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Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Dal 12 agosto 2026 i bar, ristoranti e hotel europei dovranno abbandonare le bustine monouso di ketchup, maionese, olio, sale e zucchero, così come i flaconcini di shampoo e sapone. Così vuole il Regolamento UE su imballaggi e rifiuti (PPWR) spinge verso contenitori riutilizzabili e dispenser sostenibili, segnando una svolta concreta nella gestione dei rifiuti e nella sostenibilità dell’Horeca

di Redazione Italia a Tavola
20 gennaio 2026 | 20:22
Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Si avvicina la data del 12 agosto 2026, quando i ristoranti e i bar europei dovranno adeguarsi a una nuova realtà: le bustine monouso di ketchup, maionese, olio, sale e zucchero non potranno più essere distribuite. La normativa, proposta dalla Commissione europea nel 2022, approvata dal Parlamento e dal Consiglio nel 2024 e entrata formalmente in vigore nel 2025 come Regolamento UE sugli imballaggi e rifiuti, mira a ridurre i rifiuti da packaging e a incentivare soluzioni sostenibili. Non si tratta di un divieto improvviso, ma dell’avvio di un percorso graduale che spingerà bar e ristoranti verso contenitori riutilizzabili o dispenser ricaricabili. Secondo la Commissione, bustine, tubetti, vassoi e scatole saranno progressivamente messi al bando, con particolare attenzione all’Horeca.

La rivoluzione arriva anche negli hotel

Gli alberghi dovranno fare i conti con la fine dei flaconcini monodose di shampoo, balsamo e sapone. I piccoli contenitori singoli, comuni nelle strutture ricettive e utilizzati per motivi igienici soprattutto durante la pandemia, saranno sostituiti da soluzioni più ecologiche come i dispenser ricaricabili. La scelta europea punta a coniugare sostenibilità e sicurezza sanitaria, senza sacrificare la comodità per i clienti. La sfida per gli hotel sarà trovare il giusto equilibrio tra riduzione dei rifiuti e standard di igiene.

Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Ezio Indiani, direttore generale dell'Hotel Principe di Savoia di Milano

«Ci siamo portati avanti e li abbiamo sostituiti già da tempo – spiega Ezio Indiani, direttore generale dell’Hotel Principe di Savoia di Milano –. Nelle camere e nei bagni utilizziamo dispensatori in vetro; lo stesso vale per i prodotti monouso a tavola, come olio, aceto e salse, anch’essi realizzati in questo materiale. È una scelta introdotta ormai da un paio d’anni e che riteniamo coerente con un approccio più sostenibile».

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Fabio Primerano, presidente di Federalberghi Lombardia

«La maggior parte delle strutture – aggiunge Fabio Primerano, presidente di Federalberghi Lombardia – si è già preparata. Il tema è stato affrontato per tempo, anche perché era chiaro che le disposizioni andavano in quella direzione, e buona parte degli alberghi si è adeguata. I prodotti della linea cortesia sono stati eliminati e sostituiti dai dispenser. Lo stesso vale per acqua e bibite, oggi sempre più spesso servite in lattine di alluminio o in vetro. C’è però il rischio di uno spreco enorme: come spesso accade, emergono effetti collaterali non sempre positivi. Può capitare, ad esempio, che i dispenser vengano buttati per ragioni di pulizia senza effettuare il travaso del prodotto. Ritengo che solo le strutture più piccole debbano ancora adeguarsi agli standard. Ma la domanda resta: ha davvero senso? Bisognerebbe guardare anche ad altri ambiti, come il cinema, dove si continuano a usare bottiglie in plastica. Si applicano due pesi e due misure. Noi, in ogni caso, ci siamo già mossi».

Addio alla bustina di zucchero: si torna alla zuccheriera?

Non solo condimenti e prodotti per la cura del corpo, ma anche le classiche bustine di zucchero rischiano di sparire dai bar. L’idea è quella di tornare alla più ecologica zuccheriera, riducendo l’uso di confezioni monodose. Allo stesso tempo, nei ristoranti dovranno scomparire le porzioni singole di olio e sale, molto diffuse negli anni recenti, mentre negli hotel i flaconcini di shampoo e sapone saranno gradualmente eliminati. La norma lascia spazio solo a imballaggi destinati al compostaggio industriale come alcune bustine di tè, cialde di caffè o sacchetti di plastica molto leggeri. Bisognerà in ongi caso monitorare con attenzione questa transizione, considerato che i dispenser rappresentano possibile fonte di spreco del contenuto, oltre a presentare criticità sotto il profilo igienico.

Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Lo chef Filippo La Mantia

Tuttavia, lo chef Filippo La Mantia rivela: «Sono d’accordo. Non sono mai stato un grande utilizzatore dei prodotti usa e getta. Ora, per esempio, sto per avviare un progetto unico a San Vito Lo Capo (Tp), in un nuovo cinque stelle, dove rivoluzionerò tutto e assumerò anche il ruolo di general manager: sarà una struttura totalmente plastic free. Del resto, sono ambasciatore al Parlamento Ue e negli ultimi tempi sto approfondendo sempre di più questi temi legati alla sostenibilità, cercando anche di comunicarli. Non ho mai utilizzato questi prodotti: tempo fa, ad esempio, al posto delle bustine di zucchero mettevo a disposizione contenitori da cui servirsi con il cucchiaino».

Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Lo chef Errico Recanati

«Non le utilizziamo. Preferisco produrre tutto internamente ed evitare qualsiasi prodotto usa e getta, dalle salse alle confetture, fino agli oli. Sono dell’idea che la plastica debba essere completamente abbandonata. Sono favorevole a tutto ciò che è sostenibile, anche nella scelta dei materiali», ribadisce Errico Recanati, chef del ristorante Andreina, specializzato nella cucina alla brace.

Gli obiettivi della nuova normativa

L’Europa punta a ridurre entro il 2040 i rifiuti da imballaggio del 15 per cento pro capite. Le strategie prevedono il ritorno al vuoto a rendere per bottiglie di plastica e lattine in alluminio e una quota crescente di bevande take-away servite in contenitori riutilizzabili, arrivando al 20 per cento delle vendite entro il 2030 e all’80 per cento entro il 2040. La normativa impone anche che nei nuovi imballaggi in plastica sia presente una quota minima di materiale riciclato. I numeri alla base della misura parlano chiaro: ogni europeo produce circa 180 chilogrammi di rifiuti da imballaggio all’anno, e senza interventi mirati questi numeri sarebbero destinati a crescere, con un aumento stimato del 19 per cento dei rifiuti totali entro il 2030 e del 46 per cento dei soli rifiuti in plastica.

Costi, filiera e criticità

Non mancano però le polemiche. Coldiretti e Filiera Italia hanno già espresso la loro contrarietà, segnalando i rischi per le aziende italiane che hanno investito in imballaggi tecnologicamente avanzati, sostenibili e riciclabili. Secondo il presidente Ettore Prandini, la nuova normativa rischia di aumentare i costi di produzione lungo tutta la filiera agroalimentare e, di conseguenza, i prezzi pagati dai consumatori: «Si tratta di norme che non premiano la filiera italiana e le aziende che hanno investito in materiali sostenibili e riciclabili». Un altro nodo riguarda la vendita dei prodotti sfusi: se da un lato riduce la plastica, dall’altro può compromettere la rintracciabilità dei prodotti, favorire sprechi e ridurre la shelf life degli alimenti, con un impatto diretto sulla sicurezza e qualità percepita dal consumatore.

Ristoranti, bar e hotel: da agosto stop a prodotti monouso, il parere di chef e albergatori

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti

Dal 2026 al 2030: calendario dei divieti e strategie di adattamento

Agosto 2026 segna l’inizio della fase operativa. Da quel momento, gli imballaggi contenenti Pfas oltre le soglie consentite non potranno più essere immessi sul mercato e i produttori dovranno adeguarsi alle nuove regole di etichettatura per il riciclo. Le aziende inizieranno a dismettere i macchinari dedicati alla produzione di monodose in plastica, sapendo che dal 1° gennaio 2030 il divieto diventerà pienamente operativo. Entro quella data, tutti i condimenti, i flaconcini cosmetici e gli imballaggi in plastica monouso per frutta e verdura saranno vietati, mentre i ristoranti e bar dovranno adottare sistemi di riuso e dispenser ricaricabili, offrendo ai clienti la possibilità di portare contenitori propri senza costi aggiuntivi. Chi non rispetterà le regole rischierà sanzioni e restrizioni nel mercato unico.

Montasio Cattel

Verso un Horeca più sostenibile

Con il PPWR, l’Unione Europea punta a trasformare la ristorazione e l’ospitalità in settori più sostenibili e consapevoli. La sfida sarà conciliare sostenibilità, sicurezza igienico-sanitaria e gestione dei costi, accompagnando bar, ristoranti e alberghi verso pratiche più ecologiche senza sacrificare il servizio. Il futuro dell’Horeca, insomma, sarà segnato da un equilibrio tra efficienza, responsabilità ambientale e innovazione.

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