Si è svolta al Palazzo dei Congressi la XXII edizione dell’Albergatore Day, appuntamento che da oltre vent’anni segna l’avvio simbolico dell’anno turistico romano e rappresenta un momento di confronto stabile tra imprese dell’ospitalità e istituzioni. L’evento, promosso da Federalberghi Roma, ha confermato il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sullo stato di salute del turismo della Capitale e sulle traiettorie che attendono il settore nel medio periodo. Dopo l’introduzione del direttore di Federalberghi Roma Gianluca De Gaetano, i lavori si sono aperti con i saluti del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, seguiti dalla tavola rotonda dal titolo Il turismo che verrà. Driver, visioni, nuove rotte. Siamo all’alba di un vero e proprio New Deal?, moderata dal vicedirettore di LA7 Andrea Pancani.

A Roma si è tenuta la XXII edizione dell’Albergatore Day
Scenario nazionale e territoriale: tra assestamento e nuove opportunità
La prima parte del confronto, dedicata allo scenario nazionale, ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, del presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli e del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. La seconda, focalizzata sul contesto territoriale, ha coinvolto l’assessore al Turismo di Roma Capitale Alessandro Onorato, l’assessore regionale al Turismo Elena Palazzo, lo stesso Roscioli e il presidente di Confcommercio Roma Pier Andrea Chevallard. Al centro del dibattito, i dati e le analisi presentati da Diego Giannone, Head of Destination Management di Aeroporti di Roma, e da Samantha Mardkhah, Regional Director Southern & Western Europe Sales di STR, che hanno offerto una lettura puntuale del forecast 2026 e delle prospettive per l’anno successivo al Giubileo.
I numeri del forecast 2026 e il ruolo strategico di Fiumicino
Secondo le rilevazioni di STR, il 2026 si profila come un anno di crescita moderata, coerente con una fase di fisiologico assestamento dopo le forti accelerazioni registrate negli ultimi anni. L’occupazione media annua è prevista al 73,25%, con un incremento dello 0,55% rispetto al 2025. La tariffa media giornaliera dovrebbe crescere dello 0,2%, mentre il RevPAR segna un aumento stimato dello 0,75%.
A rafforzare il quadro positivo contribuiscono le performance di Aeroporti di Roma. Nel 2025 lo scalo di Fiumicino ha superato i 51 milioni di passeggeri, con un incremento di 2,1 milioni sull’anno precedente. Con 100 compagnie aeree, oltre 240 destinazioni dirette e collegamenti verso 80 Paesi, il Leonardo da Vinci si colloca stabilmente tra i dieci aeroporti più connessi al mondo. Il 2026, in particolare, vedrà un’ulteriore espansione delle rotte intercontinentali, con il Nord America destinato a crescere grazie a una maggiore diversificazione dei collegamenti.
Roscioli: dopo il Giubileo, Roma pronta a un turismo di fascia più alta
Nel suo intervento, Giuseppe Roscioli ha delineato una visione realistica ma fiduciosa per il prossimo futuro: «Con il successo d’immagine del Giubileo, il costante succedersi di eventi di richiamo e il raggiungimento di quota 70 strutture cinque stelle, la Capitale ha posto basi solide per uno sviluppo turistico ed economico». Un percorso che passa anche attraverso un inevitabile riequilibrio dopo anni di forte crescita: «È normale che a una fase espansiva segua un assestamento, ma oggi raccogliamo i frutti del lavoro sinergico tra operatori e istituzioni».

Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma
Roscioli ha poi ribadito come i flussi religiosi, pur fondamentali sul piano simbolico, non abbiano inciso in modo significativo sulla redditività alberghiera: «Dopo l’Anno Santo, Roma è strutturalmente pronta ad accogliere un turismo diverso, di fascia superiore». In questo quadro, le performance di Fiumicino e il valore dell’enogastronomia italiana, rafforzato dal riconoscimento Unesco, diventano elementi chiave per il posizionamento della Capitale come destinazione ad alto valore aggiunto. Da qui anche l’attesa per la riforma dell’articolo 114 della Costituzione, che consentirebbe a Roma di disporre di risorse strutturali e di una maggiore autonomia legislativa in materia di turismo.
Bocca: il turismo va misurato sul fatturato, non sui numeri assoluti
Nel suo intervento, Bernabò Bocca ha scelto un registro diretto, richiamando il settore - e il mondo dell’informazione - a una lettura più matura dei dati turistici. «Troppo spesso il turismo viene raccontato solo attraverso il numero degli arrivi e delle presenze. È un errore concettuale: il nostro settore va misurato in termini di fatturato», ha affermato, chiarendo come la quantità non coincida necessariamente con la qualità economica dei flussi. Bocca ha ricordato come il Giubileo fosse stato osservato con attenzione dagli operatori alberghieri proprio per questo motivo: «Sapevamo che un grande afflusso di pellegrini non avrebbe automaticamente significato maggior redditività. Un turista di fascia alta genera più ricchezza e indotto di molti visitatori con capacità di spesa limitata, pur nel rispetto di una città che deve restare aperta a tutti». Una dinamica già vissuta in passato, come nel Giubileo del 2000, quando la vera ripresa si manifestò nell’anno successivo.

