Si è già consumato il primo giallo di queste Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Ancora prima che gli atleti scendano sulle piste di gara, prima anche della cerimonia inauguarale, a montare è il mistero sul catering che la società On Location - il partner del comitato organizzatore incaricato di predisporre e vendere i pacchetti turistici per seguire i Giochi - ha deciso di ingaggiare per l'occasione. In realtà qui, una cerimonia d'apertura si era consumata ad aprile, ma a pochi giorni dal via alle competizioni, la formazione titolare della formazione catering è stata cambiata. Anche se non si sa da chi, sebbene le indiscrezioni portino oltre confine e, per la precisione, in Slovenia, secondo quanto raccolto dal giornalista enogastronomico Edoardo Raspelli.

Chi realizzerà i catering per le Olimpiadi di Milano-Cortina?
Dal made in Italy a...Lubiana?
L’annuncio risale al 10 aprile dello scorso anno, alla Fiera Fuori Milano di Rho: gli ospiti della piattaforma On Location avrebbero potuto gustare almeno 175.000 pasti d’eccellenza curati dallo chef Carlo Zarri del San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo, territorio famoso per la nocciola. La proposta gastronomica era pensata per esaltare i prodotti tipici italiani: dalla Bresaola valtellinese ai formaggi Bitto e Casera, dallo speck trentino al Puzzone di Moena, passando per yogurt artigianale, mele, Prosecco e Grana Padano, con accostamenti come i ravioli del plin cuneese e astigiano.

Lo chef Carlo Zarri con il team che avrebbe dovuto curare i catering di OL
Il 4 dicembre, però, lo chef Zarri annunciava su Facebook che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro per quei pasti. Da allora il progetto non ha più avuto aggiornamenti. Raspelli, ha cercato conferme contattando lo chef, l’ufficio stampa di On Location e il responsabile dell’organizzazione Tommaso Cavallari, senza ottenere risposte.. L’unica traccia è emersa tramite strumenti di intelligenza artificiale, come ha rivelato Raspelli: i nomi più ricorrenti sono quelli delle aziende slovene Jezeršek Catering, Vita Catering e Vivo Catering. Tuttavia, al momento, nessuna risposta è pervenuta dalle società slovene né dal promoter Usa interrogati anche da Italia a Tavola. Un silenzio che per Raspelli è indicativo.
On Location: chi è?
On Location, tra i leader mondiali nell’hospitality experience per eventi come Ryder Cup, Open Championship, Super Bowl e Coachella, inaugura i suoi uffici italiani in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. La società si prepara a offrire un’esperienza unica, rivolta non solo a sponsor e partner commerciali, ma anche al pubblico finale. Grazie al promoter è possibile acquistare pacchetti di hospitality destinati agli spettatori, con accesso a posti Premium che garantiscono la miglior visione possibile degli eventi. L’offerta comprende la possibilità di vivere l’Olimpiade attraverso il programma Vip Hospitality all’interno delle sedi di gara, usufruire di trasporti privati per raggiungere stadi e piste, degustare alta cucina firmata da chef rinomati, soggiornare in hotel esclusivi e incontrare campioni Olimpici e Paralimpici.

Il giornalista gastronomico Edoardo Raspelli
Catering sloveno? Un'opportunità mancata
Questo era quello che si proponeva l'azienda a stelle e strisce. E per farlo era stato attivato lo chef Zarri e una filiera italiana, mentre dopo l'interruzione della parternship con Zarri - annunciata dallo chef su Facebook il 4 dicembre - nulla è più stato comunicato. Ora in piedi rimane la pista slovena che non trova conferme, ma nemmeno smentite. Solo silenzio. Con la sensazione che anche questa rischia di essere una nuova occasione mancata per la cucina italiana. «Non ho preclusioni di alcun tipo, né razziali né culturali, ma per me è importante il made in Italy. Sono italiano, orgoglioso delle mie radici e del patrimonio gastronomico del mio Paese. Vedremo quale ruolo avranno eventuali catering stranieri nella gestione dei prodotti e delle ricette italiane alle Olimpiadi», chiosa Raspelli.