Nel libro "A tavola con l’arte culinaria: dal teatro al cinema", Salvatore Schiavone, scrittore, debunker, esperto di tutela agroalimentare e responsabile dell’ICQRF Campania-Molise, l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, guida il lettore in un viaggio che unisce drammaturgia, cinema e gastronomia, mostrando come ogni piatto racconti una storia e ogni ingrediente porti con sé la memoria del territorio. Ma l’autenticità dei prodotti non è scontata. In un mondo in cui il fenomeno dell’Italian Sounding diffonde imitazioni globali, conoscere l’origine e la tradizione dei cibi diventa fondamentale. Schiavone sottolinea l’importanza degli operatori Horeca, ristoratori e chef, come primo filtro di tutela: «Gli operatori devono conoscere a fondo i prodotti che utilizzano, perché il consumatore oggi è più informato e attento alla qualità». Dalla Napoli di Boccaccio, con il suo immaginario paese di Bengodi, ai grandi autori del teatro moderno, fino alla gestione consapevole dei prodotti tipici nel ristorante contemporaneo, il libro esplora il filo invisibile che lega tradizione, creatività e autenticità, invitando a scoprire non solo i sapori, ma anche le storie e le regole che rendono unica la cucina napoletana.
La drammaturgia napoletana e la cucina come identità culturale
Il libro di Schiavone mostra come la drammaturgia moderna abbia continuato a raccontare Napoli attraverso la cucina. Da Edoardo Scarpetta e Raffaele Viviani fino a Edoardo De Filippo, Totò e Troisi, le opere teatrali riflettono la vita quotidiana e la tradizione gastronomica della città. «Le scene teatrali, dai piatti di pasta alla mozzarella di bufala, hanno creato nell’immaginario collettivo il collegamento tra bontà e territorio», osserva Schiavone.
Il libro "A tavola con l’arte culinaria: dal teatro al cinema" di Salvatore Schiavone
La narrazione teatrale diventa quindi anche un veicolo per trasmettere storia e cultura gastronomica, dove ogni piatto racconta un legame con il territorio e con le tradizioni popolari. La rappresentazione dei cibi in teatro e cinema, spiega Schiavone, non deve alterare la loro autenticità, ma può essere reinterpretata attraverso una regia creativa, mantenendo però il rispetto per l’ingrediente originale.
A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema di Salvatore Schiavone: di cosa parla
Un viaggio tra cibo, teatro e cinema per raccontare la tradizione culinaria napoletana e il ruolo della cultura alimentare nella società. Nel libro, Schiavone esplora come le opere drammaturgiche, in particolare quelle di Eduardo De Filippo, trasmettano valori socioculturali, tutelino il sapere tradizionale e affrontino temi come la contraffazione alimentare e l’Italian Sounding.
Attraverso un approccio multidisciplinare che intreccia analisi storica, semiotica e neuromarketing, il cibo diventa capitale simbolico e mezzo di comunicazione. Il progetto “Food on Film” propone un modello di divulgazione culturale per sensibilizzare i consumatori e valorizzare i prodotti autentici italiani.
Il consumatore informato e il rapporto con i produttori
Un tema centrale del libro riguarda il consumatore e il suo ruolo nella filiera alimentare. Già negli anni Sessanta, i primi “consumers” americani hanno definito un modello di riferimento per la tutela della qualità dei prodotti. Oggi, la normativa europea definisce il consumatore medio come una persona sufficientemente informata e pratica nella valutazione dei cibi.
La corretta rappresentazione dei cibi aiuta anche a contrastare il fenomeno dell'italian sounding
«Il cuoco deve cucinare secondo i gusti del consumatore; se non lo fa, il cliente non tornerà», afferma Schiavone, sottolineando l’importanza dell’equilibrio tra produttori onesti e consumatori consapevoli. Questo principio diventa cruciale soprattutto nel contesto della tutela del territorio e nella promozione di prodotti autentici, distinguendoli da imitazioni e fenomeni di Italian Sounding.
ICQRF: cosa fa l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
L’ICQRF è uno dei principali organismi europei di controllo del settore agroalimentare, con 29 uffici distribuiti sul territorio italiano. Tra le sue competenze figurano il contrasto alle pratiche commerciali sleali tra imprese della filiera e la tutela della qualità dei prodotti.
Dal dicembre 2023, l’ICQRF è stata individuata come Autorità competente ai sensi del Regolamento UE 2023/1115 (EUDR) per garantire l’adempimento degli obblighi relativi a materie prime come bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma e soia, e ai prodotti derivati che le contengono o che siano stati fabbricati o nutriti con tali materie prime.
Il pranzo della domenica e la valorizzazione del territorio
Schiavone dedica ampio spazio al pranzo della domenica, considerato momento simbolico per raccontare la cultura gastronomica e popolare. Attraverso la descrizione di piatti, ingredienti e rituali, il libro evidenzia quanto la preparazione dei cibi sia legata alla storia locale e alla tradizione dei territori. «Il pranzo della domenica deve far conoscere il prodotto italiano e impedire che venga spacciato per autentico quando non lo è», sottolinea l’autore.
Salvatore Schiavone, scrittore, debunker ed esperto di tutela agroalimentare
Il libro analizza anche come il cinema e i documentari possano valorizzare i prodotti, mantenendo la loro autenticità. L’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in agricoltura può migliorare la produzione senza compromettere le caratteristiche originali del cibo. «Il cibo rappresentato in film o teatro deve restare originale, anche se inserito in una regia creativa», chiarisce Schiavone.
Formazione degli operatori e tutela dei prodotti
Per Schiavone, la formazione degli operatori del settore Horeca è essenziale per valorizzare il patrimonio gastronomico. «Gli operatori devono conoscere a fondo i prodotti che utilizzano, perché il consumatore oggi è più informato e attento alla qualità», spiega. La conoscenza della filiera, dalla produzione alla tavola, permette di difendere il territorio e contrastare le imitazioni che possono alterare il valore dei prodotti italiani.

L’esperienza storica, come la crisi del metanolo negli anni Ottanta, ha evidenziato quanto siano fondamentali sicurezza alimentare e tracciabilità. «Oggi la cucina italiana riparte da zero, pronta a diventare patrimonio europeo di eccellenza», conclude Schiavone, ribadendo l’importanza di proteggere ogni tradizione e prodotto autentico.