Confguide-Confcommercio e Federagit-Confesercenti tornano a fare il punto sulla riforma della professione di guida turistica, sottolineando l’importanza di un percorso chiaro e strutturato per valorizzare competenze e professionalità. A quasi un anno dall’entrata in vigore della nuova normativa, le associazioni evidenziano come la riforma abbia finalmente introdotto regole uniformi e strumenti per il contrasto all’abusivismo, ma ribadiscono la necessità di affinare alcuni aspetti applicativi e di rafforzare il confronto con il Ministero del Turismo. «È fondamentale che chi sceglie questa professione lo faccia come lavoro serio e qualificato, non come hobby o riempitivo», dichiarano le due sigle, rimarcando l’obiettivo di garantire standard formativi omogenei e opportunità concrete per tutti gli aspiranti professionisti del settore.

Confguide e Federagit sottolineano l’importanza di un percorso chiaro e strutturato
Esame nazionale: meno del 2% dei candidati promossi
A quasi un anno dall’entrata in vigore della riforma della professione di guida turistica, Confguide-Confcommercio e Federagit-Confesercenti tornano a commentare gli effetti delle nuove regole. La riforma, attesa da anni, era stata pensata per contrastare l’abusivismo e creare standard formativi omogenei capaci di valorizzare il patrimonio culturale italiano. I primi dati, tuttavia, raccontano una realtà diversa rispetto alle aspettative del settore.

Daniela Santanchè, ministro del Turismo
Il numero degli iscritti al bando aveva raggiunto 29.228 candidati, ma alla prova scritta del primo esame nazionale, svoltasi il 18 novembre scorso e organizzata da Formez per conto del Ministero del Turismo guidato da Daniela Santanchè, si sono effettivamente presentati 12.191 partecipanti. Solo 230 hanno superato la prova, meno del 2%. Numeri che ridimensionano la portata della riforma: i candidati idonei dovranno affrontare ora l’esame orale, con il rischio di un’ulteriore selezione che potrebbe abbassare ulteriormente il numero di professionisti abilitati. Analizzando i risultati per sede, la situazione appare ancor più critica. La diffusione dei risultati ha sollevato ulteriori dubbi. I dati ufficiali sono stati resi noti da Formez solo dopo reiterate richieste di accesso agli atti.
La riforma e il coinvolgimento delle associazioni
Secondo Confguide e Federagit, la riforma promossa dal Ministero del Turismo ha segnato un passo avanti perché ha delineato regole chiare e unitarie, valide su tutto il territorio nazionale. «Abbiamo partecipato a tutte le fasi di formazione e abbiamo potuto esprimere le aspettative del settore», spiegano i rappresentanti delle associazioni. La riforma resta perfettibile, ma per la prima volta ha offerto un quadro definito della figura professionale e dei requisiti richiesti. Contrasto all’abusivismo, competenze chiaramente definite e una regolamentazione uniforme rappresentano risultati concreti che vengono valutati positivamente dagli operatori del settore.

Il 2025 si configura come un anno zero secondo Confguide e Federagit
L’anno zero e la richiesta di confronto
Il 2025 si configura come un anno zero, il primo anno di applicazione della disciplina, e le associazioni chiedono al Ministero di riaprire un confronto mirato, limitato alle sole rappresentanze sindacali della categoria. L’obiettivo è valutare eventuali aggiustamenti applicativi, come la gestione delle ore di aggiornamento professionale, senza compromettere i principi fondamentali della riforma. «Serve fare il punto insieme e ricalibrare ciò che può essere migliorato», conclude la nota congiunta, ribadendo l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni e operatori per consolidare la professionalità della guida turistica in Italia.