Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
mercoledì 13 maggio 2026 | aggiornato alle 04:42| 119163 articoli in archivio

La ricerca

Dai fermentati alla dieta flexitariana: le tendenze del cibo per Taste Tomorrow

Gianluca Pirovano
di Gianluca Pirovano
10 ottobre 2024 | 16:59

Quali sono le nuove tendenze nel mondo del cibo? A provare a rispondere a questa domanda ci ha pensato Taste Tomorrow. Stiamo parlando di una delle ricerche di riferimento sull’evoluzione delle scelte dei consumatori nel settore alimentare, in particolare rispetto ai prodotti per la panificazione, la pasticceria e il cioccolato. Un prodotto che è frutto di una costante ricerca, che unisce da un lato l'aspetto più tradizionale, vale a dire una serie di interviste realizzate a livello nazionale e internazionale (20.000 consumatori in 50 Paesi). Dall'altro, invece, si avvale dell'intelligenza artificiale e del costante monitoraggio dei trend online. A commissionare lo studio che è stato presentato oggi, 10 ottobre, durante il BCI Forum, tenutosi presso l’Aruba Data Center, a Ponte San Pietro (BG), Puratos Group, multinazionale belga la cui sede italiana si trova a Parma, che offre una gamma di ingredienti, soluzioni e servizi innovativi per l’industria della panificazione, pasticceria e cioccolato.

Dai fermentati alla dieta flexitariana: le tendenze del cibo per Taste Tomorrow

Un monento del BCI Forum a Ponte San Pietro

I cinque trend del cibo sul mercato italiano

E quali sono, quindi, i risultati? Taste Tomorrow ha evidenziato cinque trend centrali nel mondo del cibo italiano.

1- I cibi plant-based

Il primo trend riguarda i cibi plant-based, cioè a base vegetale verso i quali l’attenzione continua a crescere. Gli italiani sono i più interessati al tema, raggiungendo la percentuale del 62% dei consumatori coinvolti dall’indagine, mentre in Europa si scende di dodici punti arrivando al 50%. La conferma che l’interesse per i cibi plant based non è un fenomeno passeggero o puramente locale arriva dall’analisi complessiva che include i 50 Paesi coinvolti nello studio. In questo caso, infatti, emerge che il tema è di grande interesse per il 56% delle persone. La motivazione che spinge ad andare in questa direzione è molto nitida: i prodotti a base vegetale sono scelti perché fanno meglio alla salute e hanno un minore impatto sull’ambiente. Inoltre si pensa che siano più naturali.

Dai fermentati alla dieta flexitariana: le tendenze del cibo per Taste Tomorrow

Cibo plant-based, più di una moda

2- La nutrizione bilanciata

Il secondo trend la cui crescita risulta molto rilevante riguarda la nutrizione bilanciata. Anche in questo caso gli italiani dimostrano una particolare sensibilità per l’argomento e si collocano ai vertici di questa classifica. Il 76% preferisce opzioni alimentari in cui l’apporto nutrizionale sia equilibrato, mentre a livello continentale la percentuale si ferma al 60%. in questo ambito le ricerche in rete registrano una crescita del 100% per i biscotti proteici, del 46% per il pane integrale e del 44% per i dolci dietetici. Interessante è vedere come il tema si riflette sulla lettura delle etichette: nel nostro Paese l’attenzione si concentra prima di tutto sulla percentuale di grassi, quindi sull’apporto calorico e, infine, sulla quantità di zuccheri.

3- Il lievito madre

Continua a essere un argomento evergreen, soprattutto in Italia, il lievito madre. Ben l’84% dei consumatori italiani (66% in Europa) considera il pane con pasta madre più salutare. E non solo; tutte le ricerche su questo ingrediente così di tendenza dicono che la ragione del mantenimento e addirittura la crescita di questo trend risiede nel fatto che supporta tante tendenze sottostanti: prodotti più gustosi, immagine artigianale, aspetto eccellente, e appunto salubrità.

