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Novità fiscali

Pagamenti elettronici obbligatori dal 2026: cosa cambia per bar e ristoranti

di Redazione Italia a Tavola
02 gennaio 2026 | 13:43

A partire dal 1° gennaio 2026, tutti i pubblici esercizi soggetti a IVA, come bar, ristoranti e locali, dovranno collegare i propri registratori telematici ai mezzi di pagamento elettronico utilizzati, inclusi POS e app di pagamento. L’obbligo nasce dall’esigenza di digitalizzare e monitorare in modo puntuale le operazioni di vendita, garantendo trasparenza e sicurezza fiscale. 

Pagamenti elettronici obbligatori dal 2026: cosa cambia per bar e ristoranti

Nuove regole per i pagamenti digitali dal 2026

Memorizzazione e trasmissione dei dati di pagamento

Dall'inizio di quest'anno, l’art. 2 comma 3 del DLgs. 127/2015 stabilisce che i dati relativi ai pagamenti elettronici devono essere memorizzati con precisione e trasmessi in forma aggregata, insieme ai dati dei corrispettivi. Questo obbligo si applica a tutti i soggetti passivi IVA che registrano operazioni di vendita o prestazioni di servizi.

Il provvedimento n. 424470/2025 dettaglia le modalità operative per garantire la corretta gestione dei dati. La memorizzazione dei pagamenti elettronici deve avvenire al momento stesso della registrazione tramite strumenti di certificazione dei corrispettivi, riportando nel documento commerciale le forme di pagamento utilizzate e gli importi corrispondenti. La trasmissione dei dati deve essere effettuata quotidianamente, in forma aggregata, rispettando le specifiche tecniche già valide per l’invio dei corrispettivi.

Sanzioni per mancata conformità

Dal 1° gennaio 2026, quindi, la rilevazione e l’invio dei dati di pagamento elettronico diventano obbligatori, con efficacia immediata delle disposizioni sanzionatorie. In base all’art. 11 comma 2-quinquies del DLgs. 471/97, modificato dall’art. 1 comma 75 della L. 207/2024, la sanzione prevista per ciascuna omessa o errata trasmissione dei corrispettivi è di 100 euro, fino a un massimo di 1.000 euro mensili. Tale multa si applica anche per la mancata memorizzazione o trasmissione dei dati dei pagamenti elettronici.

È importante sottolineare che la non corretta indicazione del mezzo di pagamento, come ad esempio incassare in contanti un pagamento effettuato tramite POS, costituisce una violazione sanzionabile, anche se dovuta a un errore involontario dell’esercente o alla diversa scelta del cliente (cfr. interrogazione parlamentare n. 5-04808 del 16 dicembre 2025 in Commissione Finanze alla Camera). L’Amministrazione finanziaria ha precisato che, in tali casi, se l’errore viene rilevato tempestivamente, è possibile annullare e rettificare il documento commerciale secondo le procedure già previste, garantendo così la corretta gestione fiscale delle operazioni.

Le disposizioni diventano efficaci dal 1° gennaio 2026, comprese le sanzioni. L’art. 11 comma 2-quinquies del DLgs. 471/97 prevede una multa di 100 euro per ciascuna omessa o errata trasmissione dei corrispettivi, fino a un massimo di 1.000 euro mensili. La sanzione si applica anche per la mancata memorizzazione dei pagamenti elettronici.

Impatto sui pubblici esercizi

Per bar, ristoranti e altri locali, il corretto collegamento tra registratori telematici e pagamenti elettronici garantisce maggiore efficienza gestionale, riduce il rischio di sanzioni e semplifica il controllo fiscale quotidiano, rappresentando un passaggio cruciale per l’adeguamento digitale del settore.

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