorsi il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida aveva fatto riferimento al lavoro che Roma, Parigi e Madrid portavano avanti per arrivare a un documento comune.

 

Coalizione da otto paesi

I canali diplomatici si sono attivati nelle scorse settimane arrivando a coinvolgere altri cinque Paesi scettici sulla compatibilità tra le regole del mercato interno e le norme che Dublino vorrebbe emanare, a maggior ragione da quando la Commissione ha annunciato misure Ue in materia. L'iniziativa degli otto Paesi potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.

Spagna, no alle misure unilaterali sulle etichette del vino

«La questione dell'etichettatura degli alcolici va risolta all'interno dell'Ue, ogni approccio unilaterale sinceramente non mi sembra adatto - sottolinea il ministro spagnolo dell'agricoltura Luis Planas - Dobbiamo preservare il mercato unico e questo vuol dire avere un approccio comune abbiamo rispetto delle competenza degli Stati membri in materia di salute però qui stiamo regolamentando un prodotto alimentare riconosciuto dal Trattato di funzionamento dell'Ue, abbiamo chiesto alla Commissione di pronunciarsi su questo tema, so che c'è un gruppo di Stati membri che pensa a un ricorso al Wto, ma questo è un problema che dobbiamo risolvere in famiglia, all'interno dell'Ue e ogni approccio unilaterale sinceramente non mi sembra adatto».

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