Dai fermentati alla dieta flexitariana: le tendenze del cibo per Taste Tomorrow

Lievito madre

4- Tra sapori classici e nuovi

Il quarto trend messo in evidenza dall’ultima edizione di Taste Tomorrow riguarda l’evoluzione dei gusti verso la contaminazione tra sapori classici e nuovi. Pur a fronte di elementi di discontinuità, il lavoro svolto da Puratos mette in evidenza che i grandi classici non perdono il loro appeal. I consumatori, pur risultando sempre più vasto il numero di persone che cerca qualcosa di nuovo, si aspettano anche un elemento di famigliarità (79% degli italiani). Stessa percentuale, 79%, per quanti desiderano provare gusti tipici di altri Paesi. Cresce anche l’attenzione per le texture e la consistenza dei dolci. Sempre più spesso si propongono soluzioni in cui prevale la contaminazione e così si va alla ricerca di texture chewy, vale a dire gommose, come nel caso dei mochi, i dolcetti tradizionali giapponesi di Capodanno, per arrivare ai dolci ibridi, prodotti in cui il croccante si unisce al morbido creando un mash-up come nel caso del crookie, un croissant dall’esterno friabile farcito con un impasto morbido di biscotto. Da sottolineare infine lo stretto legame tra la texture e l’aspetto del cibo, l’estetica: anche in questo caso gi italiani cercano con molta più frequenza degli stranieri dolci, e più in generale prodotti da forno, che siano anche belli da vedere, instagrammabili.

5- I cibi fermentati

La quinta ed ultima tendenza tra quelle in forte crescita riguarda l’ulteriore incremento dell’interesse per i cibi fermentati che, nel 55% dei casi, i consumatori italiani considerano più salutari; inoltre il 58% delle persone interessate sottolinea che la fermentazione aumenta il gusto degli alimenti. Con riferimento ai singoli prodotti le ricerche dei navigatori del web hanno riguardato prevalentemente lo yogurt greco, il kefir, il miso, un insaporitore che deriva dalla fermentazione della soia gialla insieme a un cerale, il tempeh, anch’esso ricavato dai semi di soia gialla e il kombucha, bevanda fermentata a base di the zuccherato.

Un focus sulla dieta flexitariana

Che la componente vegetale sia sempre più importante nella dieta degli italiani e non solo non è di certo una sorpresa. Normale, quindi, che il tema sia stati particolarmente approfondito nella due giorni del BCI Forum. Grazie alla relazione di Federica Galli, Health & Well-Being R&D Manager di  Puratos Group, è stato ulteriormente approfondito un tema su cui l’interesse dei consumatori risulta in deciso incremento. Si tratta della dieta flexitariana, neologismo formato dalla combinazione delle parole “Flexible” e “Vegetarian”, con cui si indica una dieta flessibile, di ispirazione vegetariana ma che, pur privilegiando il consumo di alimenti vegetali, non esclude carne e pesce, sia pure consumati con moderazione.

Oggi si può parlare di una vera e propria nuova era, ha evidenziato Federica Galli. In passato, gli alimenti che oggi definiamo plant based erano consumati quasi solo esclusivamente dal 4% della popolazione mondiale, i vegani. Oggi ben il 40% della popolazione mondiale segue un’alimentazione sempre più basata su prodotti di derivazione vegetale; queste persone, a pieno titolo, si possono chiamare flexitariane. Prima del 2010 la dieta plant-based si seguiva per ridurre lo sfruttamento degli animali, successivamente a questo fattore, che comunque resta centrale, si sono aggiunti i benefici per la salute dell’uomo. Guardando poi al futuro, appare sempre più evidente il collegamento della dieta flexitariana con la sostenibilità: il 75% del campione segue questo tipo di alimentazione perché considera una priorità il benessere degli animali, il 65% perché ha effetti positivi sull’ambiente e, infine, il 64% perché considera più sana una dieta a base prevalentemente vegetale.

© Riproduzione riservata