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi
Da qui la lettura positiva del 2026: «Il Giubileo è stato soprattutto un grande investimento in immagine. Era fondamentale che tutto funzionasse, che Roma desse al mondo l’immagine di una città sicura, organizzata, capace di gestire eventi complessi». Un’esposizione internazionale che, secondo Bocca, produrrà effetti nel medio periodo, attirando proprio quei segmenti di domanda che nel 2025 hanno preferito rimandare il viaggio. Il presidente di Federalberghi ha poi collegato questo scenario a un clima generale di fiducia: «Quando le aziende investono, significa che il sentiment economico è positivo. Vedere centinaia di operatori qui oggi, pronti a rinnovare e a migliorare le proprie strutture, è un segnale chiaro». In questo contesto, il riconoscimento Unesco alla cucina italiana e una fase di maggiore stabilità politica diventano asset competitivi: «L’Italia oggi ha una carta importante da giocare in Europa e nel mondo. Sta a noi usarla per puntare al primato turistico non solo in termini di numeri, ma di valore».
Lollobrigida: la cucina italiana come leva culturale ed economica
L’intervento del ministro Francesco Lollobrigida ha allargato lo sguardo, inserendo il turismo all’interno di una visione più ampia che lega cultura, identità e sviluppo economico. «Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità non riguarda solo le ricette, ma uno stile di vita, un modo di trasmettere valori, tradizioni e qualità», ha spiegato, sottolineando come si tratti di un primato assoluto: l’Italia è il primo Paese al mondo a ottenere questo riconoscimento per la propria cucina nel suo insieme. Secondo il ministro, l’impatto potenziale è rilevante: «Parliamo di una possibile attrazione fino a 18 milioni di turisti in più ogni anno, con ricadute dirette su occupazione ed economia». Numeri che chiamano però a una responsabilità precisa: «La qualità deve restare l’elemento portante del nostro sistema. È ciò che garantisce valore aggiunto lungo tutta la filiera, dall’agricoltura alla ristorazione, fino all’ospitalità».

Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare
Lollobrigida ha riconosciuto al mondo alberghiero e turistico italiano un ruolo centrale: «Chi arriva in Italia percepisce immediatamente di trovarsi in un Paese dove si vive bene, dove l’accoglienza è parte integrante dell’esperienza». Un patrimonio immateriale che va però sostenuto da infrastrutture adeguate, vero nodo irrisolto degli ultimi decenni: «Abbiamo pagato a lungo l’assenza di stabilità di governo, che ha impedito investimenti strutturali e una pianificazione di lungo periodo». Da qui il riferimento a una nuova fase politica: «Oggi esiste una programmazione che guarda oltre l’immediato, perché infrastrutture come ferrovie e aeroporti richiedono tempo, visione e continuità». Anche il percorso che ha portato al riconoscimento Unesco non è stato scontato: «Nessuno prima aveva osato candidare la propria cucina nel suo complesso. Convincere 24 Paesi all’unanimità è stato un lavoro complesso, ma era una sfida che solo l’Italia poteva lanciare».
Ristorazione e ospitalità: da servizio accessorio a leva identitaria
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sul rapporto tra ristorazione e hôtellerie, con l’incontro Ristorazione nell’hôtellerie: da servizio accessorio a leva strategica. A confrontarsi sul tema, Giuseppe Roscioli insieme agli chef Carlo Cracco e Antonello Colonna, moderati dalla giornalista Belinda Bortolan. Il dibattito ha messo in luce come la proposta gastronomica sia ormai parte integrante della brand identity alberghiera e un elemento determinante per la customer experience.

L’edizione 2026 dell’Albergatore Day, sostenuta dal main sponsor Intesa Sanpaolo e da circa cento aziende del settore, ha confermato anche la propria vocazione B2B, grazie ai Business Speed Date che hanno favorito l’incontro diretto tra fornitori e albergatori. Un segnale concreto di un comparto che, pur in una fase di riequilibrio, continua a investire e a guardare avanti con pragmatismo.