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Da Nino, Andrew’s, Poetto: i nomi della devastazione che chiedono aiuti allo Stato

Il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia, devastando ristoranti, chioschi e lidi balneari in Calabria, Sicilia e Sardegna. Danni ingenti a strutture e arenili, evacuazioni e sopralluoghi in corso. Il comparto Horeca si prepara a ricostruire e a fronteggiare una stagione turistica segnata dall’emergenza e per la quale serviranno adeguati ristori da parte delle istituzioni

di Redazione Italia a Tavola
22 gennaio 2026 | 18:22
Da Nino, Andrew’s, Poetto: i nomi della devastazione che chiedono aiuti allo Stato

Il ciclone Harry ha messo a dura prova il Sud Italia, travolgendo ristoranti storici, chioschi e lidi balneari in Calabria, Sicilia e Sardegna. Il comparto Horeca registra danni ingenti a strutture, attrezzature e arenili, mentre imprenditori e gestori affrontano sopralluoghi, evacuazioni e interventi urgenti per prepararsi a una stagione turistica che rischia di essere già compromessa.

Calabria: la costa ionica sotto la furia del mare

Il ciclone Harry ha investito la costa ionica calabrese, mettendo a dura prova ristoranti, stabilimenti balneari e strutture turistiche. A Bovalino (Rc), il ristorante La Rotonda, storica struttura affacciata sul lungomare, è stato colpito direttamente dalle onde che hanno raggiunto i muri perimetrali, soprattutto nella curva più esposta al mare.

Il ristorante La Rotonda di Bovalino sferzato dalle onde durante il ciclone Harry
Il ristorante La Rotonda di Bovalino sferzato dalle onde durante il ciclone Harry

Anche le strutture più recenti hanno mostrato vulnerabilità, mentre quelle storiche hanno resistito parzialmente, mettendo in luce la necessità di ripensare la protezione delle coste. Si sta procedendo ancora alla quantificazione dei danni, essendo la zona della costa appena uscita dall'allerta rossa. 

Sicilia: danni tra Taormina, Giardini Naxos e Catania

La Sicilia orientale è stata tra le zone più colpite, con tratti di costa cancellati e con ingenti danni anche alle strutture dal Messinese al Catanese, ma raggiungengdo anche l’Agrigentino e arrivando fino a Palermo per danni stimati complessivamente superiori al miliardo di euro. L’Associazione turistica balneare regionale parla di «evento eccezionale e catastrofico» e chiede interventi urgenti (da circa 100 milioni di euro) per salvare la prossima stagione estiva. Secondo il presidente e il segretario generale dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, «la Sicilia è oggi irriconoscibile. I danni hanno colpito duramente isole minori, Messinese, Catanese, Siracusano e Ragusano, ma l’impatto maggiore riguarda le comunità stesse, trasformate nei rapporti con i loro territori e nella loro identità storica». Per Anci Sicilia è fondamentale un intervento straordinario di Stato e Regione per riportare condizioni minime di sicurezza e vivibilità. «Allo stesso tempo - sottolineano Amenta e Alvano - serve una fase nuova, strategica, non solo emergenziale, in cui la ricostruzione vada di pari passo con una riprogrammazione strutturale. I sindaci, sul campo, stanno già coordinando servizi, economie e relazioni sociali per rimettere insieme i paesi feriti».

Che cos’è il ciclone Harry

Il ciclone Harry è una depressione extratropicale nata nel Mediterraneo centrale. Ha richiamato aria calda e umida dal Sahara, alimentando temporali intensi tra Tunisia e Canale di Sicilia. La sua avanzata verso nord è stata bloccata da un promontorio di alta pressione che si estende dalla Russia ai Balcani. L’incontro tra aria calda e fredda ha generato piogge torrenziali sul Sud Italia e venti forti sul Mediterraneo, responsabili delle mareggiate che hanno travolto coste, ristoranti e stabilimenti balneari di Calabria, Sicilia e Sardegna.

Nel comprensorio taorminese, Mazzeo ha visto il collasso completo di piazza Salvo D’Acquisto, mentre a Mazzarò e Isola Bella i marosi hanno sommerso lidi e compromesso gli stabilimenti affacciati sul mare. Lesioni importanti sono state riscontrate al muraglione del giardino dell’hotel Caparena, con danni anche a edifici limitrofi. Il sindaco Cateno De Luca ha annunciato la richiesta dello stato di calamità, mentre la comunità prova a reagire con mezzi propri.

