La dominazione aragonese in Sicilia iniziò formalmente il 26 settembre 1282, quando Carlo I d’Angiò, sconfitto dai siciliani e dall’esercito di Pietro III d’Aragona nei Vespri siciliani, lasciò l’isola per rifugiarsi a Napoli. Pietro II mantenne però divise le corone di Aragona e Sicilia. In sua assenza nominò un luogotenente per sostituirlo.

Una vista aerea di Montalbano Elicona
I sovrani aragonesi in Sicilia
Si avvicendarono così nella conduzione del regno Alfonso III d’Aragona, Giacomo II d’Aragona e Federico III d’Aragona: quest’ultimo fu eletto Re di Sicilia dal Parlamento Siciliano, riunito al Castello Ursino di Catania, allora capitale del regno fino al 30 agosto 1416.

Costumi medievali al corteo storico della Festa Aragonese
Feudalesimo e vita dei contadini
Nella Sicilia indipendente, sotto gli Aragonesi si accentuò il regime feudale ed il latifondismo e, nonostante le continue guerre che si protrassero a lungo, i contadini poterono migliorare le loro condizioni di vita per l’accresciuta produttività della terra, il cui acquisto a enfiteusi o a colonia era solitamente favorito da franchigie di varia natura.
Montalbano Elicona e il borgo medievale
Montalbano Elicona (Muntarbanu) è un comune di 2.141 abitanti (ormai – nel 1921 aveva più di 7.000 abitanti), in provincia di Messina, proclamato "borgo dei borghi 2015”, fra i 90 borghi medievali più belli d’Italia, soprattutto per la presenza di una parte antica dell’abitato, di un castello medievale, che fu residenza estiva di re Federico III di Sicilia.

La Festa Aragonese a Montalbano Elicona
Ogni anno, subito dopo Ferragosto, a Montalbano Elicona viene organizzata (quest’anno per la 44° volta) una rievocazione storica del periodo in cui il re Federico III "Il Grande" arrivò nel paese (XIV secolo): il borgo viene trasformato e addobbato con scene medievali, in cui vengono svolte rappresentazioni, animazioni e rievocazioni storiche: un Mercato Medievale con botteghe artigianali che riproducono mestieri dell’epoca, un Palio dei Quartieri in giochi medievali, spettacoli di sbandieratori, falconieri, giocolieri, artisti di strada, un Corteo Storico in costume che rappresenta l’arrivo del re e della sua corte.
Gastronomia e tradizione aragonese
Immancabili fra tutto questo gli stands gastronomici, in cui vengono offerti piatti della tradizione aragonese:
- Torte salate farcite di vegetali di stagione in una pasta matta fatta con farine integrali di grani antichi
- Cipollate di interiora di agnello attorcigliati sul vegetale

Torta salata farcita di vegetali di stagione in una pasta matta prodotta con farine integrali di grani antichi
- Prosciutto piccante (stagionato nelle grotte della vicina Sinagra)
- Tianu (o tagano) aragonese di pasta con molte uova, carne e formaggi, molto simile al casatiello napoletano

Prosciutto piccante (stagionato nelle grotte di Sinagra
- Salsiccia aromatizzata al finocchietto selvatico arrostita sul fuoco
- Biancomangiare con latte misto

Tianu (o tagano) aragonese di pasta con uova, carne e formaggi
Da annoverare agli Aragonesi è l’uso della canna da zucchero, con il quale prese forte sviluppo una nuova pasticceria conventuale e monacale (la pasticceria laica avrà inizio solo dopo il 1500, per divenire oggi l’alimento più diffuso e “pericoloso” per la salute umana).