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Radici

Famiglia Romiti, quando l’agricoltura diventa racconto di territorio

Giuseppe Cristini
di Giuseppe Cristini
Direttore Accademia del Tartufo nel Mondo
07 febbraio 2026 | 10:36

A Montefelcino, lungo la vallata del fiume Metauro, tra Fano e Urbino, dove le colline marchigiane disegnano un paesaggio gentile e autentico, c’è un luogo in cui l’agricoltura non è solo produzione, ma cultura, etica e accoglienza.

La famiglia Romiti
La famiglia Romiti

È l’azienda agricola multifunzionale della Famiglia Romiti, una realtà che ha scelto di lavorare la terra e gli animali con rispetto assoluto, restituendo valore a ogni gesto e a ogni prodotto.

Qui il concetto di chilometro zero si spinge oltre e diventa “millimetro zero”: una filiera cortissima, controllata e tracciata in ogni passaggio. Le carni suine, degustabili direttamente in azienda, sono il cuore pulsante dell’attività: nascono e crescono all’interno di un sistema biologico certificato, dove il benessere animale non è uno slogan, ma una pratica quotidiana. Spazi adeguati, tempi naturali di crescita, alimentazione sana e controllata: tutto concorre a costruire un prodotto buono perché, prima ancora, giusto.

Giovanni Romiti guida l’azienda con una visione chiara: custodire il sapere contadino e tradurlo in un modello contemporaneo, sostenibile e coerente. Le carni vengono lavorate con competenza antica e sguardo moderno, in un processo artigianale misurato, preciso, rispettoso. Ogni taglio racconta una scelta consapevole: nulla è forzato, nulla è sprecato. La qualità nasce dal rispetto e dalla conoscenza profonda della materia prima.

Giovanni Romiti
Giovanni Romiti

Accanto a Giovanni c’è Marica, sua moglie, che rappresenta l’anima familiare e gastronomica dell’azienda. Il suo ruolo è centrale nel trasformare la produzione in esperienza: rendere la tavola un luogo di racconto e relazione. È grazie a questa visione condivisa che l’azienda Romiti non si limita a produrre, ma accoglie, spiega, coinvolge.

La multifunzionalità è parte integrante dell’identità aziendale. I prodotti vengono serviti direttamente nell’agriturismo di famiglia, creando un legame diretto tra chi produce e chi consuma. Sedersi a tavola qui significa entrare in una storia vera, fatta di gesti quotidiani e sapori riconoscibili.

E poi c’è Marisa, la mamma di Giovanni: custode silenziosa e preziosa di una tradizione che non si impara sui libri. Le sue tagliatelle sono semplicemente inavvicinabili, per consistenza, tenuta e anima. I suoi primi piatti – autentiche “preziosità” della cucina marchigiana – trovano l’apice in un ragù di carne e piselli che è memoria pura: ricco ma elegante, profondo ma mai pesante, capace di raccontare in un solo piatto la storia di una famiglia e di un territorio.

Attorno alle carni ruota un mondo coerente: un calice di vino del territorio, un filo di olio extravergine che profuma di colline, legumi coltivati con la stessa cura, pane e preparazioni che rispettano stagioni e tradizioni. Nulla è decorativo, tutto è essenziale. È la marchigianità autentica, quella che non ha bisogno di alzare la voce per farsi riconoscere.

Un pranzo alla Fattoria Romiti
Un pranzo alla Fattoria Romiti

E poi c’è l’accoglienza. Quella vera, sincera, familiare. Alla Famiglia Romiti l’ospite non è un cliente, ma una persona da accompagnare dentro un’esperienza: si può venire per mangiare, per acquistare i prodotti, per conoscere la filosofia aziendale o semplicemente per respirare un modo diverso di stare insieme alla terra.

In un tempo in cui l’agricoltura rischia di diventare solo numero e resa, la Famiglia Romiti dimostra che esiste un’altra strada: più lenta, più responsabile, più umana. Una strada che parla di Marche profonde e di un futuro costruito sulle radici.

Visita: www.accademiadeltartufonelmondo.it 

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