Tra i casi più emblematici emerge il ristorante Da Nino a Letojanni (Me), fondato negli anni Cinquanta e oggi gestito dalla terza generazione: il padre Gianni e i figli Damiano e Lorenzo. «Parliamo di almeno duecentomila euro solo per l’esterno. Se anche la cantina ha subito danni, si rischia di triplicare. È tutto compromesso: impianto elettrico, idrico, gas. Le strutture più vecchie hanno resistito, quelle recenti sono state distrutte», spiegano i gestori. Lorenzo, nonostante l’emergenza, mantiene la fiducia: «Speriamo di riaprire per metà maggio, ma dipenderà dai danni strutturali. Questi eventi, che una volta accadevano ogni cento anni, ora sembrano ripetersi. Serve ricostruire in modo più sicuro». Non solo Da Nino: nel Messinese anche altri locali storici, come “La Vela” a Santa Margherita e  La Cambusa a Giardini Naxos, e numerosi stabilimenti tra Taormina, Mazzeo e Letojanni, riportano danni ingenti, mettendo a rischio la ripartenza della stagione turistica nel Messinese.

A Catania, la frazione di San Giovanni li Cuti è stata duramente colpita dal ciclone. Il noto ristorante Andrew’s, affacciato sul mare, è stato completamente distrutto: verande, sale interne e strutture esterne sono state spazzate via dalla furia delle onde. Ai microfoni di Mattino Cinque, il proprietario Luca Faro ha raccontato: «Verso le due di notte si è scatenato l’inferno. Non ce lo aspettavamo. Viviamo sul mare, ma neanche i pescatori ricordano un fenomeno simile». All’esterno, assi di legno e detriti accumulati dal mare hanno creato un ostacolo davanti all’ingresso. «L’importante è che non ci siano stati feriti. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e risolvere il prima possibile».

Sardegna: il Poetto tra erosione e interventi urgenti

In Sardegna, il ciclone ha colpito con forza il Poetto di Cagliari, dove onde alte metri hanno spazzato via la sabbia, riducendo l’arenile danneggiando chioschi e stabilimenti balneari. Il sindaco Massimo Zedda, insieme al capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e alla presidente della Regione Alessandra Todde, ha indicato come prioritaria la ricollocazione della sabbia per ripristinare il litorale. Il cordone dunale ha retto all’impatto, ma i passaggi dei cittadini hanno creato varchi che hanno consentito all’acqua di raggiungere il lungomare, provocando allagamenti localizzati.

I danni provocati dal ciclone Harry al Poetto di Cagliari
I danni provocati dal ciclone Harry al Poetto di Cagliari

Sempre a Cagliari, un ristorante galleggiante in via Roma ha rischiato di staccarsi dagli ormeggi a causa delle onde e del vento forte. L’intervento dei Vigili del fuoco è stato decisivo per rinforzare gli ancoraggi e mettere in sicurezza l’area portuale, evitando conseguenze più gravi. Un episodio che restituisce bene la fragilità di attività che lavorano a stretto contatto con il mare, anche in pieno centro urbano. Alcune scuole restano chiuse e si procede a sopralluoghi per quantificare i danni e pianificare gli interventi necessari a garantire la sicurezza e la ripartenza turistica della zona. Anche perché dal Poetto alle spiagge di Villasimius, l’erosione ha cancellato diversi tratti di costa, colpendo dune e stabilimenti.

Montasio Cattel

«Abbiamo subito danni ingenti - ammette il presidente regionale di Fipe Emanuele Frongia -. Ci aspettavamo condizioni difficili, ma la forza di questo ciclone ha superato ogni previsione. Il mare ha rotto vetrine, distrutto piloni e allagato magazzini, costringendo gli imprenditori a programmare importanti investimenti in vista dell’estate. Abbiamo già richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale e speriamo vengano previsti adeguati ristori». «Qui - ha aggiunto Todde all'Ansa - parliamo di centinaia di milioni di euro, tra infrastrutture, beni culturali e ambientali. Prima di discutere di fondi regionali, è necessario confrontarsi con il governo per avere le risorse adeguate. Non si tratta di reagire d’istinto, ma con serietà».

Un Sud Italia chiamato a rialzarsi

Dalla Calabria alla Sicilia fino alla Sardegna, il ciclone Harry ha mostrato quanto le coste del Sud siano vulnerabili a fenomeni di intensità crescente. Ristoranti storici come Da Nino e Andrew’s, lidi, stabilimenti balneari e infrastrutture pubbliche condividono la stessa sfida: reagire rapidamente, ricostruire in modo sicuro e garantire la continuità turistica, senza perdere il legame con il mare, elemento centrale dell’identità e dell’economia costiera. Tra sopralluoghi, evacuazioni e primi interventi, resta aperta la necessità di provvedimenti concreti per una stagione estiva già segnata dall’emergenza.

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