La Cultura (con la C maiuscola) rende, eccome. Un esempio da Gardone Riviera (Bs). Fra un libro e l’altro (l’ultimo, appena uscito, è sui Futuristi, “Audacia - Ribellione - Velocità”), Giordano Bruno Guerri trova anche il tempo per fare un bilancio “con i fiocchi” sull’attività del Vittoriale degli italiani, di cui è presidente. Il 2025 si è chiuso, per la casa museo di Gabriele d’Annunzio, con un massimo storico: 303mila visitatori, con un notevole ritorno economico per tutti gli operatori del mondo turistico, alberghiero ed enogastronomico del Garda.

Vittoriale da record con 303mila visite nel 2025
Un modello culturale che funziona
La conferma dei numeri di affluenza dell’anno precedente indica che il lavoro svolto dal Vittoriale sta dando risultati solidi e duraturi: l’impegno negli studi, nella ricerca e nella valorizzazione degli archivi, insieme a una programmazione di eventi capace di aprire il complesso dannunziano a un pubblico sempre più ampio, nazionale e internazionale, dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. «Nel marzo del 2025 - ricorda Guerri - abbiamo celebrato il cinquantesimo anniversario dell’apertura al pubblico della Prioria, alla presenza - affettuosa, non solo formale - del ministro Alessandro Giuli, e inaugurato l’ologramma di Gabriele d’Annunzio, creato per rispondere a qualsiasi domanda del pubblico e consentire un rapporto diretto con il Vate, la sua voce, la sua immagine, il suo pensiero».
Che cosa sapere sul Vittoriale
Il Vittoriale degli italiani nasce negli anni Venti come dimora monumentale di Gabriele d’Annunzio, che trasformò la villa di Gardone Riviera in un’opera totale, fatta di architetture, simboli, memorie della Grande Guerra e oggetti della propria vita. Alla sua morte, nel 1938, il complesso venne donato allo Stato e aperto progressivamente al pubblico, diventando una casa museo unica nel suo genere. La Prioria, il parco, il Mausoleo e l’anfiteatro raccontano il culto della parola, dell’arte e dell’azione che caratterizzò il Vate. Oggi il Vittoriale è un luogo di memoria attiva, dove storia, ricerca e divulgazione convivono con una programmazione culturale contemporanea.
«Meno di un anno dopo abbiamo deciso di rifarlo daccapo, per migliorarne l’aspetto e correggere alcuni limiti e difetti dell’IA, com’è nel potere e nel dovere dell’intelligenza umana. È una dimostrazione ulteriore della nostra volontà di migliorare sempre, di non accontentarsi, di offrire sempre di più ai visitatori. I nostri visitatori ci hanno premiato anche quest’anno, aumentando fino al massimo storico, sia pure per poche centinaia, oltre le 303mila unità: nonostante la chiusura - da settembre, per il restauro e finalmente l’illuminazione - del Mausoleo, e per il rifacimento ex novo dell’Auditorium. Le due opere comportano un notevolissimo impegno economico, progettuale e lavorativo, ma nel prossimo marzo inaugureremo entrambe, per offrire un Vittoriale degli Italiani sempre più bello, sempre più degno del suo creatore e del nostro grande Paese».
Un polo culturale vivo tra archivi, mostre ed eventi
Nel corso dell’anno, inoltre, 102 studiosi hanno frequentato gli archivi e le biblioteche; oltre 800 studenti delle scuole primarie e secondarie provenienti da tutta Italia hanno partecipato al progetto annuale di GardaMusei Scuole; sono state otto le mostre inaugurate e 35 gli eventi, tra le feste del Vittoriale e le manifestazioni culturali ospitate. Questi risultati continuano a collocare il Vittoriale tra le case museo più visitate al mondo, non solo per il valore del patrimonio conservato, ma anche per un modello di gestione attento ed efficace, di impresa culturale capace di dialogare con il pubblico di oggi. Con i conti in ordine, senza pesare sulle casse pubbliche. Non dimenticando che, grazie a Viola Costa, nel cuore dell’estate si tiene nel suggestivo anfiteatro il festival musicale Tener-a-Mente, che ogni anno richiama star mondiali. Nel 2026 sono confermati, ad esempio, Coez (biglietti già esauriti), Chet Faker (unica data italiana) e Of monsters and men.
