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La pagelline del festival: giudizi non richiesti ma indispensabili

Nonsolofood
di Nonsolofood
25 febbraio 2026 | 11:00

Sanremo 2026 arriva fuori stagione, spostato di calendario per colpa delle Olimpiadi di Milano-Cortina: insomma, invece della settimana “canon” ci ritroviamo il Festival dal 24 al 28 febbraio a fare da colonna sonora al meteo indeciso e alle energie da fine inverno.

E come sempre il rito è quello: trenta canzoni, trenta mondi, trenta tentativi di farci piangere, ballare o almeno alzare un sopracciglio. Sul palco dell’Ariston (con Carlo Conti alla guida e compagnia “pesante”) si alternano veterani che entrano come se avessero le chiavi del teatro e nuove leve che invece ci provano a prendersi la scena… a volte riuscendoci anche troppo.

Queste sono pagelline senza pietà ma con affetto: niente toni da giuria divina, niente “capolavoro” regalati a caso. Qui si valuta quello che succede davvero: la canzone regge? l’interpretazione morde? il ritornello ti resta addosso o scivola via? Se poi una band femminile arriva e decide di ribaltare l’umore della serata, tanto meglio: vuol dire che non siamo qui solo per soffrire in tonalità minore.

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